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Anche quest'anno a scuola "s'attassa ru friddu": studenti in piazza a Palermo

La denuncia di Flc Cgil e Fillea Cgil fotografa l'emergenza che sta colpendo le scuole palermitane: caldaie rotte da mesi, termosifoni spenti, temperature polari nelle aule

Giulia Ortaggio
Studentessa di Scienze della Comunicazione
  • 16 gennaio 2026

Corteo studentesco (foto di Balarm)

«La scuola non può essere lasciata al freddo, né letteralmente né politicamente». La denuncia di Flc Cgil e Fillea Cgil fotografa l'emergenza che sta colpendo le scuole palermitane: caldaie rotte da mesi, termosifoni spenti, temperature polari nelle aule. E
una studentessa è stata colta da un malore a causa del freddo. Oggi venerdì 16 gennaio gli studenti sono scesi in piazza contro un disagio che non riescono più a tollerare.

Gli studenti dell’istituto Nautico, del Pareto e del Marco Polo sono scesi in piazza al grido “a scuola s’attassa ru friddu”. Hanno percorso via Maqueda, da piazza Verdi a Palazzo Comitini, sede della Città metropolitana.

Gli studenti scendono a manifestare perché non ci stanno: «Sono rappresentante dell'Einstein e di consulta - racconta a Balarm Simona Lo Monaco -. Il problema più grande della nostra scuola sono gli infissi. Sono vecchi e spesso l'aria passa, perché nonostante gli impianti di riscaldamento funzionino, c'è comunque freddo nelle nostre aule. Però ultimamente questo problema si sta risolvendo perché stanno cambiando le finestre.

Le temperature più basse sono quelle nei piani più alti, quindi sesto e quinto piano. Chiediamo che vengano sistemati gli impianti di riscaldamento nelle nostre scuole e che ci garantiscano degli spazi vivibili e dignitosi dove poter stare, dove poter studiare. Già una ragazza si è sentita male e non possiamo accettare che accada di nuovo».

«Abbiamo chiesto la convocazione ieri pomeriggio, daremo il tempo di risposta, ma non so se oggi magari al termine del corteo ci riceveranno - ci racconta durante la manifestazione Fabio Cirino, segretario generale FLC CGIL di Palermo -. Siamo stati invece contattati dall'assessore Tamajo per quanto riguarda il primo grado e avremo un incontro giovedì.

Noi non potevamo non essere a fianco degli studenti come organizzazione, come FLC, perché loro protestano per un diritto sacrosanto, quello ad avere delle scuole calde, accoglienti e anche belle, direi. Il problema dell'edilizia scolastica è cronico, c'è da tanto tempo e diciamo che non riguarda un'amministrazione comunale di un colore o di un altro. È un problema che va affrontato da ogni amministrazione e quindi chiediamo interventi.

Abbiamo chiesto una mappatura delle scuole dove è presente il riscaldamento, dove manca totalmente, dove è guasto per questo abbiamo chiesto l'incontro e lo avremo giovedì per il primo grado. Dalla Città Metropolitana ancora non abbiamo avuto una risposta.

L'amministrazione interviene - conclude Cirino - capiamo che è difficile intervenire in contemporanea in più. Il problema è di programmazione. Non aspettare il generale inverno e le emergenze per intervenire, si dovrebbe intervenire a monte, programmare prima gli interventi, magari anche in estate quando finisce la scuola: è lì che bisogna intervenire per risolvere le criticità».

Al liceo Benedetto Croce, nella succursale di via Imera, la caldaia del secondo piano è rotta da circa un anno: «La scuola ha mandato richiesta per mezzo della scuola Bonfiglio (proprietaria dell'edificio) che ha mandato richiesta al Comune per effettuare le riparazioni. Il Comune non ha risposto», spiega Simone Ventura, rappresentante dell'Istituto Benedetto Croce.

L'edificio ha a disposizione solo secondo e terzo piano (dedicati al Liceo Scientifico Statale Benedetto Croce) e lo sbalzo termico è evidente: «Se sali una rampa di scale dal secondo al terzo piano, la temperatura sale di 20 gradi». Non è la prima volta che il Croce ha problemi con i riscaldamenti.

Due anni fa, nella succursale di via Corazza, il quadro elettrico si ruppe bloccando i riscaldamenti in tutto il plesso. Gli studenti protestarono per giorni davanti alla scuola. Il rappresentante d'istituto e una delegazione di studenti si recarono in Curia perché proprietà della Curia Arcivescovile. «Anche lì la situazione non è migliorata granché», racconta uno studente.

Solo dopo un'occupazione bianca di un giorno della sede centrale partirono i lavori. Al liceo Vittorio Emanuele, sede Giusino, i riscaldamenti ci sono solo in poche classi. «E quelle poche che ci sono non si accendono perché il quadro delle luci non è regolato e se si dovessero accendere salterebbe», spiega Vito Piazza, rappresentante di Consulta Provinciale degli Studenti.

Nella sede centrale funziona circa un quarto degli impianti. La preside ha però annunciato ispezioni della Provincia nei prossimi giorni. Mentre, al liceo scientifico D'Alessandro, Giuseppe Scaduto, rappresentante di consulta, descrive la situazione: «Nella sede centrale dopo un problema risolto alle pompe della caldaia, continuiamo ad avere i termosifoni semi funzionanti, una volta presentato il problema ci è stato riferito di una perdita sul tetto della scuola».

Nella succursale manca l'impianto di riscaldamento: «Quasi tutte le aule sono dotate di condizionatori, ma del tutto non funzionanti. Fortunatamente la scuola si è messa a disposizione e sta cercando di risolvere il più possibile per noi studenti, ma senza il supporto della USR è difficile riuscire a risolvere tutto».

Sergio Picciurro, dirigente dell'I.S. Ragusa Kiyohara-Parlatore, ha ci comunicato che «entro la settimana, al massimo inizio della settimana prossima, grazie all'intervento della Città Metropolitana, si risolverà il problema dei riscaldamenti, dovuto in questo
caso a un problema legato alla cisterna del gasolio, che era parecchio da rivedere e ripulire».

Picciurro parla di impianti obsoleti che hanno bisogno di continua manutenzione e cura: «Le segnalazioni alla Città Metropolitana sono sempre tempestive; si deve anche dire che gli interventi a volte non sono tempestivi, anche perché hanno parecchie emergenze da risolvere», ha aggiunto.

La Flc Cgil e Fillea Cgil Palermo ha reso note le segnalazioni che riguardano numerosi istituti, partendo dall'Istituto Borsellino al Gioeni Trabia, dallo Sturzo di Bagheria all'Istituto Comprensivo Vittorio Emanuele III. Due giorni fa al plesso Turrisi dell'Istituto Capuana una studentessa ha avuto un malore riconducibile alle basse temperature.

Il preside ha segnalato il guasto al Comune, che secondo i sindacati sta intervenendo. Anche gli studenti del Regina Margherita, plesso Guzzetta a indirizzo musicale, hanno protestato. Il guasto è stato però risolto. Gli istituti comprensivi dipendono dal Comune di Palermo, le scuole superiori dalla Città Metropolitana.

Fabio Cirino e Piero Ceraulo, segretari generali di Flc Cgil Palermo e Fillea Cgil Palermo, dichiarano: «Registriamo positivamente l'avvio dei lavori all'Istituto Comprensivo Uditore Setti Carraro e la convocazione di una riunione tecnica d'urgenza da parte del Comune di Palermo per affrontare le priorità, ma riteniamo che interventi emergenziali non siano più sufficienti».

I sindacati chiedono un incontro a Comune e Città Metropolitana per una mappatura completa degli edifici scolastici, il quadro degli impianti di riscaldamento, la rendicontazione delle risorse del Pnrr per l'edilizia scolastica e un piano complessivo di intervento.

«La scuola non può essere lasciata al freddo, né letteralmente né politicamente - conclude -. Garantire ambienti scolastici sicuri, salubri e dignitosi è un dovere istituzionale e una priorità non più rinviabile».
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