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Emozioni "da percorrere" dall'entroterra al mare: in Sicilia c'è anche una Via dei Frati

L’idea di aprire una nuova via, che dal centro della Sicilia portasse verso il mare, non poteva che nascere a chi di pellegrinaggi se ne intende. Ecco la storia di Santo Mazzarisi

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 8 novembre 2020

Pellegrini in cammino lungo la "Via dei Frati"

Ci sono emozioni che non si possono raccontare, ma si devono vivere, percorrere.

Scoprire, riscoprire e far conoscere le bellezze dell’entroterra siciliano attraverso l’esperienza del cammino, a piedi, in bici, a cavallo, verso tappe nuove con la consapevolezza che ciascun passo è unico e l’emozione è sempre nuova.

Questa è l’intenzione di Santo Mazzarisi, ideatore della "Via dei Frati", percorso che si aggiunge alle altre già note Vie Sacre della Sicilia e percorre 166 km da Caltanissetta a Cefalù.

L’idea di aprire una nuova via, che dal centro Sicilia portasse verso il mare, non poteva che nascere a chi di pellegrinaggi se ne intende. Così, Santo Mazzarisi, originario di Resuttano, molto legato all’entroterra siciliano, nel 2015, mentre percorreva il cammino di San Benedetto (Norcia-Montecassino), già reduce del più famoso cammino di Santiago, pensò alla possibilità di dar vita alla Via dei Frati.



Rivalutando i percorsi già esistenti in Sicilia diede vita ad una via unica che da Caltanissetta porta verso Cefalù, ripercorrendo quei luoghi già percorsi da pellegrini, predicatori, santi, mistici, quei frati, appunto, che hanno lasciato un importante segno del loro passaggio.

Infatti, nei tanti paesi attraversati dalla via si trovano conventi, chiese, proprietà terriere, a partire da Caltanissetta con il suo Convento dei Cappuccini dedicato a San Michele Arcangelo al Convento dei riformati di Petralia Sottana a quello di Castelbuono e di Gibilmanna.

Santo spiega che «si parte proprio da Caltanissetta, non solo per la sua centralità, ma anche perché il suo patrono, San Michele Arcangelo, accompagna i pellegrini durante il cammino fino a Gibilmanna, dove vi era un’antica chiesa dedicata al Santo che un tempo era apparso ai frati durante il loro cammino, oggi la chiesa non è più esistente, ma chiaramente il legame è forte!».

La sua esperienza di camminatore e pellegrino lo portò, dunque, a valutare per bene il percorso, tracciando sulla carta i km del percorso, e, nel 2016, iniziò, assieme ad un gruppo di amici, la verifica sul campo.

«Incredibile l’emozione provata, i ricordi d’infanzia che riaffioravano alla mente, unica l’accoglienza e la curiosità delle persone che ci vedevano percorrere quelle strade a piedi», sostiene Santo, che dal 2016 ad oggi è riuscito a coinvolgere circa 150 pellegrini nella Via dei Frati, che dal 2017, grazie alla riconoscenza da parte dei Comuni che rientrano nella circoscrizione della Via, Enti ed Associazioni, è entrata a far parte dei Cammini Sacri di Sicilia.

La rete di contatti creata nel tempo dalla Via dei Frati ha permesso di sviluppare e riscoprire un territorio, prima conosciuto a pochi, attraverso un turismo che si può definire “lento”. Questo ha anche permesso di attivare nelle varie tappe luoghi di accoglienza ed ospitalità.

Per Santo è sempre un’emozione unica, un’occasione per incontrarsi, conoscersi, fare amicizia, confrontarsi, far sì che persone diverse si trovino ad affrontare lo stesso percorso non solo per devozione ma anche per il contatto con la natura incontaminata e il bello che li circonda durante il percorso.

Alla fine del cammino ai pellegrini viene consegnato dall’Associazione Amici della Via dei Frati il Testimonium di fine Cammino, un vero e proprio attestato di partecipazione sul quale vengono posti i timbri delle tappe effettuate. Sul sito web della Via dei Frati è possibile trovare tutte le informazioni utili sulle tappe e i luoghi di accoglienza.
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