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Giulia Mei canta l'amore per la sua Palermo: la Santuzza protagonista del nuovo videoclip

Il brano "S. Rosalia" racconta, attraverso gli occhi dell’attore protagonista, il senso di enorme vuoto di chi perde qualcuno che ama e lo cerca disperatamente tra i ricordi

Balarm
La redazione
  • 21 dicembre 2021

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Si intitola "S. Rosalia" il nuovo singolo di Giulia Mei - disponibile in digitale e in rotazione radiofonica - dedicato all’amore della cantautrice verso la sua città, Palermo.

Il videoclip, girato dal Lino Costa, racconta attraverso gli occhi dell’attore protagonista il senso di enorme vuoto di chi perde qualcuno che ama e lo cerca disperatamente tra i ricordi, fino a estraniarsi dalla realtà e lasciarsi totalmente trasportare da essi.

«È un sogno d’amore quello che voglio raccontare in questo video - spiega Giulia - e non ho voluto omettere nulla, nemmeno la carnalità più autentica, perchè quella fa parte dei ricordi di chi ha amato profondamente e vuole rivivere quei sentimenti anche solo per un istante.

Così l’attore protagonista si rigetta anima e corpo nel proprio passato, lo ricostruisce con la forza della nostalgia e ci fa l’amore in maniera folle, disperata, prima di ripiombare nel vuoto della realtà: lei non c’è e non tornerà più».



Il brano "S.Rosalia", grazie al quale la cantautrice palermitana si è aggiudicata, nel marzo scorso, la vittoria del premio "Genova per Voi" e della Targa Siae per la migliore autrice, traguardo che le ha permesso di firmare un contratto editoriale con Universal Music Publishing Ricordi, è una malinconica ballata indie pop.

Nel brano il synth pop e le atmosfere vintage delle tastiere si mescolano al sound rock di chitarre distorte, suoni morbidi e duri si sovrappongono per raccontare l’amore dell’autrice per la propria città, ma anche la nostalgia di chi si allontana da lei, come chi dice arrivederci a un amore, e non vorrebbe mai.

«Ho scritto questo brano un paio di anni fa, il giorno del festino di Santa Rosalia, la santa patrona di Palermo, prima della pandemia, quando il festino era l'incredibile festa folkloristica fatta di gente che ogni 14 luglio si riversa per strada per accompagnare il carro della "santuzza” dai Quattro Canti alla Cattedrale, mangiare simienza e aspettare i fuochi d'artificio della mezzanotte. Volevo raccontare quegli odori, quelle strade, quei posti, quella gente.

Di lì a poco sarei partita per trasferirmi in una nuova città, allontanandomi da due amori, la persona a cui ero (e sono ancora) legata sentimentalmente e lei, Palermo, amica e nemica di tutta una vita.

Così ho preso in mano la penna e ho cominciato a scrivere tutto, raccontare quel senso di inadeguatezza e di solitudine di chi vorrebbe restare, ma non può, di chi sa che ovunque vada si volterà sempre indietro a ricordare, e non c'è rimedio, perchè la vita "ti rompe il culo" e, proprio come Palermo, "non è fatta per i deboli di cuore"».

Il brano è stato registrato all'Indigo Studio di Palermo e la produzione, il mix e il mastering sono a cura di Fabio Rizzo e Donato di Trapani (già al lavoro con artisti quali Dimartino, Paolo Nutini, Eugenio in Via Di Gioia, Nicolò Carnesi e molti altri). Hanno collaborato Donato Di Trapani al pianoforte e alle tastiere (suonate in parte dalla stessa Giulia), Vittorio Di Matteo e Fabio Rizzo alle chitarre, Ferdinando Piccoli (batteria) e Massimo Provenzano (basso).
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