Escalation di violenza a Sferracavallo: "C'è un disegno criminale dietro, estate a rischio"
Nella borgata marinara la violenza ritorna e fa rumore. Si ripete con una frequenza tale che fa paura. Lagalla: "Contributi agli imprenditori colpiti"
Sferracavallo
Nel mirino, ancora una volta, un’attività commerciale. Il locale “Al Brigantino” è stato crivellato da colpi di Kalashnikov. Un atto che non è solo un fatto isolato, ma si inserisce in una sequenza che negli ultimi mesi ha colpito più volte la borgata marinara. Una dinamica che sembra voler parlare a un intero territorio: marcare presenza, imporre silenzi, rimettere in circolo logiche che la città conosce bene.
Il punto è proprio questo: il contesto. Sferracavallo non è solo una periferia, ma uno dei luoghi più riconoscibili dell’estate palermitana, fatto di ristoranti, turismo, passeggiate serali, economia diffusa. Ed è qui che questi episodi pesano di più, perché colpiscono un equilibrio fragile tra vivibilità e lavoro. Colpiscono l’immagine stessa della borgata, a poche settimane dall’inizio della stagione turistica.
Da qui la presa di posizione dei consiglieri del Movimento 5 Stelle della VII Circoscrizione, Simone Aiello e Giovanni Galioto, che parlano apertamente di escalation e chiedono una risposta immediata. Una situazione che, spiegano, «non può più essere ignorata» e che «evidenzia chiaramente il tentativo di gruppi criminali di marcare il territorio e ristabilire logiche che richiamano i metodi mafiosi del passato».
Anche perché, mentre si discute di sicurezza e interventi, nella borgata i segnali continuano ad accumularsi. A meno di ventiquattr’ore dalla sparatoria, nella stessa zona si è registrato anche un furto con spaccata in una barberia vicino alla chiesa: un episodio che rafforza la percezione di una tensione che non si spegne e che, anzi, si alimenta proprio nei momenti in cui ci si aspetterebbe maggiore controllo.
È anche da qui che nasce l’idea di una risposta pubblica.
Il 2 maggio, alle 18.00, è previsto un sit-in in piazza: non un’assemblea formale, ma un momento di presenza, di vicinanza, di esposizione collettiva. L’iniziativa nasce dal basso, su impulso diretto dei cittadini, ma si propone di superare i confini del quartiere. «Non è una battaglia locale – sottolinea Filiis Palermo, associazione che ha organizzato la manifestazione – ma una questione che riguarda l’intera città. La sicurezza non può essere delegata a chi vive quotidianamente il disagio, ma deve diventare una priorità condivisa da tutta la comunità».
«L’obiettivo è portare solidarietà assoluta, non solo come istituzioni ma come cittadini, a tutti quelli che hanno subito intimidazioni», spiega Aiello. Ma il messaggio è anche rivolto all’esterno: «Saremo lì per dire chiaramente che la cittadinanza sta rispondendo e non vi vuole».
Nel racconto di queste ore c’è anche il contrasto tra la violenza e la reazione di chi lavora sul territorio. Nonostante i colpi sparati contro il locale, Al Brigantino ha riaperto già lo stesso giorno. «Da fuori quei buchi fanno impressione, ma dentro i danni sono anche maggiori - racconta Aiello - eppure hanno continuato a lavorare, spostando l’attività negli spazi disponibili mentre la scientifica faceva i rilievi». Una scelta che viene letta come un segnale preciso: non fermarsi, non arretrare, per non lasciare spazio a chi sta cercando di prenderlo con la paura.
Accanto a questo, però, resta il nodo della presenza istituzionale. «Sferracavallo è un posto frequentatissimo, con ristoranti, attività turistiche, il circolo velico, il campeggio, eppure, nonostante il grande lavoro di riqualificazione che abbiamo ottenuto, non esiste un presidio fisso di pubblica sicurezza», sottolinea il consigliere, con voce dura e parlando apertamente di una sensazione diffusa di abbandono. Un vuoto che, secondo lui, rischia di trasformarsi in terreno fertile per nuove intimidazioni, fino a evocare il pericolo di «una sorta di mafia 2.0».
In questo quadro si inserisce anche la richiesta, avanzata da mesi, di portare il Consiglio direttamente in piazza, nel cuore della borgata. Una prima proposta, presentata dopo i fatti di novembre - quando davanti ad alcune attività furono lasciati proiettili, bottiglie di benzina e una lista con richieste di pizzo - è stata respinta. Una seconda, più recente, è ancora senza risposta. «Abbiamo scritto al sindaco e agli assessori, ma non ci ha risposto nessuno», dice Aiello. «Alla luce di quello che sta accadendo, è una cosa inaccettabile».
Sul fronte dell’amministrazione comunale, la risposta si muove invece sul piano economico. Il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore alle Attività produttive Giuliano Forzinetti ribadiscono la volontà di sostenere le imprese colpite. «Non lasceremo soli i nostri imprenditori», assicurano, annunciando una misura straordinaria di contributi dedicati alle attività vittime di intimidazioni, con procedure semplificate e tempi certi.
Un impegno che, spiegano, viene rafforzato proprio alla luce degli ultimi episodi con una misura straordinaria dedicata alle imprese vittime di intimidazioni: «Un intervento chiaro e diretto per sostenere economicamente chi ha subito un danno e dare un segnale forte di presenza delle istituzioni», con l’obiettivo di garantire «procedure semplificate e tempi certi». Difendere le imprese, sottolineano, «significa difendere lavoro, economia e futuro della città».
Una linea che si affianca alle reazioni che arrivano anche da altri livelli istituzionali. «Quanto accaduto nella notte a Sferracavallo rappresenta un fatto di estrema gravità che non può e non deve essere sottovalutato», osserva Mario Giambona, vice capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, parlando di «un segnale allarmante che richiama dinamiche criminali che minacciano il tessuto economico e sociale del territorio».
Un quadro che, aggiunge, si è costruito negli ultimi mesi «tra intimidazioni, richieste estorsive e atti violenti contro attività commerciali» e che richiede «un intervento immediato da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine». Da qui anche l’espressione di «piena solidarietà ai titolari del ristorante colpito e a tutti gli imprenditori della zona», con l’auspicio che «venga fatta piena luce su quanto accaduto e siano individuati al più presto i responsabili».
Ma tra richieste di maggiore sicurezza, interventi economici e iniziative spontanee, resta una sensazione che attraversa tutta la borgata. Perché a Sferracavallo il problema non è più solo la singola circostanza, ma la sua ripetizione. È quel rumore che torna, ancora, nella notte. E che ogni volta lascia dietro di sé qualcosa di più difficile da cancellare: non solo i segni sui muri o i vetri infranti, ma l’idea che qualcuno stia provando a ridisegnare gli equilibri, partendo proprio da qui, dove la città incontra il mare.
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