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Altro che app, in Sicilia c'è la "siggitedda": il parcheggio (alternativo) qui si prenota così

Un modo di fare che purtroppo resiste ancora oggi, non solo nei piccoli centri. Le più gettonate sono le sedie di legno impagliate, con piede sbilenco è ancora meglio

Sara Abello
Giornalista
  • 20 settembre 2022

Le "siggitedde" riserva parcheggio

Toglietemi una curiosità, sono la sola che quando vede un parcheggio occupato con la sediolina diventa docile e malleabile come Tyson quando staccò un pezzo di orecchio al suo avversario sul ring? Beh perchè sarò anche di indole belligerante, però queste cose io penso che si possano vedere solo qui e una cittadina come Bagheria può far da scuola alle grandi città.

Del resto si sa che i baarioti "lo fanno meglio", non importa cosa. Quello che vi racconto più che un’usanza radicata è quasi un fenomeno antropologico, sì perchè non vi è nessuno che almeno una volta, che sia stato per un trasloco, perchè vive in una zona caotica o perchè in attesa di visite di parenti o amici, non abbia occupato il parcheggio davanti casa con quello che gli capitava a tiro.

Le più gettonate sono sicuramente sedie di legno impagliate, con piede sbilenco è ancora meglio, oppure secchi per l’intonaco rimasti inutilizzati, quelli modello "Imperial" per farvi capire, oppure bastoni di scope, mattoni e vecchie cassette di legno per la frutta, insomma pur di preservare un parcheggio si trova sempre qualcosa che ci possa aiutare ad occuparlo.
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Non so di preciso se subentri un senso di possesso che offusca le nostre menti o la voglia matta di "fregare il sistema", certo è che, soprattutto nel centro storico dove le strade sono più strettine e i marciapiedi spesso non praticabili, ad ogni auto parcheggiata corrisponde per lo meno lo stes-so numero di parcheggi "riservati" con siggitiedda.

E non importa se stai tornando a casa o se devi andare a risolvere qualche faccenda in fretta e furia lungo u stratunieddu che è pure pedonale, quel posto è occupato e c’è un tacito patto per cui nessuno potrà cambiare le cose.

C’è una sorta di zona franca dove tutto è lecito e tu, forestiero solo perchè abiti ben tre strade sotto, o peggio ancora, vicino di porta più che di casa, non ti sogneresti mai neanche lontanamente di compiere quel gesto sovversivo di togliere la sedia e parcheggiare predilegendo il tuo di interesse.

Anche se... prima o poi mi toglierò lo sfizio. Oggigiorno ormai, con più auto che persone, i parcheggi scarseggino sempre di più e se consideriamo il malcostume di occuparne uno per il nonno, uno per lo zio e l’altro per la nipote...non ne restano proprio. In quest’epoca di tecnologia allora proporrei la creazione dell’app siggitiedda per risolvere una volta per tutte il problema.

Avete presente quelle che rintracciano e vi avvisano in anticipo della presenza degli autovelox e vi risparmiano di incapparvi, ma soprattutto vi fanno "sparagnare" una gran bella multa? Ecco io vorrei l’equivalente garantito dall’"app siggitiedda", così che possa dirci per tempo che è inutile “girare e rigirare ammatula” lungo quel percorso perchè tanto ci sono più siggitiedde che parcheggi, meglio optare per nuovi tragitti!

Spero cogliate l’ironia del mio racconto e comprendiate come, tra il serio e il faceto, vi stia raccontando una di quelle abitudini tanto folli quanto radicate dei siciliani. Perchè fare insistentemente una cosa per tutta la vita non la fa diventare più giusta o addirittura “normale”, e tra l’altro è uno di quei vizi che ricorre tanto a Bagheria quanto nelle città più grandi come Palermo o Catania.

Quindi guai a vederlo come un innocente retaggio culturale dei piccoli nuclei abitativi dove tutti si conoscono e sono amici se non addirittura parenti. Sia chiaro che io qua non faccio neanche discorsi che sfiorino il codice della strada, ma vorrei appellarmi giusto a quel pizzico di comune senso logico, e del rispetto anche alle volte!

Programmatori di tutta l’isola unitevi e venite in soccorso dei poveri automobilisti iracondi e non. Ma soprattutto tu, che se potessi occuperesti quella cosa comunemente detta suolo pubblico davanti casa tua anche con la tazzina del caffè, vuoi iniziare a capire che non si fa e non ha nulla a che vedere con folklore, abitudine o giustizia?

Mi metto nei panni dei turisti che, ignari delle finalità della "siggitiedda", chissà che film si fanno in testa ogni volta che assistono allo spettacolo della fila di automobili parcheggiate intercalate da questa come dal secchio, "cascitiedda" e chi più ne ha più ne metta.
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