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Cosa c'è dietro "l'Ecce Homo" di Antonello da Messina: ora si spera che torni in Sicilia

Un “colpaccio” del Ministero della Cultura che consente di riportare a casa i due dipinti fronte-retro, fermando il loro girovagare. In quale “casa” andranno resta un mistero

Susanna La Valle
Storica, insegnante e ghostwriter
  • 11 febbraio 2026

L'"Ecce homo" di Antonello da Messina (fronte-retro)

Ogni quadro è un messaggio, nelle immagini vengono racchiuse storie che arrivano fino a noi. Sono eventi, stati d’animi a volte enigmi da sciogliere, ognuno porta la vicenda umana e la visione del mondo del suo autore. Ancora di più lo sono i dipinti a carattere religioso, veicolo di fede speranza e insegnamento, una catechesi visiva che a lungo ha rappresentato, per i credenti, l’unica forma di avvicinamento e rapporto diretto con Dio. Il quadro appena acquistato dallo Stato Italiano di Antonello da Messina, porta con sé tutto questo.

Ci sono voluti 14,9 milioni dollari, per evitare che il dipinto andasse all’asta, ritirato poco prima che venisse battuto da Sotheby’s a New York. Sul proprietario del dipinto si dice fosse di proprietà di un collezionista cileno. Sono storie nelle storie i viaggi intrapresi dalla nostra arte che da sole meriterebbero una trattazione a parte. Un “colpaccio” del Ministero della Cultura che consentirà di riportare finalmente a casa il dipinto fronte-retro, arrestando il suo girovagare per il mondo. In quale “casa” andrà in Italia, ancora non è dato saperlo, chiaramente speriamo che arrivi in Sicilia, anche se si vocifera che troverà dimora presso il Museo di Capodimonte a Napoli.

L’opera in sé non è un unicum per il grande Messinese, sono conosciute ben 6 versioni di “Ecce Homo” sparse in vari musei, da tenere presente che le opere a noi giunte di Antonello da Messina sono in tutto circa una quarantina. Il tema di questa rappresentazione sacra sembra che sia iniziata proprio con questo pittore, un tema particolare, dove la scuola Fiamminga carica di introspezione psicologica e tragicità si aggiunge alla Grande Scuola Italiana.

I dipinti abbiamo detto sono due in un’unica tavoletta, datata ai primi anni 60 del XV secolo ritrae da un lato un Uomo, distrutto dalla flagellazione subita, con il naso gonfio, i capelli lunghi, con una corona di spine, appoggiato ad un parapetto dal quale viene mostrato, ha lo sguardo implorante, il viso coperto di lacrime e sangue, sembra agonizzante, al collo ha una corda, una di quelle che lo avevano tenuto legato alla colonna durante la tortura.

I colori sono scuri un fascio di luce illumina sinistramente questo uomo martoriato nel corpo e nello spirito. È l’Ecce homo (ecco l’uomo), parole che il Vangelo di San Giovanni (gli altri Vangeli non le riportano), fa pronunciare a Ponzio Pilato, che spera così di aver placato la sete di vendetta dei Giudei e dei Sacerdoti. Spera il Governatore Romano, non ravvisando alcuna colpa nell’uomo che gli è stato consegnato di placare una possibile rivolta.

Ma questa punizione non basterà, nessuna tortura servirà, viene chiesta la morte per l’Uomo che dice di essere Figlio di Dio. Il volto dipinto da Antonello da Messina è proprio un uomo in fin di vita, del resto molti condannati alla flagellazione non sopravvivevano a questa punizione, distrutti nel corpo dalle sferzate del boia.

L’Ecce Homo con la sua iconografia drammatica diventerà nel tempo anche un modo di dire identificando la sofferenza ed il dolore dell’uomo nelle avversità e soprattutto nella sofferenza della malattia. Il dipinto su tavola a tempera ed olio è piccolissimo “minuscolo”, misura appena 19,5 per 14 cm, una grandezza che fa pensare ad una devozione privata dell’immagine.

Era uso infatti per ecclesiastici e ferventi credenti dotarsi in prossimità di un viaggio o di un evento importante di immagini sacre, "usate" a protezione personale, “un talismano” contro i pericoli; qualcosa che potrebbe assomigliare all’uso delle immagini sacre, i nostri “Santini di carta”, molto frequenti nel passato nelle borsette e portafogli, posti a protezione delle nostre vicende quotidiane.

Riguardo al retro, qui è dipinto San Girolamo secondo una delle iconografie più diffuse del Santo. Potrà sembrare strano ma c’è una connessione tra questo secondo dipinto è quello dell’Ecce Homo, ed è racchiuso nella storia del Santo, che per un periodo si ritirò nel deserto per condurre una vita da anacoreta, quasi che quell’immagine del Cristo sul davanti, debba essere contemplata e meditata come fece il Santo nei due anni trascorsi nel deserto della Calcide come eremita.

San Girolamo è tra gli autori della Vulgata la prima traduzione in latino della Bibbia adottata dalla Chiesa Cattolica sino al Concilio Vaticano II nel secolo scorso, momento in cui la Chiesa si aprirà alla modernità, introducendo le “lingue volgari “al posto del latino, oltre ad altre importanti innovazioni. In questo dipinto San Girolamo è inginocchiato, a petto scoperto, penitente, in uno spazio roccioso particolarmente delineato, quasi una miniatura, c’è un calamaio ed un libro aperto, s’intravede un piccolo lago e il rosso delle vesti cardinalizie deposte ai piedi, s’intravede il leone mansueto accovacciato a fianco del Santo; la leggenda narra che San Girolamo gli tolse una dolorosa spina dalla zampa. Tutti elementi iconografici legati a questo santo studioso e traduttore, che ritorneranno più volte in altri dipinti.

Questo quadretto fronte-retro mostra visibili tracce d’uso: chissà quante volte sarà stato inserito in borse, sarà stato posto vicino ad una candela per ricevere una preghiera o una invocazione per scongiurare un pericolo, chissà quante volte si sarà affidato il primo committente “devoto e raffinato”. Del resto qui è rappresentato un Cristo abbandonato al suo destino, solo, spaventato, indicibilmente sofferente nella carne, ritratto nel suo tragico epilogo.

"Ecco l’Uomo che volevate e che ho punito", dice Pilato, questa piccola immagine ci ricorda la nostra fragile umanità, ci avvicina non solo alla vicenda del Dio fatto Uomo ma di ogni uomo che in quel Dio crede e spera. In quella piccola immagine c’è ognuno di noi.
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