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Da Palermo vola a Los Angeles: Youssef, che insegue i suoi sogni (fino agli Evanescence)

La storia di chi espatria è sempre segnata dal coraggio, mettere la propria vita in un bagaglio non è mai facile, ma come ci racconta lui ne varrà la pena

Flora Licciardi
Studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali
  • 30 maggio 2026

Youssef Samassi 

Si parte, si torna e si riparte. A volta si va via per conquista, molte volte per opportunità, si sale sull’aereo con speranza e c’è chi anche stacca il biglietto per rabbia. Per Youssef Samassi è stata un'altra storia e ce la racconta la sua storia: storia di perdita, sacrifici e successi.

Classe ‘89, cresciuto tra Villafrati e Palermo, si diploma al nautico Gioeni-Trabia, ma si appassiona a tutt’altro, alla moda che poi per gioco del destino non sarà la sua strada. Un giorno tra uno scatto e un’altro, ecco la proposta di un provino: un lungometraggio tra Palermo e Linosa. Con "Terraferma" di Emanuele Crialese è amore a prima vista, l’esperienza totalizzante nella recitazione, il dietro le quinte, gli attori, le comparse, i costumi, fanno innamorare Youssef.

A seguito di questa esperienza, innamoratosi del cinema, decide di partire per Londra, per lavorare, per imparare l’inglese e per riuscire a raggiungere Los Angeles e studiare recitazione.

Non è stato facile, prima della partenza dovrà scontrarsi con il lutto schiacciante della madre. Nonostante tutto non si ferma, ma, al contrario, gli dà la giusta rabbia per affrontare le avversità, la lontananza di casa, della sua Palermo, la solitudine e il background di due città che non dormono mai.

Nel 2017 l’aereo per Los Angeles è pronto per decollare e così inizia il suo incredibile percorso: «Inizialmente con l’inglese non è stato facile. Quando il mio acting coach dava delle direttive come monologhi per esempio non riuscivo ad esprimermi alla perfezione e quindi mi disse "O impari bene l’inglese o torni a casa". Mi sono douto sbracciare: la voglia di mettersi in gioco è stata fondamentale, qui c’è altissima competizione».

Youssef non la teme e sa di avere grandi potenzialità non solo nella recitazione, ma anche in altri campi : «Parlo perfettamente l’italiano, l’inglese, l’arabo e spagnolo. L’abilità di poter parlare più lingue è vista sempre come un plus, anche e soprattutto nella recitazione».

Soddisfatto? Si, pienamente: «Riprenderei quell’aereo altre 100 volte, sono pienamente soddisfatto dei miei risultati, dei miei progetti come per esempio l’ultimo che riguardo il videoclip musicale degli Evanescence. È stata un’esperienza incredibile. Inizialmente quando mandai la candidatura non sapevo che si trattasse degli Evanescence, ma una volta iniziate le riprese e confrontandomi con gli attori presenti capii di chi si trattasse.

Una sera durante le riprese ho avuto anche modo di scambiare due chiacchere con la cantante del gruppo, Amy Lee. Era letteralmente a 20 cm da me e non potevo non parlarle. Quando le dissi di essere palermitano è rimasta entusiasta. Ho avuto modo di raccontarle della Sicilia, della cultura e anche del mio percorso.

Mi ha confidato di non essere mai stata a Palermo o in Sicilia in generale, ma che le piacerebbe tantissimo e che desidererebbe passare la pensione proprio in Sicilia. Ho avuto modo anche di scambiare due chiacchiere in italiano con il batterista, Will Hunt.

È stato anche batterista di Vasco Rossi, infatti parla molto bene l’italiano e ha girato molto l’italia, ma anche la Sicilia. Si è creata molta sintonia. Entrambi gentili, alla mano e molto umili».

Si parte anche per ritornare, perché certamente le radici non si dimenticano: «Ho firmato un contratto con un’agenzia di Roma un anno fa, spero di riuscire a creare una collaborazione tra Italia e Stati Uniti, sarebbe incredibile. Casa è casa, ma sapevo di avere la necessità di andare in America per formarmi, mi sono appassonato da subito al cinema Hollywoodiano.

Dieci anni fa in Italia non vedevo grandi opportunità nel cinema italiano, quindi partendo mi sono formato, anche con l’idea di creare qualcosa in Italia, particolarmente in Sicilia, a casa mia.

A Palermo abbiamo delle location bellissime, il mio obiettivo principale, sarebbe, tra qualche anno, grazie alle competenze acquisite come producer, alla certificazione che ho ottenuto studiando a Los Angels, all’esperienza all’esterno, poter girare qualcosa a casa propria».

Non c’è dubbio: si parte, per cercare un’opportunità che magari la Sicilia non offre, si parte per formarsi, per imparare una nuova lingua, per conoscere altre realtà, persone, storie. Forse a volte partire è fondamentale per credere ancor più nei propri sogni come dice Youssef : «Io direi di farlo, a chi come me ha la mia stessa visione consiglio di lanciarsi, di rischiare, di fare le valigie e andare.

Ovviamente si sbaglia, ma dagli errori si impara sempre. Ad un giovane palermitano direi di andare e realizzare il proprio progetto che magari nella propria città non si riesce a realizzare. Fare quell’esperienza all’esterno, nell’eventualità si può sempre tornare».

La storia di chi espatria è sempre segnata dal coraggio, mettere la propria vita in un bagaglio non sarà mai facile, ma come ci racconta Youssef ne varrà sicuramente la pena.
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