Ridisegna Mondello e i lidi in Costa Sud: cosa prevede il nuovo Piano per le spiagge
Dopo 11 anni il Piano di utilizzo del demanio marittimo (Pudm) prende forma. Pronto il testo che dovrà passare dal Consiglio comunale: come cambia la costa
Sulla spiaggia di Mondello si torna a montare lettini e ombrelloni, con una stagione balneare che partirà in ritardo e soltanto in modo graduale. Da oggi la Mondello Immobiliare Italo Belga comincerà ad aprire le prime aree attrezzate, partendo dal tratto davanti all’Antico Stabilimento e da Valdesi. Nei giorni successivi dovrebbero aggiungersi le altre porzioni dell’arenile, seguendo l’avanzamento dei lavori.
È l’ultimo capitolo di una stagione cominciata nell’incertezza, dopo la decadenza della concessione disposta dalla Regione e la successiva decisione del Consiglio di giustizia amministrativa, che ha consentito alla società di continuare a gestire gran parte della spiaggia fino al 30 settembre. La vicenda giudiziaria non è però definitivamente chiusa e il pronunciamento sul merito è atteso dopo l’estate.
In questo scenario, tra ritardi, ricorsi e una gestione ancora una volta affidata a una soluzione temporanea, negli uffici comunali si prova a decidere come dovrà essere gestito il mare di Palermo quando questa estate sarà finita: gli assessori Maurizio Carta e Pietro Alongi hanno firmato la proposta di delibera per l’adozione del PUDM, il Piano di utilizzo del demanio marittimo.
Dietro questa sigla poco comprensibile c’è, in sostanza, la mappa del futuro della costa palermitana: è il documento che stabilisce quali tratti potranno essere affidati ai privati, quali dovranno restare liberi, dove potranno nascere stabilimenti, aree sportive, punti ristoro, spazi verdi o accessi al mare.
Non è ancora un bando e non assegna oggi nessuna spiaggia. Soprattutto, non cambierà l’organizzazione di Mondello per l’estate 2026. Serve però a stabilire le regole con cui potranno essere affidate le concessioni negli anni successivi, evitando che ogni emergenza venga affrontata all’ultimo momento, senza una cornice generale già approvata.
Dopo un percorso che si trascina da oltre undici anni, la proposta è stata adesso trasmessa al Consiglio comunale, che dovrà calendarizzarla, discuterla e votarla. Soltanto dopo l’adozione dell’Aula e la conclusione dell’iter regionale il Piano potrà diventare pienamente operativo e guidare i futuri bandi.
Lo stop della Ragioneria e la polemica sui ritardi
L’approdo in Consiglio sembrava vicino già da tempo, ma nei giorni scorsi l’iter aveva subito un nuovo rallentamento. La Ragioneria generale aveva restituito la proposta agli uffici perché mancava una valutazione esplicita dei possibili effetti economici, finanziari, patrimoniali e organizzativi per il Comune.
Un passaggio tecnico che aveva immediatamente acceso lo scontro politico. I consiglieri di Controcorrente Giulia Argiroffi e Ugo Forello avevano parlato dell’ennesimo stop a un Piano atteso da anni, sostenendo che ulteriori ritardi avrebbero potuto compromettere anche la possibilità di predisporre per tempo i futuri bandi di Mondello.
L’amministrazione aveva invece ridimensionato il caso, parlando di un’integrazione documentale da completare rapidamente. Il confronto tra gli uffici della pianificazione e quelli della ragioneria ha portato adesso a una nuova formulazione: l’atto chiarisce che il PUDM, da solo, non comporta spese immediate per il Comune, non comporta nuovi costi per il personale e non modifica i programmi di spesa già approvati.
Tradotto: il Piano disegna le regole e individua le aree, ma non obbliga il Comune a spendere subito del denaro. Gli eventuali costi o le entrate derivanti dalle future concessioni dovranno essere quantificati con provvedimenti successivi.
Cosa prevede il Piano
Il PUDM prova a ridisegnare l’uso della costa palermitana, stabilendo per ogni tratto quale funzione dovrà prevalere e quali attività potranno essere autorizzate. Lungo i circa 26 chilometri interessati vengono così individuate spiagge, scogliere, aree naturalistiche, spazi destinati al libero passaggio, solarium, parchi, attrezzature, parcheggi e infrastrutture.
L’obiettivo, nelle parole del sindaco Roberto Lagalla, è dotare Palermo di uno strumento capace di trovare un equilibrio tra «tutela ecologica, adeguate concessioni balneari, ampia e libera fruizione» e presenza di attività ludiche e sportive. Un equilibrio che finora è mancato, lasciando la gestione della costa affidata a concessioni stratificate nel tempo e a decisioni spesso prese senza una visione unitaria.
Dentro questa nuova organizzazione trovano posto i lotti, cioè le porzioni di demanio marittimo già interessate da concessioni o destinate in futuro a esserlo. Nel complesso il Piano ne prevede 76, per una superficie di 258.811 metri quadrati. Non significa, però, che lungo la costa palermitana nasceranno 76 stabilimenti balneari.
Soltanto 14 lotti sono destinati agli stabilimenti veri e propri e altri 12 alle aree attrezzate per la balneazione. Le restanti concessioni riguardano funzioni diverse: attività sportive, punti ristoro, aree accessibili agli animali, spazi per giochi e zone ombreggiate, parcheggi, iniziative culturali, spettacoli e aree dedicate alla fruizione ambientale.
Il Piano introduce anche due regole destinate a incidere sulla futura gestione della costa. Uno stesso concessionario non potrà aggiudicarsi più di due lotti, mentre chi gestirà un’area confinante con una spiaggia libera dovrà occuparsi anche della pulizia e del mantenimento del tratto pubblico vicino. Se la porzione libera sarà compresa tra due concessioni, l’onere verrà ripartito tra i concessionari confinanti.
Come potrebbe cambiare Mondello
È proprio nel Golfo di Mondello che le nuove regole assumono il significato più evidente. Oggi gran parte dell’arenile è compresa nella storica concessione della Italo Belga; il PUDM disegna invece un sistema più articolato, nel quale le aree affidate ai privati vengono interrotte da tratti destinati alla fruizione pubblica e affiancate da spazi con funzioni differenti.
Tra Mondello e Valdesi si prevedono infatti lotti destinati agli stabilimenti balneari e aree attrezzate per la balneazione, ma anche uno spazio per l’accesso degli animali, un’area destinata alla fruizione del mare da parte di persone con disabilità e minori, zone per giochi e spazi ombreggiati, solarium terrestri e alcuni corridoi di mare per la messa in acqua e il rientro di piccoli natanti.
Non si tratterebbe, quindi, di eliminare stabilimenti o servizi a pagamento, quanto piuttosto di modificare il rapporto tra le aree affidate ai privati e quelle liberamente accessibili, superando la continuità dell’attuale grande concessione. È questo il «riequilibrio» rivendicato da Maurizio Carta, all’interno di quella che l’assessore alla pianificazione costiera definisce una gestione condivisa dell’«uso collettivo e civico del litorale».
Ma la questione non riguarda soltanto Mondello. L’assessore alla riqualificazione costiera Pietro Alongi sottolinea soprattutto le possibilità aperte sulla Costa Sud, dove i progetti di bonifica e riqualificazione potrebbero essere accompagnati da nuovi servizi, attività economiche e concessioni. Secondo Alongi, l’individuazione dei lotti da mettere a bando dovrebbe contribuire a valorizzare questo tratto della costa e a promuovere le economie locali. Anche in questo caso il nodo sarà evitare che la valorizzazione coincida semplicemente con la privatizzazione di nuovi tratti di mare.
Una firma non basta ancora
La trasmissione della proposta al Consiglio comunale segna dunque un passaggio importante, ma non rende il PUDM immediatamente operativo. L’Aula dovrà prima calendarizzare l’atto, discuterlo e approvarlo. Solo dopo potranno essere avviati i procedimenti necessari per tradurre la nuova organizzazione della costa in bandi e concessioni effettive.
Il Consiglio riceverà lo schema già istruito positivamente dalla Regione insieme alle valutazioni sui 46 contributi presentati da associazioni, operatori e altri soggetti interessati durante la fase di partecipazione.
Resta quindi il nodo dei tempi. Il PUDM arriva in Aula mentre la stagione balneare è già iniziata e continua a essere gestita sulla base di un equilibrio provvisorio. Anche se il Consiglio dovesse approvare rapidamente il Piano, serviranno ulteriori atti prima che i sei lotti immaginati per l’arenile possano essere assegnati e che la nuova alternanza tra concessioni e spiagge libere diventi visibile sulla sabbia.
Nessun effetto immediato sulla stagione in corso: la Mondello Immobiliare Italo Belga continuerà a gestire gran parte della spiaggia fino al 30 settembre, mentre la vicenda giudiziaria seguirà il proprio corso.
La firma degli assessori, dunque, non chiude una vicenda lunga oltre undici anni. Apre, però, una fase decisiva: quella in cui il disegno della costa dovrà passare dalle tavole agli atti amministrativi e, infine, agli spazi concretamente accessibili ai cittadini.
È l’ultimo capitolo di una stagione cominciata nell’incertezza, dopo la decadenza della concessione disposta dalla Regione e la successiva decisione del Consiglio di giustizia amministrativa, che ha consentito alla società di continuare a gestire gran parte della spiaggia fino al 30 settembre. La vicenda giudiziaria non è però definitivamente chiusa e il pronunciamento sul merito è atteso dopo l’estate.
In questo scenario, tra ritardi, ricorsi e una gestione ancora una volta affidata a una soluzione temporanea, negli uffici comunali si prova a decidere come dovrà essere gestito il mare di Palermo quando questa estate sarà finita: gli assessori Maurizio Carta e Pietro Alongi hanno firmato la proposta di delibera per l’adozione del PUDM, il Piano di utilizzo del demanio marittimo.
Dietro questa sigla poco comprensibile c’è, in sostanza, la mappa del futuro della costa palermitana: è il documento che stabilisce quali tratti potranno essere affidati ai privati, quali dovranno restare liberi, dove potranno nascere stabilimenti, aree sportive, punti ristoro, spazi verdi o accessi al mare.
Non è ancora un bando e non assegna oggi nessuna spiaggia. Soprattutto, non cambierà l’organizzazione di Mondello per l’estate 2026. Serve però a stabilire le regole con cui potranno essere affidate le concessioni negli anni successivi, evitando che ogni emergenza venga affrontata all’ultimo momento, senza una cornice generale già approvata.
Dopo un percorso che si trascina da oltre undici anni, la proposta è stata adesso trasmessa al Consiglio comunale, che dovrà calendarizzarla, discuterla e votarla. Soltanto dopo l’adozione dell’Aula e la conclusione dell’iter regionale il Piano potrà diventare pienamente operativo e guidare i futuri bandi.
Lo stop della Ragioneria e la polemica sui ritardi
L’approdo in Consiglio sembrava vicino già da tempo, ma nei giorni scorsi l’iter aveva subito un nuovo rallentamento. La Ragioneria generale aveva restituito la proposta agli uffici perché mancava una valutazione esplicita dei possibili effetti economici, finanziari, patrimoniali e organizzativi per il Comune.
Un passaggio tecnico che aveva immediatamente acceso lo scontro politico. I consiglieri di Controcorrente Giulia Argiroffi e Ugo Forello avevano parlato dell’ennesimo stop a un Piano atteso da anni, sostenendo che ulteriori ritardi avrebbero potuto compromettere anche la possibilità di predisporre per tempo i futuri bandi di Mondello.
L’amministrazione aveva invece ridimensionato il caso, parlando di un’integrazione documentale da completare rapidamente. Il confronto tra gli uffici della pianificazione e quelli della ragioneria ha portato adesso a una nuova formulazione: l’atto chiarisce che il PUDM, da solo, non comporta spese immediate per il Comune, non comporta nuovi costi per il personale e non modifica i programmi di spesa già approvati.
Tradotto: il Piano disegna le regole e individua le aree, ma non obbliga il Comune a spendere subito del denaro. Gli eventuali costi o le entrate derivanti dalle future concessioni dovranno essere quantificati con provvedimenti successivi.
Cosa prevede il Piano
Il PUDM prova a ridisegnare l’uso della costa palermitana, stabilendo per ogni tratto quale funzione dovrà prevalere e quali attività potranno essere autorizzate. Lungo i circa 26 chilometri interessati vengono così individuate spiagge, scogliere, aree naturalistiche, spazi destinati al libero passaggio, solarium, parchi, attrezzature, parcheggi e infrastrutture.
L’obiettivo, nelle parole del sindaco Roberto Lagalla, è dotare Palermo di uno strumento capace di trovare un equilibrio tra «tutela ecologica, adeguate concessioni balneari, ampia e libera fruizione» e presenza di attività ludiche e sportive. Un equilibrio che finora è mancato, lasciando la gestione della costa affidata a concessioni stratificate nel tempo e a decisioni spesso prese senza una visione unitaria.
Dentro questa nuova organizzazione trovano posto i lotti, cioè le porzioni di demanio marittimo già interessate da concessioni o destinate in futuro a esserlo. Nel complesso il Piano ne prevede 76, per una superficie di 258.811 metri quadrati. Non significa, però, che lungo la costa palermitana nasceranno 76 stabilimenti balneari.
Soltanto 14 lotti sono destinati agli stabilimenti veri e propri e altri 12 alle aree attrezzate per la balneazione. Le restanti concessioni riguardano funzioni diverse: attività sportive, punti ristoro, aree accessibili agli animali, spazi per giochi e zone ombreggiate, parcheggi, iniziative culturali, spettacoli e aree dedicate alla fruizione ambientale.
Il Piano introduce anche due regole destinate a incidere sulla futura gestione della costa. Uno stesso concessionario non potrà aggiudicarsi più di due lotti, mentre chi gestirà un’area confinante con una spiaggia libera dovrà occuparsi anche della pulizia e del mantenimento del tratto pubblico vicino. Se la porzione libera sarà compresa tra due concessioni, l’onere verrà ripartito tra i concessionari confinanti.
Come potrebbe cambiare Mondello
È proprio nel Golfo di Mondello che le nuove regole assumono il significato più evidente. Oggi gran parte dell’arenile è compresa nella storica concessione della Italo Belga; il PUDM disegna invece un sistema più articolato, nel quale le aree affidate ai privati vengono interrotte da tratti destinati alla fruizione pubblica e affiancate da spazi con funzioni differenti.
Tra Mondello e Valdesi si prevedono infatti lotti destinati agli stabilimenti balneari e aree attrezzate per la balneazione, ma anche uno spazio per l’accesso degli animali, un’area destinata alla fruizione del mare da parte di persone con disabilità e minori, zone per giochi e spazi ombreggiati, solarium terrestri e alcuni corridoi di mare per la messa in acqua e il rientro di piccoli natanti.
Non si tratterebbe, quindi, di eliminare stabilimenti o servizi a pagamento, quanto piuttosto di modificare il rapporto tra le aree affidate ai privati e quelle liberamente accessibili, superando la continuità dell’attuale grande concessione. È questo il «riequilibrio» rivendicato da Maurizio Carta, all’interno di quella che l’assessore alla pianificazione costiera definisce una gestione condivisa dell’«uso collettivo e civico del litorale».
Ma la questione non riguarda soltanto Mondello. L’assessore alla riqualificazione costiera Pietro Alongi sottolinea soprattutto le possibilità aperte sulla Costa Sud, dove i progetti di bonifica e riqualificazione potrebbero essere accompagnati da nuovi servizi, attività economiche e concessioni. Secondo Alongi, l’individuazione dei lotti da mettere a bando dovrebbe contribuire a valorizzare questo tratto della costa e a promuovere le economie locali. Anche in questo caso il nodo sarà evitare che la valorizzazione coincida semplicemente con la privatizzazione di nuovi tratti di mare.
Una firma non basta ancora
La trasmissione della proposta al Consiglio comunale segna dunque un passaggio importante, ma non rende il PUDM immediatamente operativo. L’Aula dovrà prima calendarizzare l’atto, discuterlo e approvarlo. Solo dopo potranno essere avviati i procedimenti necessari per tradurre la nuova organizzazione della costa in bandi e concessioni effettive.
Il Consiglio riceverà lo schema già istruito positivamente dalla Regione insieme alle valutazioni sui 46 contributi presentati da associazioni, operatori e altri soggetti interessati durante la fase di partecipazione.
Resta quindi il nodo dei tempi. Il PUDM arriva in Aula mentre la stagione balneare è già iniziata e continua a essere gestita sulla base di un equilibrio provvisorio. Anche se il Consiglio dovesse approvare rapidamente il Piano, serviranno ulteriori atti prima che i sei lotti immaginati per l’arenile possano essere assegnati e che la nuova alternanza tra concessioni e spiagge libere diventi visibile sulla sabbia.
Nessun effetto immediato sulla stagione in corso: la Mondello Immobiliare Italo Belga continuerà a gestire gran parte della spiaggia fino al 30 settembre, mentre la vicenda giudiziaria seguirà il proprio corso.
La firma degli assessori, dunque, non chiude una vicenda lunga oltre undici anni. Apre, però, una fase decisiva: quella in cui il disegno della costa dovrà passare dalle tavole agli atti amministrativi e, infine, agli spazi concretamente accessibili ai cittadini.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




