CURIOSITÁ

HomeMagazineTerritorio

È iniziata la guerra europea alla plastica: la Sicilia risponde bene, Palermo invece no

In giro per la città ci sono giganteschi cartelloni pubblicitari che esaltano le qualità della plastica monouso: è così che Palermo ignora le direttive dell'Unione Europea

Andrea Di Piazza
Geologo e ricercatore
  • 31 luglio 2018

Il cartellone che inneggia all'uso della plastica monouso a Palermo (marchio oscurato)

L’Europa si prepara a una battaglia senza quartiere nei confronti delle plastiche monouso. Con la comunicazione n. 28 del 16 gennaio 2018 "EU Strategy for plastics in the circular economy" la Commissione Europea posa la prima vera e propria pietra miliare per una strategia condivisa che dia scacco matto ai rifiuti plastici.

L’Unione Europea prevede, dunque, diverse misure per rendere il riciclaggio redditizio per le imprese, per ridurre i rifiuti di plastica, per fermare la dispersione dei rifiuti in mare (il famoso "marine litter"), per orientare investimenti e innovazione e per promuovere azioni collaborative a livello mondiale con il fine di proporre soluzioni globali e lo sviluppo di standard internazionali.

Più recentemente, con la comunicazione n. 340 del 28 maggio 2018, la Comunità Europea ha proposto la redazione di una specifica direttiva sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente.

In particolare l’Europa vuole rivolgere l’attenzione ai dieci prodotti di plastica monouso e agli attrezzi da pesca che, insieme, rappresentano circa il 70% dei rifiuti marini nei mari europei.

Le nuove regole introdurrebbero non solo il divieto di commercializzare determinati prodotti in plastica (es. bastoncini per cotton fioc, posate, piatti, cannucce, aste per palloncini), ma anche obiettivi di riduzione del consumo, per esempio: riduzione dell’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica.

Anche obblighi per i produttori, il cui punto fondamentale è l'introduzione della responsabilità estesa per il produttore che verrà chiamato a contribuire economicamente per sostenere i costi di gestione dei rifiuti plastici e di campagne di sensibilizzazione.

E obiettivi di raccolta: entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% di bottiglie di plastica monouso per bevande, prescrizioni di etichettatura per alcuni prodotti e campagne di sensibilizzazione.

Ovviamente dovremo attendere il parere del Parlamento Europeo e del Consiglio prima di vedere attuata la direttiva, tuttavia le coscienze dei cittadini europei e italiani ci dicono che i tempi sono già molto maturi.

A inaugurare la rivolta italiana alle plastiche monouso sono state le isole Tremiti che, dal primo maggio di quest’anno, hanno vietato utilizzo e vendita di qualsiasi stoviglia in plastica (nelle attività commerciali delle isole si trovano soltanto quelle compostabili).

Un’ordinanza che è stata accompagnata da un serio progetto di comunicazione e sensibilizzazione sull’importanza della riduzione e gestione dei rifiuti.

Dal 3 luglio l’ordinanza che mette al bando il monouso non compostabile è approdata anche sul continente, e precisamente a Pollica (nel Cilento) e a Maratea (in Basilicata).

Nel primo caso il sindaco ha vietato l’utilizzo di piatti e posate di plastica "in tutto il territorio comunale", nel secondo caso invece fino al 31 dicembre 2018 il divieto sarà attivo solo per feste pubbliche e sagre mentre dal primo gennaio 2019 sarà esteso a tutto il territorio comunale.

E la Sicilia? Per una volta, non è stata di certo a guardare. Dal 31 agosto prossimo anche Lampedusa e Linosa diranno no alla plastica: il divieto vale sia per la commercializzazione dei sacchetti in polietilene, che per l’utilizzo e la vendita di contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili.

Contagiata anche Malfa, il piccolo Comune dell’isola di Salina, dove il sindaco Clara Rametta con un’ordinanza-lampo ha vietato vendita e l'utilizzo di stoviglie monouso, cannucce e sacchetti che dovranno tutti essere in materiale biodegradabile e compostabile.

Pochi giorni fa, anche Avola e Noto, seguendo l’esempio di Maratea, hanno emanato delle ordinanze sindacali per imporre l’utilizzo di stoviglie in materiali compostabili in caso di feste e sagre a partire da agosto.

Da gennaio 2019, l’ordinanza verrà estesa anche ad attività commerciali, artigianali e di somministrazione alimenti e bevande.

E mentre dunque Europa, Italia e parte della Sicilia dichiarano guerra alla plastica, Palermo che fa? Come nel più classico dei contrasti siciliani, a Palermo invece campeggiano giganteschi cartelloni pubblicitari che esaltano "la qualità" della plastica monouso.

Addirittura, in alcuni di questi, piatti e stoviglie monouso disegnano un gigantesco duomo di plastica bianca, "un monumento" (cit.).

Plastica monouso come religione, plastica monouso come cultura, la stessa di cui Palermo è capitale italiana? Speriamo di no.

articoli recenti