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È un'icona della Mondello Liberty: Villino Pepe Lo Jacono, il più "Basiliano" di tutti

Tra i tanti villini Liberty che Caronia Roberti plasma nel solco degli insegnamenti ricevuti da Basile, suo maestro, c'è anche questo, a ridosso della linea della battigia di Mondello

Danilo Maniscalco
Architetto, artista e attivista, storico dell'arte
  • 12 gennaio 2022

Villino Pepe Lo Jacono (foto Balarm)

Sono tanti e tutti diversi i villini Liberty che Salvatore Caronia Roberti plasma nel solco degli insegnamenti ricevuti dal suo maestro Ernesto Basile. La vicinanza a Basile negli anni di massima fortuna critica del lessico floreale pienamente
in accordo con le esperienze compositive delle più raffinate capitali culturali europee, inquadra Caronia Roberti tra gli epigoni basiliani più influenti della Scuola di Palermo nella strana circostanza che poche delle sue opere, a differenza di quelle di molti altri colleghi, sono state inghiottite dal sacco edilizio post bellico.

Mondello, città giardino a vocazione turistico-balneare, finisce così per rappresentare al tempo stesso il biglietto da visita dell’impresa di costruttori Rutelli e un piccolo manuale dei progetti redatti e portati a compimento dall'architetto palermitano collaboratore degli stessi costruttori.

Una sequenza di punti notevoli sapientemente incardinati nel paesaggio balneare costruiti ancora una volta attorno al concetto mitteleuropeo di gesamtkustwerk (opera d'arte integrale). Queste costruzioni rappresentano veri e propri trattati di bellezza. Su tutti, il villino più “basiliano” e dunque prossimo alle sperimentazioni coeve del caposcuola autore dell’ampliamento di Montecitorio, è sicuramente il Villino Pepe Lo Jacono.



Realizzato tra il 1913-14 e dislocato sul viale Regina Elena anch'esso a ridosso della linea della battigia, si distingue per il consueto bicromatismo degli intonaci bianco e arancione, quest'ultimo applicato a partiture verticali e modanature, lesene, solaio e fascia basamentale, unitamente al timpano superiore del corpo laterale smussato al colmo e stretto tra pilastrini laterali lievemente aggettanti, vera e propria citazione basiliana espressa da Basile già nel vicino ampliamento dell'istituto Pignatelli-Florio e nel casa del custode di Villa Lanza-Deliella.

L'uso di elementi maiolicati bianco-blu a corredo dei falsi fregi superiori anticipano il leggero aggetto delle coperture a falde inclinate rivestite da un manto di tegole marsigliesi. Elegante si presenta la piccola terrazza frontale che al piano terra diviene un piccolo loggiato sorretto da quattro colonne simmetriche e proiettate verso la linea d’orizzonte.

L'elegante villino ben riconoscibile dalla strada e dal mare, si presenta oggi malgrado la piccola dimensione come una delle icone Liberty più apprezzate dell'intero comparto, un restauro puntuale e mirato potrebbe restituire la brillantezza originaria e concorrere ad accrescere la bellezza dell'area circostante.

Nella costruzione del futuro e sempre più necessario itinerario Floreale Unesco a Mondello, il Villino Pepe Lo Jacono costituirà necessariamente uno dei tasselli più preziosi nella narrazione della città felice della belle époque dei Florio e dei Whitaker.
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