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Chiedete ai giovani il potere delle pagine di un giornale: storie di antimafia a Palermo

Dal quartiere di Brancaccio si sente forte "La voce del Danilo Dolci": il giornalino della scuola, sostenuto dalle associazioni, partecipano grandi personaggi di Palermo

Giuliana Imburgia
Giurista e fashion addicted
  • 11 marzo 2019

Manfredi Borsellino (foto di Antimafia Duemila)

Dopo diversi anni di inattività, riapre il giornalino scolastico "La voce del Danilo Dolci" curato dai ragazzi del liceo Danilo Dolci di Brancaccio, che è un vero e proprio inno alla legalità.

Non si è mai troppo piccoli per parlare di legalità e per dare il buon esempio.

Scaricabile dal sito dell'istituto, il giornalino scolastico è un modo per dar voce agli studenti del liceo di Scienze Umane e Linguistico Danilo Dolci di Brancaccio attraverso il quale, infatti, i ragazzi trattano a 360 gradi diversi temi sociali, delicati ed attuali, che convergono tutti verso un unico comune denominatore: la lotta contro l’illegalità.

Condotto sotto l’occhio vigile del direttore editoriale, il prof. Luigi Barbieri, e con la speciale collaborazione di due studentesse del V anno, Maria Francesca Galati e Germana La Sala responsabili della parte grafica, il giornalino scolastico del liceo è una giovane voce di speranza e di legalità.

Il giornalino, infatti, ha come obiettivo quello di diffondere tra i giovani un esempio di educazione civica intelligente ed educata e di rispetto verso gli altri, anche facendo conoscere ai ragazzi come cambiano le cose, e le vite delle persone, quando si esce fuori dalla ingannevole trappola dell’illegalità.

«Da quando ho messo piede, per la prima volta, a Brancaccio come insegnate – racconta Barbieri - mi sono subito reso conto che trasmettere ai ragazzi più giovani la cultura della lotta all’illegalità quotidiana non può che essere un tema centrale nel lavoro di noi insegnanti, soprattutto nella nostra regione e nella nostra città».

«Il giornalino, quindi, rappresenta per gli alunni della scuola un momento significativo di aggregazione, perché permette loro di confrontarsi e ragionare con la loro testa, di porsi delle domande ed esprimere la loro opinione, facendosi al contempo una propria coscienza su tanti temi sociali di grande rilevanza e attualità».

Il tema della legalità, peraltro, è particolarmente sentito dal liceo sia perché la scuola si trova nel quartiere Brancaccio di Palermo, precisamente in via Fichidindia, a soli 100 metri dalla parrocchia di San Gaetano retta ai tempi da Padre Pino Puglisi, sia perché l’immobile è un ex bene confiscato alla mafia oggi ri-adibito a struttura scolastica.

«Spesso, nel comune parlare, Brancaccio uguale mafia – continua Barbieri – e questa equazione è molto sentita dai ragazzi del quartiere che, invece, vivono attivamente e positivamente la scuola».

«Sono tutti molto volenterosi, e per loro è una gioia poter impegnarsi in qualcosa di positivo che abbia rilevanza, non solo all’interno dell’istituto, ma anche all’esterno delle mura scolastiche da parte di chiunque li incoraggi o faccia loro un complimento per il lavoro svolto e per il loro impegno, questo li gratifica e fa capir loro il senso positivo di quello che fanno ogni giorno».

L’attività editoriale extra curricolare, oggi tanto cara ai ragazzi, però è rimasta sospesa per diversi anni a causa della mancanza di fondi pubblici, l’assenza dei quali non ha più consentito alla scuola di coprire le (sia pur piccole) spese connesse alla stampa del giornalino.

Solo quest’anno l’istituto Dolci ha potuto riprendere con la produzione della testata scolastica grazie al supporto dell’associazione di volontariato Jonathan, attiva nella zona di Bonagia, che devolve alla scuola parte dei propri fondi ricavati attraverso l’organizzazione di eventi e spettacoli anche teatrali.

«Prima il giornalino usciva con il suo primo numero ad ottobre, cui seguivano altri quattro numeri durante l’anno scolastico. Oggi, dopo vari sacrifici, siamo riusciti, anche se un po’ in ritardo, a far uscire il primo numero del 2019 a marzo, ma speriamo di poter coprire tutte le piccole spese connesse alla stampa e chiudere l’anno con almeno altre 3 edizioni».

Un’aula magna intitolata alla memoria di Peppino Impastato e un’attenzione doverosa da parte di questi ragazzi verso ogni luogo della città di Palermo che possa essere per loro un presidio di legalità e sicurezza.

Il giornalino ed il suo progetto di legalità ha attirato l’attenzione anche di tante firme importanti del giornalismo, meritandosi una dedica speciale da parte della rivista di settore Antimafia Duemila.

«In quanto referente della legalità – conclude Barbieri – il mio compito è quello di condurre e accompagnare i miei alunni in un percorso critico di distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male, lasciando che vedano con i loro occhi e ragionino con la loro testa».

«Posso già anticipare che nel prossimo numero del giornalino sarà presente un’intervista a Manfredi Borsellino, figlio del giudice Paolo Borsellino assassinato dalla mafia, ed una lettera scritta ai ragazzi da parte di Francesco Del Bene, il Pubblico Ministero che ha partecipato alla trattativa stato-mafia».

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