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Palermicavie: le elezioni e l'itinerario arabo-normanno-cologno monzesco

Perché una volta eletti, alcuni politici diventano delle iene? In realtà il candidato Ismaele La Vardera ha dimostrato che la faccenda è un po' più complicata

Gianpiero Caldarella
Giornalista e autore di satira
  • 15 giugno 2017

Se la Sicilia è da sempre un laboratorio politico, Palermo è l'Eldorado degli alchimisti della democrazia. Ogni elezione si trasforma in una lezione per l'intero Paese, un pentolone che manco Macchiavelli sarebbe stato capace di arriminare.

Quanto può durare una primavera a Palermo? Solo i non palermitani direbbero tre mesi, qui Orlando ci ha insegnato che può durare anche trent'anni. E tutti i lagnusi, i pigri che si seccano a fare il cambio stagione nell'armadio possono tirare un sospiro di sollievo.

Esistono generazioni di palermitani che per dare la buonanotte a figli e nipoti raccontano una favola che inizia così: C'era una volta un eroe che per non perdere la fascia tricolore, andò da un saldatore e poi da un tatuatore, ma nulla da fare. Infine capì che la persona giusta era un elettore e così gli disse: «tuo padre e il padre di tuo padre hanno votato per me e tu, chi cuinnutu sì? Pensaci, Giacomino!» E il miracolo si ripetettetettetette. Ora puoi dormire tranquillo.

Cos'hanno in comune Teresa May e Ferrandelli? Dei pessimi spin doctors. Solo che il premier britannico i suoi consiglieri, dopo la batosta elettorale, li ha potuto licenziare, qua da noi il dottor Cuffaro lavorava aggratis e quindi la sua prestazione non può essere inquadrata come una consulenza, semmai come un favoreggiamento.

I sindacalisti parlerebbero di lavoro nero, i rotariani di beneficienza, i cacciatori di balene bianche di una svista: era un capodaglio, però se ci aggiungi un po' di peperoncino, sai che spaghettata che viene.

Perché una volta eletti, alcuni politici diventano delle iene? In realtà La Vardera ha dimostrato che la faccenda è un po' più complicata, e necessita di una domanda del tipo: è nato prima l'uovo o la gallina?

Per par condicio, adesso alcuni dei trombati alle elezioni potrebbero provare ad infiltrarsi nella nota trasmissione di Italia 1, rubando il lavoro ad autori e inviati. Anzi, mi correggo, questa opportunità dovrebbe essere data anche agli eletti.

In nome del sacrosanto diritto a un doppio lavoro. Per l'animaccia di Barabba, in fondo viviamo in una terra dove molti politici hanno lavorato per anni in incognito -ma mica tanto- anche per la mafia, perché adesso non dovrebbe essere possibile per una trasmissione tv? Allora sì che Palermo si trasformerebbe in un grande set televisivo.

Lo immaginate Orlando in vestito scuro e occhiali neri, in versione Iena, che annuncia sul piccolo schermo l'apertura del nuovo itinerario arabo-normanno-cologno monzesco? Quanta pubblicità, e tutta aggratis.

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