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Dopo tre anni riapre (parzialmente) Monte Cofano: partono i lavori nella riserva del trapanese

L'ordinanza di chiusura era scattata nel 2017. L'appalto per i lavori prevede le stesse soluzioni adottate nella vicina Macari che sono a bassissimo impatto visivo

Balarm
La redazione
  • 20 aprile 2021

Nel 2017, si staccò un grosso masso che, dopo avere sfiorato una villetta, fermò la propria corsa a pochi passi dal sentiero che porta alle calette. L'episodio fece scattare l’allarme e, con esso, un'ordinanza di chiusura.

Finalmente le cose stanno cambiando.

Già a giugno il versante est della Riserva naturale che ricade nel territorio di Custonaci, a metà strada tra San Vito Lo Capo e Trapani, potrà finalmente essere riaperto dopo oltre tre anni, consentendo ai visitatori di raggiungere la tonnara.

Ad annunciarlo è il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che da commissario dell'Ufficio contro il dissesto idrogeologico ha comunicato la conclusione di tutte le verifiche post gara e ufficializzato l'assegnazione dell'intervento di consolidamento all'impresa romana Co.Ge. M.

Si può, dunque, cominciare a operare sulle pareti rocciose che sovrastano l'ingresso dell'area protetta.



«Considerata l'assoluta bellezza di questi luoghi – spiega Musumeci – abbiamo voluto che il progetto fosse assolutamente compatibile con l’ambiente circostante e ciò ha richiesto un po’ di tempo in più. Ma adesso siamo pronti a restituire alla gente anche questo splendido tratto di costa. Si tratta di una delle tante perle di un territorio che chiunque ha potuto apprezzare anche attraverso una recente fortunata fiction televisiva e che, sicuramente, già questa estate raddoppierà il proprio appeal. Noi stiamo facendo di tutto per farci trovare pronti».

L'appalto, aggiudicato per un importo di 643 mila euro, prevede le stesse soluzioni adottate nella vicina Macari con strutture di contenimento e di protezione a bassissimo impatto visivo. Grazie anche alle riprese effettuate con un drone, sono stati individuati ben dodici punti nei quali è presente una frana attiva. Sarà dunque indispensabile, in via preliminare, compiere una capillare operazione di stabilizzazione dei blocchi pericolanti
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