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Alla riscoperta del sommacco, quello siciliano: spezia antica e dalle proprietà ''miracolose''

Usi e proprietà benefiche della spezia che cresce spontanea nella regione mediterranea e in Oriente. Conosciuta con il nome di ''sumac'', la Sicilia ne ospita abbondanti piantagioni

Jessica Di Bona
Appassionata di arte e cultura
  • 15 settembre 2021

La pianta di sommacco siciliano

Da anni siamo ormai abituati ad insaporire i piatti con spezie dal sapore deciso, come il curry e la curcuma, che si utilizzano sia per colorare il riso basmati, i secondi, ma anche nella preparazione di ricette dolci, come il Golden Milk, il latte alla curcuma che ha appunto un colore dorato, tipico della spezia.

Una spezia che potrebbe fare concorrenza alle due citate è il sommacco, una profumatissima polvere di colore rosso sgargiante. La polvere è ricavata dall'essiccazione delle bacche della pianta, che cresce spontanea nella regione mediterranea e in Oriente. Conosciuta con il nome di ''sumac'', ''sumaq'' o ''sumak'', è una spezia antica, molto usata soprattutto nella cucina mediorientale. Nell'antichità, grazie alla presenza di tannini, veniva utilizzata anche per
tingere e conciare pelli.

A differenza del largo uso che se ne fa in Medio Oriente, in Sicilia il sommacco fu considerato per anni una pianta infestante e velenosa per la sua elevata capacità di riproduzione e per la tossicità delle bacche crude, infatti era caduto presto in disuso. Oggi, invece, si assiste a una riscoperta delle molteplici proprietà antiossidanti della pianta ''magica'' che cresce spontanea sull'isola.



Il suo nome scientifico è ''Rhus coriaria'' e viene coltivata nei terreni poveri e aridi collinari. L’arbusto, caratterizzato da foglie lunghe e pennate e da fiori a forma di spiga, appartiene alla famiglia botanica delle ''Anacardiaceae'', da cui hanno origine anche gli anacardi, i pistacchi e il mango.

La Sicilia è ricca di terreni aridi e rocciosi, e da sempre ospita abbondanti piantagioni di sommacco. Vi sono due tipi di sommacco, definiti volgarmente ''mascolino'' e ''femminello'': sommacco ''mascolino'', che cresce particolarmente nella Sicilia occidentale (S. Margherita, Montevago, Partanna, Alcamo); e il sommacco ''femminello'', meno pregiato perché meno ricco di tannino, si coltiva nella Sicilia sud-orientale.

La raccolta si fa nei mesi di luglio-settembre, tagliando i rami e seccandoli al sole, poi battendoli per staccarne le foglioline, quindi si mette in commercio direttamente in foglie, o viene macinato per ottenere la polvere, o ancora si ottiene il succo, tramite i semi messi in ammollo e poi triturati. La spezia ha un sapore acidulo, simile al succo di limone e all'aceto.

Quasi dimenticata in Occidente, come dicevamo, è invece molto usata nella cucina mediorientale: in Libano e in Siria, in Iraq e in Turchia, viene utilizzata per insaporire carne e pesce, per condire le insalate o il kebab. Ideale anche per profumare zuppe di legumi.

Tornata in auge negli ultimi anni anche dalle nostre parti, grazie alle proprietà benefiche, la spezia color porpora ha un valore antiossidante circa 73 volte più potente di una mela e superiore ad altre spezie come la cannella, il cumino, la senape, la curcuma e persino lo zenzero, che ormai è diventato uno dei protagonisti delle tisane contro il raffreddore.

Ricco di minerali e vitamine, il sommacco ha anche notevoli proprietà antinfiammatorie, antipiretiche, antibatteriche. È inoltre utile per combattere lo stress, per alleviare disturbi annessi al diabete e per prevenire malattie tumorali e cardiovascolari, regolarizza l'intestino e abbassa il colesterolo. Insomma, è un toccasana e fortunatamente è stato da poco riscoperto.

Chiaramente deve essere utilizzato seguendo i consigli di un erborista, perché altrimenti può causare irritazione. Non ci resta che aggiungere alla dispensa, nella parte dedicata alle spezie, anche il rosso sommacco, non solo per dare un aspetto più autunnale all'angolo delle polveri ''magiche'', ma anche per beneficiare degli innumerevoli effetti positivi della spezia, per lungo tempo ingiustamente dimenticata in Occidente.
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