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A Palermo via la spazzatura ma non le erbacce: il "Progetto Quartieri" si ingolfa

Il Comune avvia il piano di pulizia straordinaria e cura del verde nei quartieri della città ma resta il problema del diserbo, servizio che Reset e Rap non svolgono

Claudia Rizzo
Giornalista e TV producer
  • 6 maggio 2026

Un marciapiede pieno di erbacce in via dell'Olimpo, a Palermo

Doveva essere il piano della svolta, quello capace di mettere insieme pulizia, cura del verde, derattizzazione e disinfestazione. Un intervento «coordinato e capillare», lo ha definito il Comune, pensato per partire dalla Quinta e dalla Settima circoscrizione e poi allargarsi progressivamente al resto della città.

Ma al primo giorno di avvio del Progetto Quartieri, tra Borgonuovo, Uditore, Noce e alcune strade della Settima Circoscrizione, la promessa del decoro urbano si è già scontrata con un problema molto concreto: le erbacce sono ancora lì.

Il nodo, sollevato da più esponenti del Consiglio comunale, è semplice e allo stesso tempo decisivo. Rap e Reset sono state indicate come protagoniste operative del piano, ma il servizio di diserbo lungo strade e marciapiedi non rientrerebbe nei rispettivi contratti. Il risultato, secondo i consiglieri che hanno verificato lo stato dei luoghi, è un intervento solo parziale.

A parlare di criticità è Sabrina Figuccia, capogruppo della Lega in Consiglio comunale e presidente della Terza commissione, che nella giornata di avvio ha effettuato sopralluoghi nei territori interessati dal piano. Secondo Figuccia, pur registrandosi «un intervento significativo» in alcune aree verdi, il piano mostra già una lacuna evidente: restano fuori gli interventi lungo marciapiedi e sedi stradali, dove le erbacce continuano a invadere spazi pubblici e percorsi pedonali.

Il punto, per la consigliera, non è solo estetico. In diversi tratti sotto la vegetazione rimossa sarebbero emersi accumuli di rifiuti, ingombranti e in alcuni casi materiali potenzialmente pericolosi. Figuccia cita anche il ritrovamento di lastre di eternit in un’area verde cittadina, elemento che sposta il tema dal semplice decoro alla sicurezza e alla salute pubblica.

Le critiche arrivano anche dal Movimento 5 Stelle. Concetta Amella, consigliera comunale, e Simona Di Gesù, consigliera della Quinta Circoscrizione, parlano apertamente di «spot elettorale». Dopo sopralluoghi a Borgonuovo, Uditore e Noce, sostengono di non avere riscontrato una presenza rafforzata delle squadre né interventi straordinari realmente visibili.

Secondo le due consigliere, «al netto di qualche sparuto operatore», già previsto nei servizi ordinari, i quartieri continuano a mostrare i problemi di sempre: cartacce, bottiglie, erbacce diffuse, insetti, assenza di spazzamento in alcune strade. Il punto politico, per Amella e Di Gesù, è la distanza tra la narrazione dell’amministrazione e ciò che i residenti vedono sotto casa.

«È legittimo chiedersi dove e come questo progetto stia concretamente prendendo forma», affermano, chiedendo la pubblicazione di un cronoprogramma chiaro e consultabile. Una richiesta che intercetta uno dei problemi emersi già prima dell’avvio del piano: sapere non solo che il progetto esiste, ma dove interviene, quando, con quali squadre e con quali mansioni.

A rendere ancora più evidente il cortocircuito è Massimiliano Giaconia, consigliere comunale del gruppo Misto e vicepresidente della Terza commissione consiliare, che individua nel diserbo il vero punto debole dell’intero piano.

«Il servizio - spiega - è assente in città dal primo gennaio 2026, dopo la scadenza dell’affidamento temporaneo dato a Reset nel 2025 per circa nove-dieci mesi, con uno stanziamento di circa un milione e duecentomila euro. Da allora, Palermo non ha più un gestore incaricato di rimuovere le erbacce da strade e marciapiedi».

È su questo punto che, secondo il consigliere, l’annuncio del “Progetto Quartieri” avrebbe creato un equivoco. I cittadini, leggendo di un piano per il decoro urbano, si sarebbero aspettati un intervento incisivo contro il verde infestante che invade marciapiedi, carreggiate e spazi pubblici. Ma il diserbo, nei fatti, non sarebbe compreso nelle attività partite in questi giorni.

«Questo progetto non comprende altro che servizi ordinari già previsti nei contratti di Rap e Reset», continua Giaconia. «Si fa diventare straordinario ciò che dovrebbe essere ordinario».

Il consigliere racconta di avere effettuato sopralluoghi a Borgonuovo e in viale dell’Olimpo. «In entrambi i casi - dice - Reset era impegnata nella manutenzione del verde limitata ad aiuole spartitraffico e cercini, mentre Rap svolgeva attività ordinarie di spazzamento».

Nessuna squadra, invece, sarebbe stata incaricata di intervenire sulle erbacce lungo strade e marciapiedi.

Giaconia riferisce anche di avere chiesto direttamente agli operatori se avessero ricevuto indicazioni sul diserbo. La risposta, sostiene, sarebbe stata negativa: «Non potevano farlo perché non rientrava nelle loro competenze».

Il problema, quindi, non sarebbe un semplice ritardo operativo, ma una lacuna a monte. «Secondo quanto riferito in Terza commissione dall’assessore Piero Alongi lo scorso 22 aprile, le attività di diserbo sarebbero dovute partire entro il 5 maggio. Ma quella scadenza - aggiunge Giaconia - non è stata rispettata».

Nel frattempo è stato avviato l’iter per affidare il servizio all’esterno per quasi tutte le Circoscrizioni. Fanno eccezione la Prima, l’Ottava e la borgata di Mondello, dove il servizio dovrebbe essere affidato a Reset. Anche in questo caso, però, secondo il consigliere, non ci sarebbe ancora un affidamento operativo. Nella migliore delle ipotesi, il servizio potrebbe slittare alla fine di maggio.

Così il “Progetto Quartieri” rischia di partire senza uno dei pezzi più attesi dai cittadini: la rimozione della vegetazione infestante che da mesi occupa marciapiedi, bordi strada e spazi pubblici.

Per questo Figuccia ha annunciato la convocazione di una riunione con il capo area del Verde e l’assessore competente, per capire quali correttivi l’amministrazione intenda mettere in campo. Le richieste sono tre: accelerare l’affidamento del servizio di diserbo, rafforzare il coordinamento operativo tra Rap, Reset e uffici comunali, e rendere pubblica una pianificazione verificabile.

Perché il punto, alla fine, è che a Palermo la pulizia straordinaria non può limitarsi a essere visibile nel giorno dell’annuncio. Deve reggere alla prova del marciapiede, dell’erba che ricresce, dei rifiuti nascosti sotto la vegetazione, delle strade che i cittadini attraversano ogni giorno. Altrimenti il rischio è che il “Progetto Quartieri” finisca per raccontare, più che una svolta, una fragilità tutta palermitana: quella per cui ciò che altrove sarebbe ordinaria manutenzione qui diventa un intervento straordinario, con tanto di nome.
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