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Al posto dei rifiuti un'edicola votiva: in centro storico si invoca la "Santuzza"

A Palermo un cumulo di rifiuti rinasce ogni giorno: i ragazzi di un'associazione hanno creato una piccola edicola votiva per dissuadere i residenti sporcaccioni

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 28 maggio 2019

La nuova edicola votiva in vicolo Panormita a Palermo

I palermitani sono un popolo di smemorati, ma forse solo quando si tratta di elezioni, perché quando si tratta di rifiuti invece hanno una memoria pari a quella degli elefanti.

C'è un angolo tra piazza Bologni e via Panormita dove un tempo remoto albergava un cassonetto, è stato rimosso qualche anno fa, ma per alcuni palermitani evidentemente c'è ancora, una sorta di cassonetto immaginario - come nel film Choccolat c'è Pantufl, l'amico immaginario di Anouk, la figlia di Vianne (interpretata da Jiuliette Binoche) - e continuano a sorgere cumuli di rifiuti, che vengono puntualmente messi anche dentro una piccola finestrella che c'è su via Panormita.

Ecco, nel film Choccolat quando Vianne decide di smettere di girare il mondo e di stabilirsi a Lansquenet, sparisce l'amico immaginario di Anouk. Forse - forse - adesso anche anche il cassonetto immaginario a Palermo sparirà, grazie all'intervento provvidenziale di Santa Rosalia. È spuntata infatti una piccola edicola votiva con una statuetta della "Santuzza", una pianta e una targa con scritto: "Santa Rosalia liberaci dalla munnizza".

«Lavoro a Palazzo Alliata e quotidianamente posteggio a piazza Casa Professa e risalgo verso il palazzo con sede a piazza Bologni prendendo da Salita Raffadali e poi vicolo Panormita - racconta Filippo Sapienza, vicepresidente dell'associazione Palazzo Alliata di Villafranca Onlus - e vedo un sacco di turisti passare da quella via e fotografare i cumuli di munnizza che rinascono ogni giorno. Spesso abbiamo pulito noi stesso sia la finestrella chè quello scorcio seppellito dai rifiuti ma non serve a niente».

Così, armati di buona volontà, lui insieme a Italia Messina e Marzia Cillari, hanno deciso di far nascere una piccola edicola votiva dentro quella finestrella invasa dai rifiuti. «La finestrella è alta e praticamente chi gira di là ha i rifiuti in faccia - aggiunge Filippo - è uno scempio per i tanti turisti che prendono quella strada per andare al Mercato di Ballarò o a Casa Professa. Speriamo che la santuzza disincentivi gli incivili e se sarà così ne metteremo altre per dissuadere la gente a buttare l'immondizia ovunque».

«Prima i turisti fotografavano l'immondizia - conclude Filippo - adesso fotografano la Santuzza. Speriamo bene».

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