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Che siano uccelli o cannoni, in Sicilia arriva il gelo: vi spieghiamo i "Giorni della Merla"

Quest’anno (almeno in Sicilia) il periodo più freddo è in ritardo rispetto al solito, ma si dice che se questi giorni sono davvero gelidi, allora la primavera sarà splendente

Claudia Rizzo
TV producer
  • 13 febbraio 2021

La cima innevata di Monte Cuccio a Palermo

Un proverbio bolognese dice che “Quando canta il merlo, siamo fuori dall’inverno”. Quest’anno, però, sembra proprio di non aver sentito alcun cinguettio.

Il che non fa ben sperare per l’arrivo della tanto desiderata primavera. Si dice, infatti, che se questi giorni sono davvero gelidi allora la primavera sarà splendente, in caso contrario si farà attendere.

Di cosa stiamo parlando?

Dei famosi Giorni della Merla che, per tradizione, dovrebbero cadere il 29, 30 e 31 gennaio e coincidere con il periodo più freddo dell’anno.

Periodo che in Sicilia sembra sia arrivato con alcuni giorni di ritardo, dato che un crollo brusco delle temperature (anche di 10 gradi) è previsto a partire da domenica 14 febbraio, giorno di San Valentino.

Perché si chiamano così ve lo spieghiamo subito, anche se l’origine dell’espressione è da sempre discussa.

Secondo una tradizione lombarda, la “Merla” era il nome di un cannone che un esercito avrebbe dovuto trasportare da una sponda all’altra del Po: per farlo, approfittò proprio delle giornate più fredde dell’anno, quando in alcuni tratti il fiume ghiacciava. Il cannone “Merla” compare anche in un’altra versione, che però fa risalire la vicenda al 1510.



Questo fu un anno con un inverno talmente rigido che gelarono le acque del fiume, consentendo così all’esercito francese di attraversarlo. In questo caso, il cannone sarebbe sprofondato ed è da questo episodio che dipenderebbe il modo di dire.

Ma non è tutto. Perché ci sono altre versioni, forse le più conosciute, che fanno risalire l’espressione dal nome della femmina del merlo, associandolo ad alcune leggende.

Secondo una prima versione, una merla e i suoi piccoletti, che originariamente erano bianchi, per ripararsi da una tempesta si rifugiarono negli ultimi tre giorni di gennaio dentro un comignolo. Uscirono da lì il primo febbraio, ma tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno in poi i merli diventarono per sempre neri.

C’è poi un’altra storiella popolare, sulla falsariga della precedente ma un po’ più articolata e davvero carina da raccontare ai bimbi. Leggenda vuole che Gennaio fosse un mese particolarmente burlone, in particolare con una merla dalle penne bianchissime.

Si divertiva a tormentarla, scatenando bufere di neve e vento ogni qual volta l’uccello andasse in giro in cerca di cibo. Stanca di questi odiosi scherzi, l’anno seguente la merla decise di fare un’enorme scorta di cibo a dicembre, così da poter rimanere al calduccio del suo nido per tutto gennaio, che a quei tempi era di 28 giorni. Pensando di averla scampata e di avere beffato Gennaio, il 28 la merla uscì per prendere in giro il tanto detestato mese.

Gennaio, allora, si vendicò: chiese in prestito a febbraio tre giorni e fece tornare il grande freddo con neve, pioggia e vento. La merla cercò quindi rifugio in un comignolo e ci rimase fino al primo febbraio, quando uscì da lì tutta nera. Da allora Gennaio ha sempre 31 giorni e i merli hanno sempre le piume nere.

Cannoni o uccelli, non sapremo mai a chi dobbiamo il nome.

Quel che sappiamo, però, è che quest’anno (almeno in Sicilia) i giorni più freddi devono ancora arrivare e probabilmente arriveranno a causa di Burian, un vento gelido proveniente dalle steppe russe, con temperature sotto la media stagionale di oltre 10 gradi.

Dato che il crollo delle temperature arriva per il giorno di San Valentino, non sarà mica che Burian ha avuto una delusione amorosa?
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