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Festino di Santa Rosalia: teorie e tecniche di sopravvivenza alla bolgia e al caldo di luglio

Se è il tuo primo Festino e non sai bene come comportarti, ecco alcune regole, suggerimenti e indicazioni che potrebbero salvarti la vita. La prima regola è la calma

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 13 luglio 2019

il carro di Santa Rosalia di un'edizione del passato

Se sei un neofita del Festino di Santa Rosalia di Palermo e questo è il tuo primo anno in cui: armato di polase e devozione, stai temperando i tuoi gomiti - come Spartacus - per buttarti a capofitto in mezzo alla folla, questo è il posto giusto per te.

Adesso ti darò, da brava frequentatrice del Festino, un decalogo per sopravvivere al caldo, alla folla e alla vastasaria (maleducazione) dei palermitani.

Se sei sociopatico o soffri di pressione bassa forse è meglio che rimani a casa e ti godi lo spettacolo in Tv a partire dalle 20.15, in diretta su Tgs Rtp e sui canali satellitari 875 e 879 Sky di Viva l'Italia Channel ma anche in streaming su gds.it e su gazzettadelsud.it.

Se sei deciso a scendere in strada innanzitutto ricordati di mantenere la calma (mettiti morbido come quando devi fare la puntura) perché non mancheranno i momenti in cui perderai le staffe tra il caos e il caldo. Metti dei pantaloncini o una gonnellina e una maglietta leggerissima di cotone, le scarpe rigorosamente chiuse perché nella calca ci sono anche tanti passeggini e c'è il rischio che ti salti qualche dito.

In borsa metti una bottiglietta d'acqua fredda e un ventaglio (che in alcune zone, quando ti sembrerà di morire, ti potrebbero salvare la vita).

Se parti dal piano di Palazzo Reale, arriva per le 18, così assisterai al rituale delle confraternite che salutano la Santa e allo svelamento della statua di Santa Rosalia, a questo punto se hai instagram è il momento di relagalare al mondo questa immagine della Santuzza 2019.

Dopo lo svelamento e appena il carro sta per partire spostati subito sul piano della cattedrale, butta un occhio su vicolo Brugnò (ne abbiamo parlato qui) che ne vale sempre la pena, ma non te la runniare (non perdere tempo). Guardando la chiesa posizionati all'estrema destra pronto a fuggire via dopo il passaggio del carro. Finito il passaggio in cattedrale, hai solo un obiettivo: raggiungere i Quattro Canti di città dove ci sarà uno dei momenti topici del Festino, dove si capisce l'umore della città nei confronti del sindaco. Ma andiamo per gradi, tu sei ancora alla cattedrale.

A questo punto ti devi infilare nelle stradine parallele a via Vittorio Emanuele, o prendi a destra o a sinistra, forse meglio a destra scendendo, in via del Protonotaro, attraversa piazza dell'Origlione e entra in via Saladino, poi gira per via Mario Puglia, arriva a piazzetta Sette Fate dove c'è la chiesa di Santa Chiara e continua dritto, attraversa piazzetta Speciale - qui se hai la bottiglietta d'acqua puoi riempirla perché c'è una delle l'ultime fontanelle di acqua pubblica della città (guarda dove sono le altre).

Continua su vicolo Panormita e saluta la santuzza e se vuoi dedicale una preghiera (ne abbiamo parlato qui) costeggia piazza Bologni, continua per via Giuseppe D'Alessi e arrivi in via Maqueda, a questo punto guadagna una posizione favorevole e aspetta.

Goditi lo spettacolo, suderai, molto, pelli impiccicate e tanta confusione, sii paziente, sorridi e pensa al mare, anzi no, a Piano Battaglia a febbraio, innevato.

Finito l'appuntamento ai Quattro Canti, ti devi riposare un po' vai in Vucciria o alla Kalsa e deliziati con qualche prelibatezza tipica come i babbaluci (lumache di terra), o una bella fetta di muluni (anguria) oppure una pollanca, o ancora un pezzo di gelato di campagna. Ma non ti rilassare troppo, ancora ci sono i giochi d'artificio, il simbolo del trionfo del bene sul male, i più fortunati saranno su qualche barca a mare, o sul balcone di qualche palazzo nobiliare di fronte al mare, ecco rammenta che raramente farai parte di queste elite, quindi sii scaltro.

Cerca una location papabile oppure buttati tra la calca al Foro Italico, alza lo sguardo, goditi lo spettacolo e poi vai a casa e partecipa all'evento: Spogghiati e va curcati (spogliati e vai a letto).

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