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Arancina o Arancino? Questo è il problema: forse c'è una soluzione all'eterno dilemma

La proposta, che potrebbe portare pace nell'eterna lotta tra arancina e arancino arriva proprio da due fratelli rosticcieri di Catania. Si potrebbe usare una nuova "formula linguistica"

Balarm
La redazione
  • 22 giugno 2021

Le arancine

In tempi di incertezze, come lo sono stati gli ultimi mesi, è meglio avere dei punti fermi e “mettere pace” a questioni antiche che, in fin dei conti, possono essere risolte, forse, senza scontentare nessuno.

Da tempo immemorabile la diatriba culinaria ha visto opposte le città siciliane di Palermo e Catania, in merito all’attribuzione della nomenclatura maschile o femminile, alla fatidica palla di riso fritta, che ha fatto la storia culinaria dell’Isola.

Nei decenni sono stati interpellati studiosi, letterati, giornalisti, esperti e, non ultima, anche l’'ccademia della Crusca che inizialmente aveva scelto la nomenclatura femminile, facendo vincere in qualche modo Palermo. Ma il malcontento e soprattutto il braccio di ferro tra arancina e arancino, in sostanza, non si è mai risolto, almeno fino ad oggi.

La proposta, che potrebbe portare pace nelle rosticcerie siciliane, arriva proprio da Catania - come riporta il sito di Repubblica - dalla storica pasticceria Savia, che da fine '800 si trova nel cuore della città. La proposta arriva dai fratelli Claudio e Alessandro Lombardo che gestiscono l'attività di famiglia, una delle più famose e storiche pasticcerie italiane.



Dopo lunga riflessione e volendo portare a termine questa conflittualità, sulla considerazione che "siamo tutti siciliani", la proposta che taglierebbe la testa al toro sarebbe quella di anteporre la vocale "u" giungendo alla definizione di “u arancinu”.

Nelle numerose varianti di gusto, dunque, questa possibilità potrebbe, veramente, riappacificare gli angoli dell’Isola. La proposta è stata lanciata ma al momento ufficialmente non è stato sancito nessun patto che seppellisca l’ascia di guerra tra le due città.

Due in sostanza, finora, sono state le tesi alla base dell'inestricabile dilemma (come vi abbiamo raccontato dettagliatamente qui). La prima afferma che l'arancina è femmina perché ha una forma rotonda e la grandezza di una arancia.

La seconda, quella che sostiene la voce al maschile, afferma che l’arancina/o è siciliana e che in dialetto l’arancia è detta aranciu, al maschile, quindi dal dialetto dovrebbe essere arancinu, piccolo arancio, anche il prodotto da banco della rosticceria. Di certo c'è, però, che l'arancina (noi continuiamo a chiamarla alla palermitana) va mangiata calda, appena fritta per gustare fino in fondo tutta la sua bontà. Del resto appena si addenta ci si dimentica di questioni e rivalità. Questo è sicuro.
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