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Due milioni per interventi e restauri: ecco come si rifà il look la Cattedrale di Palermo

I lavori dovrebbero partire a maggio, sono stati stanziati 2 milioni di euro direttamente da Roma cofinanziati dai ministeri delle Infrastrutture e dei Beni culturali

Balarm
La redazione
  • 11 febbraio 2019

Cattedrale di Palermo

A breve partirà la gara per affidare i lavori per il restauro della Cattedrale di Palermo. I lavori dovrebbero partire a maggio, di certo è che sono stati stanziati 2 milioni di euro direttamente da Roma cofinanziati dai ministeri delle Infrastrutture e dei Beni culturali. Si potrà così dire finalmente addio alle infiltrazioni di acqua e ai danneggiamenti delle volte e delle capriate e ci saranno passerelle nuove per consentire ai turisti l’ormai irrinunciabile passeggiata sui tetti.

La cattedrale che ogni anno in media accoglie circa 250mila persone, soprattutto turisti, durante i lavori che dureranno un anno continuerà a essere accessibile, tranne che in alcuni giorni specifici, quando la presenza dei visitatori e il culto saranno incompatibili con i lavori in corso. Un intervento così radicale non si vedeva in cattedrale dagli anni Cinquanta.

Tutto sotto la supervisione della Soprintendenza ai Beni culturali. Il restauro La prima capriata che ha subito ingenti danni dopo il sisma del 2002 sarà completamente sostituita. In questi anni è stata inserita una struttura di acciaio per garantire la sicurezza, ma adesso si potrà andare alla radice del problema.

La vecchia capriata, invece, non più recuperabile, sarà musealizzata. Gran parte della copertura sarà smantellata e rifatta per proteggere la cattedrale dalle infiltrazioni. Inoltre saranno inserite 16 travi di collegamento fra le capriate e su queste sarà caricata una nuova passerella per consentire ai turisti il camminamento sui tetti della cattedrale. Saranno sostituiti anche tutti i “dormienti”, elementi marmorei su cui poggiano le capriate.

Il progetto è stato redatto da un team di professionisti. I rilievi con lo scanner laser a cura di alcuni docenti della facoltà di Architettura, hanno consentito di avere tutti i dati sul monumento senza margini di errore e anche in futuro, grazie agli “smart point”, una sorta di etichette elettroniche, basterà uno smartphone per conoscere tutti i dettagli dei lavori.

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