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Dalla Sicilia a MasterChef: Ivan Iurato racconta l’anima e la cucina della sua Isola

Ivan Iurato, 42 anni, è lo chef comisano divenuto famoso per il quarto posto alla seconda edizione di MasterChef e per la sua ultima partecipazione a MasterChef All Stars

Mohamed Maalel
Booklover compulsivo
  • 24 gennaio 2019

Lo chef Ivan Iurato (foto di Flavio Gurrieri)

Il cibo è arte, e chiunque lo manipoli è in un certo senso un poeta del gusto. Tra dosi corrette, un pizzico di follia e tanta pazienza, la cucina è un ottimo luogo dove conoscere sé stessi, ed è qui che Ivan Iurato ha scoperto la sua passione per l’arte del cibo.

Umiltà, tenacia e tanta poesia: da giovane siciliano amante del cibo, Ivan Iurato è diventato uno dei volti popolari della cucina di MasterChef.

Il siciliano, nato a Comiso, in provincia di Ragusa, dopo la sua partecipazione alla seconda edizione dello storico programma di cucina, dove arrivò quarto, è riuscito ad entrare nei cuori di molti italiani, grazie al suo modo di fare legato alla terra d’origine.

Lo abbiamo rivisto anche lo scorso mese, tra i fornelli di MasterChef All Stars e dopo ben sette anni nulla sembra essere cambiato.

«MasterChef è un'esperienza estremamente complessa, identificarla solamente come una gara di cucina sarebbe errato. Pensare ad una ricetta, agire con scioltezza davanti a telecamere ed autori, accaparrarsi gli ingredienti giusti ed impiattare bene è molto più complesso di quanto si possa immaginare» sostiene Ivan.

Con la sua partecipazione a MasterChef il cuoco ragusano è riuscito a portare la sua terra anche in tv, riproponendo ingredienti della cucina siciliana in uno stile nuovo, quasi romanzato.

Ciò evidenzia un fortissimo legame che unisce i siciliani con il cibo della propria terra, a tal punto che lo stesso Ivan, dopo tante offerte di lavoro ricevute grazie a MasterChef, preferisce restare nella sua terra: «amo la mia terra, mi sento al mio posto e perfettamente in pace con me stesso.

Citando Bufalino "Vi è la Sicilia verde del carrubbo, quella bianca delle saline, quella gialla dello zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava" e il mare, aggiungo io, con i suoi colori e i suoi sapori, mi stupisce ogni giorno, ed è una delle mie più grandi fonti d'ispirazione quando cucino» sottolinea Ivan.

Restare nella propria terra significa fare i conti con una cucina apparentemente semplice caratterizzata da una “semplicità complessa”.

«Sono cresciuto con la mamma e la nonna appassionatissime di cucina e tutto sembrava semplice quando loro lavoravano ai fornelli. Ma in realtà era un mondo complesso, perfino ancestrale» spiega lo chef.

Raccontare la cucina siciliana in tv non è affatto semplice, poiché il rischio di cadere in inutili stereotipi è sempre dietro l’angolo.

Ad esempio, si dice arancina o arancino? «Come penso in altre regioni d'Italia, qui l'accento e l'uso di alcune parole varia spesso da città in città, quindi se sei catanese è arancino se sei delle zone di Palermo arancina, non perde e non vince nessuno. Indipendentemente da come vogliamo chiamarlo resta un prodotto unico nel suo genere, un piccolo capolavoro che il mondo ci invidia» scherza Ivan.

Ivan è riuscito a tramandare in tv non solo l’idea di cucina siciliana, ma anche l’immagine del siciliano legato alla propria terra.

La popolarità, gli applausi ed i complimenti non corrodono l’animo umile di Ivan Iurato, che oggi riprende in mano le sue padelle, pronto a far sorridere gli animi dei suoi clienti. E la Sicilia è proprio cosi: va avanti senza perdere la sua identità.

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