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Erano simbolo di quel mare, ora non ci sono più: addio alle dune di sabbia di Agrigento

Un video di Mareamico mostra il grave danno per l'ambiente, scaturito dalla pulizia dell'arenile, perché le dune naturali proteggevano la costa dall'avanzamento del mare

Balarm
La redazione
  • 18 giugno 2020

«La natura impiega decine di anni per realizzare una duna costiera, poi arriva la ruspa della ditta incaricata dal comune per pulire la spiaggia ed in un paio di ore, cancella tutto».

È la denuncia di Mareamico Agrigento contro la "distruzione" dell'arenile naturale. «Le dune costiere sono un ecosistema protetto dalle leggi comunitarie, svolgono un ruolo importantissimo nella difesa della costa: sono infatti un ostacolo fisico all’avanzamento del mare e costituiscono un consistente deposito di sabbia che può alimentare naturalmente la spiaggia dopo le mareggiate invernali», dicono.

«La devastazione di queste dune ha compromesso un intero ecosistema, sono state spazzate via diverse varietà di piante psammofile, l'habitat di alcuni uccelli e c'è il concreto rischio che abbiano distrutto il nido di qualche tartaruga caretta caretta, che proprio in questo periodo deposita le uova in spiaggia. Senza contare il fatto che i rifiuti sono stati semplicemente nascosti sotto la sabbia, spostata dalla ruspa».

Demanio e Capitaneria - secondo quanto riporta Mareamico -avevano autorizzato solo la pulizia della spiaggia con un mezzo gommato e senza movimentazione delle sabbie ed invece questi lavori hanno creato un danno per l'ambiente.

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