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Con la sua cucina ha conquistato il Brasile: lo chef che (dopo 26 anni) vuole tornare in Sicilia

Vi raccontiamo la storia di Fabrizio Abbate, il proprietario del ristorante "Don Fabrizio" ad Arraial d'Ajuda che ha deciso di tornare a "casa" e investire sulle Madonie

Anna Sampino
Giornalista
  • 21 marzo 2022

Fabrizio Abbate

«La cosa più importante nella vita è essere una persona libera, ossia fare ciò che si ama nel luogo che ti dà felicità». È per rincorrere questo slogan, che Fabrizio Abbate, cuoco palermitano da 26 anni in Brasile, ha deciso di rompere tutti gli schemi e inseguire quel sogno di libertà che lo ha portato a vivere dall'altra parte del mondo.

Con il suo ristorante "Don Fabrizio" ad Arraial d'Ajuda, a Porto Seguro, sulla costa Do Descobrimento - oggi meta turistica tra le più gettonate del Sud America -, ha fatto da vero e proprio "ambasciatore" della cucina siciliana e dei suoi sapori mediterranei, tanto da essere riconosciuto come uno degli chef più apprezzati del Brasile.

Figlio d'arte, di una famiglia di ristoratori palermitani, dopo aver avviato alcune attività fortunate in città, nel 1991 decide di lasciare la Sicilia alla ricerca della sua felicità. «Scappavo da un matrimonio sbagliato. Il programma prevedeva il trasferimento a San Francisco, in California. Ma qualche sera prima di partire, incontrai un mio amico che stava partendo per il Brasile. Decisi di seguirlo. Così della mia vita scrissi tutt'altra storia».
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Per i primi anni si trova a girare da Nord al Sud del Brasile, tra un lavoro e un altro. «A farmi innamorare è stata l'Amazzonia, dove ho gestito un bar. Dopo qualche anno, con un amico, nipote dell'allora ministro dell'Economia, ho aperto un ristorante a Riberão Preto, nello stato di San Paolo, cuore pulsante dell'economia brasiliana. Le cose andavano alla grande». Qui conosce anche la sua attuale moglie, Ana. Un gravissimo incidente con la moto lo farà tornare a Palermo per alcuni anni. Ma nel 1996 Fabrizio rifa le valigie e insieme alla moglie torna in Brasile.

Arrivano ad Arraial d'Ajuda, nello stato di Bahia. «Mi innamorai del Brasile una seconda volta - racconta -. Qui il tempo sembrava essersi fermato. Un posto stupendo che oggi è una delle spiagge più ambite del turismo internazionale. Ma a fine anni Novanta, quando arrivai io, le cose erano diverse. Investii in una posada, ossia una pensione. Ma in un anno mi ritrovai senza un soldo».

Invece di rinunciare, Fabrizio decide di scommettere su se stesso e sulla sua passione, la cucina. Al posto della posada, avvia un ristorante quasi dal nulla: nasce così "Don Fabrizio", che in pochi anni diventa uno dei locali più apprezzati di Bahia.

Fabrizio delizia i suoi ospiti con una cucina innovativa, che unisce i sapori mediterranei a quelli tropicali. Con le sue ricette particolari conquista tutti diventando così uno dei cuochi più famosi di tutto il Brasile.

Non c'è trasmissione gastronomica brasiliana che non lo inviti ad esibirsi in qualche showcooking, dove lo chef palermitano non manca mai di presentare piatti che rimandano alla Sicilia. Dal cannolo scomposto alla pasta con i ricci, sebbene rivisitati in chiave "tropical" (come la pasta con i broccoli blu): l'Isola resta una costante nelle sue ricette.

Da anni chef Slow Food, è stato premiato nel 2011 in Brasile con il Premio "Responsabilità Sociale" per l’impegno nella sua professione. Orgoglio della cucina italiana all'estero, nel 2013 Don Fabrizio entra a far parte dei "Ristoranti del Buon Ricordo", importante riconoscimento dato ai ristoranti ritenuti la migliore espressione del made in Italy.

Nonostante i 26 anni trascorsi in uno degli angoli più belli della Terra, successi e riconoscimenti ottenuti, Fabrizio Abbate ha deciso che è ora di tornare a "casa", in Sicilia. «Ho sempre considerato Palermo la mia città e non l'ho mai dimenticata. Rifarei tutto quello che ho fatto, ma ora inizio ad avere nostalgia della mia terra».

Cuoco, ma soprattutto imprenditore (nei suoi affari ci ha sempre visto lungo), dietro questa sua idea ci sarà un progetto preciso, che lo chef ci svela solo in parte. In mente ha un posto ben preciso: le Madonie. Dal mare ai monti? (Penserete voi) «Ebbene sì, ad attrarmi prima di tutto deve essere il luogo. Se questo mi fa sentire in pace con me stesso, allora è il posto giusto in cui vivere e investire».

Lascerà quindi il Brasile per trasferirsi definitivamente sulle Madonie? Non proprio. «Mi sento per metà palermitano e per l'altra metà brasiliano. Ecco perchè ho deciso di vivere tra Brasile e Sicilia. Mi piace rincorrere l'estate, i colori e i luoghi che allietano il mio cuore».

Sul suo progetto ci rivela solo l'idea generale: «Si tratterà di un ristorante d'alta cucina e con pochi coperti. Penso a un menù basato su materie prime coltivate e prodotte in loco. Ancora ho da lavorarci». Insomma, qualcosa intanto bolle in pentola...
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