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Diventare imprenditori green in Sicilia, ora si può: un mega bando per i giovani (under 41)

Con un avviso, la Regione Siciliana affiderà a giovani imprenditori 430 ettari di terreni agricoli da utilizzare per le loro idee e progetti. Ecco i dettagli e il bando completo

Balarm
La redazione
  • 6 agosto 2020

Che l'agricoltura possa essere, insieme al turismo, il comparto per lo sviluppo futuro della Sicilia lo si dice da tempo. Oggi però, nel piatto ci sono a disposizione dei giovani 430 ettari di terreni agricoli che aspettano solo di essere gestiti in modo da diventare produttivi.

Il progetto è legato alla "Banca della terra" e grazie ad un bando della Regione Siciliana servirà ad offrire terreni sparsi nell'isola per un periodo di vent'anni a chi ha un'idea imprenditoriale legata all'agricoltura.

I terreni sono suddivisi così per provincia: Agrigento, Calamonaci 22, 23 ettari; Caltanissetta, Mazzarino 112,99 ettari e Niscemi 12,87 ettari; Enna, Barrafranca 19,96 ettari, Centuripe 31, 27 ettari, Piazza Armerina 87,22 ettari, Villarosa 20,49 ettari; Siracusa, Carlentini 123,7 ettari.

La domanda può essere presentata da soggetti che non hanno compiuto 41 anni alla scadenza del bando che intendano insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola o che si sono insediati da non più di 60 mesi alla data di scadenza del bando.



La scadenza di presentazione delle istanze - da compilare secondo i modelli riportati nel bando che potete leggere da qui - è fissata al 5 ottobre 2020.

«L'obiettivo del governo regionale - ha spiegato il presidente nello Musumeci, in conferenza stampa con l'assessore all'agricoltura Edy Bandiera - con l'istituzione della Banca della Terra di Sicilia, è di rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito delle aree rurali.

Siamo in una fase sperimentale ma vogliamo consentire ai giovani aspiranti imprenditori agricoli di avere l'elemento essenziale di produzione, oltre alla valorizzazione del patrimonio agricolo forestale per sottrarlo all'improduttività, con particolare riguardo a quello di proprietà pubblica e privata, incolto o abbandonato».

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