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Arriva l'app per seguire i familiari al pronto soccorso: gli ospedali a Palermo (e dintorni)

Il nuovo servizio è un sistema digitale che dà l'opportunità a familiari e accompagnatori di seguire in tempo reale il percorso assistenziale del paziente dal cellulare

Balarm
La redazione
  • 25 marzo 2026

Pronto soccorso

Lasciare il proprio familiare al pronto soccorso spesso è un atto necessario, ma doloroso, ma sembra esserci un'app fatta apposta per ovviare questa situazione. Nel capoluogo è attivo in tutti i pronto soccorso dell’Asp di Palermo il servizio “PS Tracking”, sistema digitale che consente a familiari e accompagnatori di seguire in tempo reale il percorso assistenziale del paziente direttamente da smartphone o anche da casa.

È stata sviluppata dall’Asp di Siracusa e adottato dall’Azienda sanitaria palermitana ed è un passo decisamente innovativo per migliorare i servizi di emergenza-urgenza e attualmente l'app è stata attivata nei pronto soccorso dell’Ospedale Ingrassia di Palermo, “Cimino” di Termini Imerese, “Dei Bianchi” di Corleone, “Madonna dell’Alto” di Petralia Sottana e “Civico” di Partinico, coprendo così l’intera rete dell’emergenza-urgenza dell’Asp.

Il sistema permette (previo consenso) di accedere tramite un link dedicato e un token alle principali informazioni relative all’iter del paziente: dal codice di priorità assegnato al triage alle prestazioni effettuate, fino agli eventuali esami diagnostici.

L’accesso è consentito esclusivamente a chi è in possesso del codice Otp ricevuto via sms e del codice fiscale del paziente. I dati sono trattati nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Il servizio non è attivo per i pazienti minorenni, per i codici rossi e per i percorsi rosa dedicati alle vittime di violenza.

«Continuiamo a investire in innovazione per migliorare la qualità percepita dei servizi sanitari e per rafforzare il rapporto di fiducia con i cittadini – ha sottolineato il direttore generale dell’Asp di Palermo, Alberto Firenze – il sistema 'PS Tracking', insieme al progetto sperimentale del caring nurse, rappresenta una risposta concreta al bisogno di informazione e vicinanza espresso da pazienti e familiari, soprattutto nei momenti più delicati dell’accesso in Pronto soccorso».

«La possibilità di seguire in tempo reale il percorso assistenziale, unita alla presenza del caring nurse, infermiere dedicato proprio alla comunicazione con familiari e accompagnatori nei Pronto soccorso a maggiore affluenza – ha aggiunto il direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza, Emanuele La Spada – sta producendo effetti molto positivi.

Migliora la qualità della relazione con l’utenza, riduce l’incertezza e si sta rivelando un efficace deterrente nei confronti di momenti di tensione e comportamenti aggressivi. È un modello organizzativo che mette al centro la persona e che rafforza la sicurezza degli operatori».
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