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È il 1912, la Società Italo Belga inaugura le (sue) prime linee del tram: nel video una Palermo in festa

Immagini emozionanti per quello che era un passo importante verso il progresso. E vi raccontiamo anche l'evoluzione della rete tram in città tra le guerre e gli anni 2000. IL VIDEO

Balarm
La redazione
  • 10 maggio 2021

Se oggi il tram a Palermo - tra alti e bassi - sta ritornando ad essere uno dei mezzi di trasporto di massa in crescita, c’è stato un periodo d’oro, tra fine '800 e inizi del '900, in cui rappresentava il fulcro intorno al quale ruotava la vita dei palermitani.

Ripercorrendo le tappe della sua istituzione nel capoluogo si può risalire a date precise, come riportato dal sito dell’Associazione di cultura e attività ferroviaria Sicilia in Treno (nel testo a cura di Paolo Simon), che vanno dal 1899, anno in cui prese vita la prima prima linea tranviaria, al 1946 (prima di arrivare all’attualità).

La prima linea ad entrare in esercizio, allora, metteva in collegamento Piazza Bologni e Rocca nel maggio del 1899, seguita dopo pochi mesi dalla tratta Piazza Marina-Romagnolo e dalla Piazza Indipendenza-Porta Reale.

A inizio secolo, poi, vennero aperte nel mese di maggio la Piazza Marina - Acquasanta, nel mese di giugno la Piazza Marina - Noce, a luglio la Piazza Indipendenza -Ucciardone e la Ucciardone - Falde.



A settembre, infine, la Ucciardone - San Lorenzo; in quell’anno la Piazza Bologni - Rocca, poi, fu prolungata fino a Monreale, superando il rapido dislivello presente nella salita della strada provinciale con un sistema composto da due carri collegati da una fune che svolgevano uno, la funzione di carro freno per il tram in discesa, e l’altro, la funzione di carro spinta per il tram in salita.

Nel febbraio del 1901 entrò in esercizio la Piazza Rivoluzione - Torrelunga.

L'inaugurazione della prima linea fu un momento molto emozionante per l’intera città.

A portare questa rivoluzione su rotaie fu la "Società Sicula Tramways Omnibus" (SSTO), ente che già dal 1878 gestiva il trasporto pubblico a Palermo con omnibus e tram a cavalli.

Di costruzione tedesca Man, le linee percorse dai nuovi tram elettrici riportavano la trasformazione del sistema con nuovo armamento dei vecchi percorsi con tram a trazione con cavalli.

Nel 1904 la SSTO cambiò ragione sociale in SSIE “Società Sicula Imprese Elettriche” e a giugno del 1908 attivò la linea Piazza indipendenza – Porrazzi.

Nel 1906 un gruppo di imprenditori palermitani aveva avviato un progetto per la riqualificazione delle paludi di Mondello che comprendeva anche il collegamento tramite linee tramviarie con la città.

Così nel mese di giugno del 1912, come riporta il sito Sicilia in Treno, entrarono in esercizio le prime tre linee della Società Italo Belga “Les Tramways de Palerme” (qui si può vedere un video originale dell'epoca pubblicato da Maurizio Di Michele) e precisamente la Stazione Centrale- Leoni, la Stazione Centrale - Politeama - Zisa e la Stazione Centrale - Politeama - Ucciardone- Acquasanta.

L'ultimo tratto da via Montepellegrino, per via Montalbo fino all’Acquasanta, non fu più realizzato mentre a novembre 1912 fu ultimata la linea da via Montepellegrino per Mondello, prolungata a luglio del 1916 fino a Partanna.

Al 1914 risale il prolungamento della linea da San Lorenzo fino a Tommaso Natale e Sferracavallo.

Arrivarono gli anni della Prima Guerra Mondiale e la prima crisi delle due società: la SSIE cedette, nel 1925, le sue linee alla UTETS “Unione Trazione Elettrica e Trasporti della Sicilia” che, nel dicembre del 1929, acquisì anche le linee della società italo belga e divenne così la sola impresa a gestire il trasporto pubblico a Palermo.

Dal 1922 furono attivi in città i primi servizi di trasporto pubblico (gestiti con autobus) e a febbraio del 1930 la SAIA “Società Anonima Industria Autobus” iniziò i servizi di linea a Palermo con 14 linee spesso in concorrenza con i tram della UTETS.

Nel maggio 1932 venne finalmente approvata dal Comune una nuova pianificazione delle linee per le due società a vantaggio di tutta la cittadinanza.

L’anno successivo la UTETS mutò il nome in “Tramvie di Palermo”, anche se la parabola del tram in città cominciava ad essere discendente.

Nell’agosto del 1939 i dirigenti della UTETS deliberarono la creazione di una moderna rete di filobus (al posto della rete tramviaria), che poi fu realizzata sotto la gestione SAST “Società Anonima Siciliana Trasporti”, subentrata alla Tramvie di Palermo nel dicembre 1940.

Il Secondo conflitto mondiale portò problemi di approvvigionamento di materiali e ricambi, rallentando la conversione delle linee tramviarie in linee filoviarie, processo che si concluse nel 1946 con la trasformazione in filoviarie delle linee 14 per Mondello, 15 per Partanna e 16 per Valdesi.

In più i bombardamenti che coinvolsero la città nel ’42 e ’43 distrussero completamente le infrastrutture tranviare ponendo fine (nel ’47) alla realtà del tram a Palermo.

All’anno 2007 risale l’inizio dei lavori per i “nuovi tram” in città grazie allo stanziamento di fondi da parte della Banca Europea Investimenti, che hanno portato alla realizzazione di 4 linee.

Una che va dalla Stazione centrale al Quartiere Roccella (interscambio stazione FS omonima) e 3 che partono dalla stazione delle Ferrovie dello Stato Notarbartolo.

La nuova linea è a scartamento standard, elettrificata a 750 V e con una estensione di 24 km con 44 stazioni e fermate.

I rotabili utilizzati sono i Flexity Outlook Cityrunner della Bombardier, vetture a pianale ribassato e composte da cinque elementi e possono trasportare fino a 56 passeggeri seduti e 132 passeggeri in piedi. Lunghi 32 metri e larghi 2,40 metri hanno una la velocità massima di 70 km/h e il raggio minimo di inscrivibilità in curva è di circa 20 metri.

Il battesimo delle nuove linee è avvenuto il 30 dicembre 2015 e, nel tempo, la rete, per quanto con intoppi e difficoltà, sta crescendo in città.
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