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Giovanni Falcone è allo Zen 2

La speranza è importante, ma come si fa a sperare se dopo 25 anni siamo ancora lontani dalla verità? Esiste ancora qualcuno convinto che dietro le stragi del 23 maggio e del 19 luglio ci sia solo la mafia?

Gianpiero Caldarella
Giornalista e autore di satira
  • 20 maggio 2017

Lo Zen 2 a Palermo

Palermo sarà bellissima. Sì, il 23 maggio del 2017 la città sarà in ghingheri per la lunga diretta su Rai1 in occasione del 25° anniversario della strage di Capaci. Strade pulitissime grazie agli straordinari degli operatori ecologici, vigili tolti dalle scrivanie e mandati in strada, niente clacson, politici con le cravatte nuove nel tentativo di farsi riprendere per qualche secondo di diretta sulla rete ammiraglia della Rai, ministri e onorevoli in “missione” da Roma con tanto di mogli eleganti al seguito, purché ci scappi un giorno di sole, che la tintarella in questa stagione fa invidia alle amiche.

E poi ci saranno loro, i big, Fabio Fazio, Roberto Saviano e Pif a presentare, e decine di ospiti di richiamo tra cui attori, scrittori e cantanti come Fiorella Mannoia, Carmen Consoli e gli Avion Travel. Insomma, una specie di concertone del 1° maggio in salsa nazional-popolare e cornice palermitana. Chissà quanta gente si muoverà solo per chiedere un autografo.



Quest'anno hanno fatto le cose in grande, si cercano nuove formule, un po' come accade per il Festival di Sanremo da qualche anno a questa parte. Ma qui la cosa è diversa, è in gioco la memoria, il senso dello Stato, un messaggio di civiltà, non è certo un fatto di audience e di palinsesti televisivi.

Gli autori fanno sapere che la diretta inizierà da Via d’Amelio e finirà a Capaci, per ribaltare le due date e arrivare a un finale che vuole dare il segno della speranza. Senza dubbio, la speranza è importante, ma come si fa a sperare se dopo 25 anni siamo ancora lontani dalla verità? Esiste ancora qualcuno convinto che dietro le stragi del 23 maggio e del 19 luglio ci sia solo la mafia? Esiste ancora qualcuno convinto che battersi il petto per un solo giorno all'anno sia sufficiente a cambiare le cose? Eppure onorare la memoria dei caduti è importante, necessario, ma come fare?

Fabio Fazio dice che quest'appuntamento televisivo sarà rivolto a tutti ma soprattutto ai più giovani e a coloro che in quel tragico 1992 ancora non erano nati perché tutti debbono sapere. D'accordo con lui, è dai più giovani che bisogna ripartire. Lo scrittore Gesualdo Bufalino sosteneva che la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestri elementari, e non certo da un esercito di big del piccolo schermo, aggiungo io. Con questo non voglio dire che le testimonianze di artisti ed intellettuali impegnati siano inutili. Tutt'altro. Quello che penso è che però dovrebbero essere da supporto ai vivi, a quelli che ogni giorno cercano di trasformare la realtà.

Giovanni Falcone non vive più all'Addaura o nel suo ufficio o all'aula bunker ma nelle tante scuole dei quartieri difficili di Palermo, come all'Istituto “Montegrappa-Sanzio”, nel quartiere Villaggio Santa Rosalia, dove dei bambini delle medie, guidati da insegnanti capaci e motivati, si sono aggiudicati il primo premio del concorso nazionale promosso dalla Fondazione Falcone. Hanno espresso una qualità che non inizia e finisce il 23 maggio, ma che per gli insegnanti necessita di anni di duro lavoro per tirar fuori il meglio da quei ragazzi.

E se ci spostassimo in un altro quartiere, cioè allo Zen 2, dove ha sede l'istituto omnicomprensivo “Giovanni Falcone”, ci accorgeremmo che succedono cose straordinarie ogni giorno. Se Falcone potesse collegarsi ad internet e vedere l'ottimo documentario pubblicato da repubblica.it sono sicuro che vorrebbe ringraziare uno per uno tanto la preside Daniela Lo Verde, quanto gli insegnanti. Tra quelli intervistati ci sono Giovanna Trapani, Tina Schifano, Grazia Godino, Pippo Noto e Roberta Delfino. Tanti altri non compaiono in video ma non per questo sono meno importanti. Così come sono molto importanti i ragazzi che quella scuola, quelle scuole, vivono ogni giorno.

É lì che si gioca la scommessa se vogliamo vedere Palermo cambiare, non esiste modo migliore di onorare la memoria di Giovanni Falcone. Quella targa che dà il nome alla scuola non è solo uno slogan. Quegli insegnanti i cui volti comunicano sacrificio ed amore quotidiano mi piacerebbe vedere un giorno nella diretta su Rai 1, magari col supporto di tanti artisti disposti a fare una diretta dallo Zen 2.

E mi piacerebbe vedere e ascoltare anche quei ragazzi costretti a vivere in un quartiere dove manca il lavoro e mancano i sono soldi per i servizi che dovrebbero aiutare la loro crescita. Cari Fazio, Pif e Saviano, dite che un giorno ce la faremo? Certamente, e lo dico senza ironia, non sarebbe una questione di cachet, del resto questa rubrica si chiama Aggratis.

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