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Da più di 30 anni ci vive e ne svela i segreti, Jean Paul: "La Sicilia? È unica al mondo"

Jean Paul Barreaud, autore di "Sicilia svelata", affascinato e mai saturo delle scoperte, si è trasferito per raccontare la nostra terra da un altro punto di vista. Ecco la sua storia

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 14 maggio 2021

Jean Paul Barreaud, la guida francese di "Sicilia Svelata"

Chi è nato in Sicilia e la vive ogni giorno la guarda spesso distrattamente, dando per scontate le innumerevoli bellezze - a vario titolo - che la caratterizzano e che, in tantissimi casi, sono uniche al mondo.

Ci vuole, come si suol dire, un occhio estraneo che, scevro da sovrastrutture culturali, riesca a coglierne anche altri aspetti più profondi.

Bisogna precisare che il compito di leggere nelle diverse stratificazioni la Sicilia è arduo e, forse, un obiettivo irraggiungibile ma di sicuro più occhi e diverse angolazioni possono restituire un racconto, certamente più ricco e vicino alla vera natura, di quest’Isola.

Da circa 34 anni Jean Paul Barreaud, guida e conferenziere francese, originario della Guascogna, ha come obiettivo quello di raccontare, da un altro punto di vista (e ora vi diremo quale) questa terra che, in prima persona, vive da decenni, affascinato e mai saturo delle scoperte scovate ad ogni angolo.

«Ho deciso di rimanere in Sicilia perché è veramente un posto unico al mondo, un piccolo mondo che è un comparto di bellezza indiscussa, tra mare, montagna, cultura, storia e tradizioni.



Qui colori, sapori, profumi, gli sguardi della gente, non ultimi il potere e le religioni che si sono alternate hanno realizzato un mix, a tratti incredibile, per studiosi e appassionati».

Se Barreaud ha scelto di vivere tra Cinisi e Terrasini, lontano dal trambusto cittadino, è vero, comunque, come ci dice, che conosce ogni angolo della città di Palermo, certamente, ma anche della Sicilia in generale.

Per chi non lo conoscesse ancora, o non avesse partecipato ad una sua visita guidata, Jean Paul Barreaud, negli anni di studio, non è andato, semplicemente, alla ricerca delle fonti storiche che chiunque potrebbe rintracciare, ma ha cercato sempre di andare oltre ciò che davanti agli occhi un turista o un siciliano stesso può ritrovarsi.

«Io sono un’esoterista nel senso originario del termine, cioè quello che deriva dalla scuola pitagorica. Quello che mi interessa è l’insegnamento rivolto al singolo, non alla massa. Cerco di spiegarmi meglio perché, mi rendo conto, che è un concetto al quale non siamo abituati.

La parola stessa, esoterismo, evoca pensieri distorti, lontani dalla sua vera essenza. Nei miei studi, sempre ma ancor più qui in Sicilia, cerco di raggiungere l’invisibile che luoghi d’arte hanno sempre e cerco di condividerlo con quanti sono capaci di accogliere questo contenuto e vogliono conquistarlo.

Sono convinto che i siciliani sono - permettetemi la frase - esoterici profondamente; il fatto è che non sono stati educati a questa forma di cultura, più profonda, che un tempo era appannaggio esclusivo dei “palazzi” e della borghesia.

Non si metteva in conto che il volgo potesse custodire un certo “genio” e invece io sono convinto che sia così.

La Sicilia è l’ultimo baluardo con caratteristiche feudali rimasto, di certo in Europa. Mi chiedo come gli altri non si accorgano di certe caratteristiche particolarissime che solo qui sono riscontrabili».

Tutto quanto questo sapere "altro", Barreaud, oltre a custodirlo dentro di sé lo ha formalizzato anche nel progetto "Sicilia svelata", una serie di documentari rintracciabili sul web che, in fondo, sono visite guidate fruibili anche da uno smartphone o dal pc di casa.

Ogni contenuto costituisce un viaggio nel tempo e nei luoghi, alla scoperta di storie e misteri, usanze, tradizioni, elementi culturali e religiosi di antichissima memoria e persistenze ancora visibili, in una accezione non usata dai canali di promozione culturale e turistica canonici.

Di sicuro questa figura di "guida che svela il messaggio nascosto", tra iconografia e architettura, di simboli, più profondi ed egualmente contaminanti, lascia incuriositi e stupiti per certi versi, per quanto - entrando nel merito dell’argomento - non si stenti a credere alle sue scoperte.

«Neanche i palermitani sanno - ad esempio - che in città ci sono ben 19 rappresentazioni del Genius Loci, simbolo indiscusso di Palermo; e molti altri, ad esempio, non fanno caso bene a come questo venga rappresentato nelle diverse rappresentazioni.

Nella Cattedrale di Palermo, ad esempio, subito dopo l’ingresso vi è una rappresentazione del Genius Loci inginocchiato, questo dice molto di più della semplice riproposizione di un simbolo, in fin dei conti.

Molti non sanno che il giardino di Villa Giulia è stato concepito con una struttura esoterica e dunque iniziatica; così come la chiesa di Casa Professa, frutto dell’ingegno dei Gesuiti. Ci sono tanti di questi esempi in Sicilia, che rendono un racconto inedito dei luoghi di cultura».

Dopo quasi quarant’anni di vita qui Barreaud non ha dubbi sul fatto che ormai è questa la sua “casa”.

«Certamente rimarrò qui fino alla fine dei miei giorni, questa terra la si ama altrettanto quanto la sia odia. Mi ferisce sempre vedere come la sua straordinaria bellezza sia sporcata dai suoi stessi figli, è incomprensibile per me e per i tanti turisti che porto in giro.

Il primo feedback che mi restituiscono è sempre legato alla spazzatura che si trova ad ogni angolo e che, in fondo, altro non è che mancato rispetto del singolo verso questa città.

La Sicilia è l’esempio perfetto di una medaglia con due facce: l’una controbilancia l’altra creando un equilibrio unico a tratti, però, incomprensibile e inaccettabile».
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