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Chi è l'uomo che sussurra alle api sicule: il suo miele (delizioso) va in giro per il mondo

Vive per la tutela degli sciami. Qualità, sensibilità, dolcezza e varietà sono i principali ingredienti che rendono il miele dell'ape nera delicato e gustoso

Salvatore Di Chiara
Ragioniere e appassionato di storia
  • 27 luglio 2022

L'apicoltore Vito Salluzzo

Quante volte ci siamo soffermati a calpestare un’ape pensando che fosse un problema per l’uomo? Se iniziassimo a rivalutare l’esistenza e l’importanza delle api, degli alveari e le caratteristiche delle stesse, forse, oggi, avremmo un mondo diverso e concentrato su obiettivi ben precisi.

Questo è uno degli aspetti che ha contraddistinto la vita di Vito Salluzzo e la sua passione per le api. Un castelvetranese verace, tenace e volenteroso a riscattare una comunità, quella castelvetranese, non sempre attenta alle vicissitudini ambientali e faunistiche.

Dati alla mano, lo stesso apicoltore racconta le caratteristiche delle api in Italia e nel mondo. Il 90 per cento delle impollinazioni da piante di fiori è responsabilità di quest’insetto.

Importanza rivestita anche in ambito agricolo col 35% e del 75% delle colture alimentari mondiali. Nel nostro Paese sono presenti circa 64.000 attività di apicoltura e tra queste, quella del castelvetranese Salluzzo.
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Una passione nata tantissimi anni fa, quando le statistiche relegarono questa specie a una morte lenta, sofferente che l’avrebbe portata all’estinzione.

Il recupero degli sciami e la salvaguardia dell’ape sicula rientrano tra i suoi obiettivi primari, fornendo e garantendo anche un servizio alla comunità. Un’esperienza che nel corso del tempo l’ha migliorato come uomo e, fornito un ottimo miele in grado di gareggiare con le migliori forniture italiane e mondiali.

Una crescita fatta di grande sacrificio, iniziando a studiare le api autoctone e da esse, approfondire alcuni argomenti importanti come il polline, la cera, il miele e tante altre caratteristiche che meritano di essere menzionate.

Tra le affermazioni del noto apicoltore, anche quella di avvicinare la gente a questo mondo migliorando l’aspetto e il confronto evitando le solite considerazioni errate del concetto naturale di "ape".

Sono passati tanti anni dall’acquisto della prima arnia e adesso, sono aumentate a dismisura creando un’attività in grado di offrire un ottimo prodotto.

Qualità, sensibilità, dolcezza e varietà sono i principali ingredienti che rendono il miele delicato, gustoso, buono. Un ringraziamento doveroso lo merita "indirettamente" un’ape in particolare: la mellifera siciliana.

È autoctona nera, che ha delle caratteristiche singolari ed è in grado di produrre miele anche con temperature alte. Uno studio intenso che ha visto gli esami morfometrici come elementi imprescindibili della sua attività.

Uno strumento perfetto che ha selezionato i diversi tipi di questo insetto e creato il connubio “miele-api-Sicilia”. Grazie alle sue tecniche elaborate dopo diverse prove, attualmente, sono quattro i tipi di miele offerti alla clientela: Zagara, Millefiori, Eucalipto e Sulla.

Proprio il Millefiori ha ottenuto tre grandi riconoscimenti al concorso Tre Gocce d’Oro-Grandi Mieli d’italia, testimoniando la bontà di un prodotto che attira il palato dei consumatori. Per raggiungere dei risultati simili, le tecniche di lavorazione e il processo produttivo da seguire sono le condizioni indispensabili.

Si parte dalle otto fasi di un ciclo permanente suddivise in: 1) Raccolta dei favi in apiario 2) Trasporto melari in laboratorio 3) Disopercolatura dei favi 4) Smielatura per centrifuga 5) Deposito nei maturatori in acciaio per 15 giorni 6) Invasettamento 7) Confezionamento in vasetti di vetro da 500 gr. 8) Etichettatura.

Ogni fase viene svolta manualmente. Gli alveari sono tutti a Castelvetrano nella stragrande maggioranza, dove vengono prodotti i quattro tipi di miele citati. Uno si trova nella zona archeologica del monte Adranon sito a Sambuca. In questa sezione è prodotto il Millefiori.

Tutti gli apiari sono isolati e vengono utilizzati per la fecondazione dell’ape regina da utilizzare in azienda. Sono stanziali e quindi in funzione delle fioriture presenti in zona si producono i diversi prodotti monofloreali.

In laboratorio è presente un banco di lavoro per la disopercolatura (l’opercolo è il coperchio della cella che contiene il miele maturo), lo smielatore per la centrifuga del miele e i maturatori per fare decantare il miele e renderlo limpido e trasparente. Il lavoro è svolto con le direttive igienico-sanitarie imposte dalle regolamentazioni.

Tra le novità c'è anche la produzione di miele biologico certificato dagli enti preposti.

Vito Salluzzo ha iniziato un cammino fatto di dedizione. Passo dopo passo è riuscito a incrementare la sua passione e reso possibile un lavoro di salvaguardia, controllo e protezione delle api.

La vita è un processo direzionale e l’assenza di un componente rischia di far saltare l’intero assemblaggio. Grazie a Vito e tanti apicoltori, possiamo ritenerci fortunati di raccontare le loro storie.
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