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Dagli antibiotici alle vitamine: in un video le regole e i consigli per la cura del Covid in casa

Il documento (in attesa di approvazione) "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2" suggerisce le linee guida ai medici di famiglia per pazienti non gravi

Balarm
La redazione
  • 16 novembre 2020

Tra gli interrogativi più ricorrenti, e tra i tanti dubbi che sorgono, vi è quello relativo alle azioni da compiere nel caso si presentassero i sintomi del contagio da Covid19.

A tal proposito, per scongiurare l'affollamento dei Pronto Soccorso, è stato stilato - ed è in attesa di approvazione - il documento "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2", redatto da un gruppo di lavoro coordinato da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità.

Questo vademecum offre delle linee guida ai medici di famiglia, in primis, e possono aiutare anche i cittadini a comprendere come agire in caso di riscontrato contagio.

Come riportato anche dalle immagini del video pubblicato dal Corriere della Sera, le regole da seguire, qualora i sintomi riscontrati fossero di lieve entità, sono semplici.

Per prima cosa bisogna mettersi in contatto con il medico curante e non prendere personali iniziative senza il parere di quest'ultimo.



Per tutti, in via precauzionale, si consiglia di avere a disposizione un dispositivo che rilevi la saturazione dell'ossigeno e un termometro: entrambi gli strumenti faranno da linee guida nella gestione della malattia.

Il valore della temperatura corporea, infatti, (un aumento oltre il parametro dei 38,5 gradi va monitorato con maggiore attenzione) e la saturazione dell'ossigeno (valori tra il 96 e 98% sono normali), come riferito dagli esperti, sono discriminanti.

In generale il protocollo suggerito ai medici di base è semplice: utilizzo di paracetamolo per l'innalzamento della febbre; non è consigliato l'utilizzo di farmaci corticosteroidi (il cui uso a domicilio può essere però considerato in quei pazienti il cui quadro clinico non migliora entro le 72 ore); non è suggerito l'uso di antibiotici (se non in caso di mancato miglioramento dopo i primi giorni di cura) nè di eparina, se non per le persone che non hanno possibilità di alzarsi dal letto (al fine di scongiurare eventi trombotici).

In generale a tutti è consigliata una idratazione e nutrizione appropriata; è sconsigliato modificare terapie croniche in atto per altre patologie senza il consulto del medico.

Non sarebbe sconsigliato, ma neanche suggerito, l'uso di integratori alimentari quali la vitamina C, D e zinco.

Secondo i protocolli già diffusi la malattia da Covid-19 sarebbe formalizzata in quattro stadi: "infezione lieve", qualora il paziente presenti febbre ma non dispnea e alterazioni radiologiche; "infezione moderata" in caso di polmonite e ossigenazione del sangue sui valori di soglia; "severa" se quest’ultimo valore si abbassa sotto la suddetta soglia e "stato critico" se si presenta insufficienza respiratoria, choc settico o insufficienza multiorgano.

Il documento "Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2", come sottolienato dallo stesso Locatelli nei giorni precedenti durante una conferenza stampa al ministero della Salute sull'andamento epidemiologico in Italia, sarebbe pronto «per una valutazione concertata con i medici di medicina generale».

Non sono mancate le polemiche, a tal proposito.

Molti medici di famiglia, attraverso loro rappresentanti, hanno manifestato disappunto per non essere stati coinvolti durante l'elaborazione di questo vademecum che doverebbe, secondo quanto sottolineato da Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), contenere indicazioni più precise e meno generiche a misura delle molteplici realtà che ciascun medico di famiglia si trova ad affrontare, oltre a precise ordinanze previste dalle diverse regioni dello Stivale.
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