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Un piccolo posto a Palermo che si accende una volta l'anno: la magia di vicolo Brugnò

Le famiglie che lo abitano adornano il vicoletto in centro storico con luci, fiori e antiche foto per festeggiare Santa Rosalia: un trionfo di colori che incanta i passanti

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 11 luglio 2018

Vicolo Brugnò a Palermo (foto Eugenia Nicolosi)

Già da qualche giorno vicolo Brugnò è in fermento, le famiglie che abitano il piccolo viottolo di fronte la Cattedrale di Palermo stanno sistemando e allestendo a festa per l'arrivo del momento più atteso dell'anno: il Festino di Santa Rosalia.

Ma quest'anno al vivace fermento popolare delle devote famiglie si aggiunge una novità: ci saranno anche dei giovani artisti locali che esporanno le loro opere.

Quest'anno la tradizione e la storia incontra la contemporaneità e i giovani e così degli artisti metteranno in mostra le loro opere accanto ai ricordi, alle foto, alle luci e ai tappeti delle storiche cinque famiglie devote alla "santuzza".

Da circa sessant'anni infatti ogni anno durante il Festino i residenti di vicolo Brugnò costruiscono un altare con la statua di Santa Rosalia ed espongono, attaccate sui muri delle loro case che tengono aperte e della viuzza, foto, cimeli e quadri raccolti nel corso di più di mezzo secolo.

Quest'anno a fare compagnia ai ricordi delle famiglie e alla statua della Santuzza ci saranno anche delle opere di arte contemporanea della neonata associazione Officine dell'Arte di Vittoria Naselli e Giovanna Filippone che hanno organizzato una mostra parallela.

Dal 10 al 15 luglio il vicolo si arricchisce grazie a opere d'arte, foto e due graphic novel a cura di due case editrici palermitane Ideestortepaper e Ex Libris, ovviamente tutto è dedicato e si ispira a Santa Rosalia (mostra visitabile ogni giorno dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20).

Gli artisti che quest'anno esporranno le loro opere sono: Giovanna Filippone, Andrea Fedele, Ciro Calì, Valentina Traina, Ylenia Marino e Caterina Guajana, in esposizione ci saranno anche le foto dei recenti passati festini dell'associazione Turismo Solidale.

Gaetano Mirabella è il genero di Domenico Marraffa che sessant'anni fa diede inizio alla longeva tradizione di vicolo Brugnò.

«Quando mio suocero iniziò aveva una piccola statua della Santa che allestì all'interno di una piccola edicola votiva - racconta Gaetano - poi negli anni ha coinvolto un po' tutti nel vicolo e si sono sentiti partecipi di questo rito, tutti adesso siamo devoti a Santa Rosalia e per noi sono giorni intensi quelli che stanno per arrivare».

«Una ventina di anni fa una signora della via fu ricoverata e chiese una grazia alla nostra Santa, quando uscì dall'Ospedale con la grazia concessa, regalò una statua grande della Santa e ogni anno costruiamo un altare dove esporla tra fiori e piante - continua - Io da venticinque anni do una mano anche se non vivo qui, sono io che costruisco l'altare tra legno e polistirolo».

«Tutto quello che facciamo in questa via per il Festino è autoprodotto - conclude l'uomo - il Comune non ci ha mai dato finanziamenti, con le offerte che raccogliamo durante i giorni del 14 e del 15 li reinvestiamo per l'anno successivo».

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