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La scampagnata palermitana

Mi sono divertita a fare una classificazione degli “scampagnatori” palermitani e ho così diviso in alcune categorie i tipi di partecipanti a queste arieggiate manifestazioni

Chiara Chiaramonte
Imprenditrice, esperta di cucina vegetariana e blogger
  • 28 aprile 2017

La primavera a Palermo ci porta tanta voglia di stare all’aperto, nonostante gli inverni non siano proprio rigidi.

Così in occasione delle prime festività primaverili come Pasquetta, il 25 aprile e il Primo di maggio, il palermitano non perde l’occasione per organizzare la prima scampagnata dell’anno. La nostra scampagnata si può immaginare come un comunissimo picnic ma non lasciatevi ingannare: il palermitano, quando si tratta di cibo e divertimento, esce fuori da qualunque parametro che possa avvicinarsi alla normalità.

Mi sono divertita a fare una classificazione degli “scampagnatori” palermitani: ho così diviso in alcune categorie i tipi di organizzatori e partecipanti a queste arieggiate manifestazioni.

I comodisti: coloro che vogliono fare il picnic ma nella casa al mare o in campagna dello zio, in modo da avere tutti i comfort, dall’acqua corrente all’elettricità, dai servizi igienici al divano. Per questa categoria a mio parere non si può parlare di scampagnata.

Gli avventurosi: quelli che, al contrario dei comodisti, scelgono proprio la natura selvaggia, scalano le vette più difficili da raggiungere, cercano la legna per il fuoco per ”l’arrustuta“ e per principio non portano manco i fiammiferi: pretendono di accendere il fuoco cercando una pietra focaia o magari con una lente di ingrandimento sfruttando un raggio di sole. In genere gli avventurosi degli adulti con il sogno mancato di fare i boy scout.

Gli organizzati: sono quelli che più che una scampagnata, organizzano un trasloco.

Dall’acqua gasata e liscia, sia fresca che a temperatura ambiente, al vino, sia bianco che rosso, e vari tipi di salviette, contenitori, posate, fiammiferi e carbonella, coperte e tovaglie di vari tipi e colori, e secondo me qualcuno ha anche portato con sé un bagno chimico. Questa categoria ama l’idea di una giornata in mezzo alla natura ma non deve correre il rischio che possa mancare qualcosa.

Gli entusiasti: sono quelli che hanno così tanta voglia di passare una giornata in libertà all’aperto che immaginano di fare un milione di attività in poche ore e quindi portano la chitarra, il frisbee, il pallone da calcio ed il pallone da volley, portano la dama, gli scacchi ed il monopoli, qualche libro, la videocamera e la macchina fotografica e l’amaca. In genere questa tipologia di scampagnatore crolla in coma etilico dopo la prima mezz’ora e quando lo svegliano per tornare a casa si lamenta di non essere riuscito a fare tutto quello che aveva programmato per la giornata.

Gli sbutriati: sono quelli che per il giorno della scampagnata hanno come obiettivo principale quello di mangiare tutto e più che possono. Dalle nostre parti lo sbutriato è colui che mangia senza ritegno e senza alcun pudore. Gli sbutriati sono disposti a tutto pur di mangiare tanto: anche a digiunare i giorni precedenti la scampagnata pur di godersi il loro giorno di gloria per la panza.

I passapitittu: inutile negarlo, in ogni scampagnata c’è sempre il partecipante che non la vuole cotta e manco cruda, che non vuole giocare al pallone e manco cantare intorno al fuoco, che si lamenta dell’odore di “arrustuta” e che vuole mangiare con poco sale, che vuole prendere il primo sole ma non si vuole ustionare. Insomma un rompiscatole che a tratti fa “passari u pitittu” (passare l’appetito) a tutti gli altri.

I veri eroi però sono però i sopravvissuti: quelli che passano incolumi la nottata e si svegliano il giorno dopo senza dover prendere tonnellate di Citrosodina e senza mal di testa (per il troppo sole, troppo vino, troppa sasizza, troppa cassata).

Il giorno dopo la scampagnata si fanno i conti con gli inevitabili avanzi di cibo (con i quali solitamente si potrebbe sfamare una comunità di 500 persone), con la stanchezza e la panza che inesorabilmente ci farà bocciare alla prova costume che adesso incombe.

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