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Ha curato intere generazioni di marsalesi: la città a lutto dice addio a Ugo Forti

Apriva presto, sempre. Come se il tempo non gli appartenesse davvero, come se fermarsi non fosse mai stato previsto. Anche quando gli anni avanzavano

Jana Cardinale
Giornalista
  • 4 maggio 2026

Il medico di Marsala Ugo Forti

C’è una luce che a Marsala si accendeva prima delle altre. Era quella di uno studio in via Curatolo, all’alba, quando la città era ancora ferma nell’attesa del giorno e qualcuno già bussava, con un dolore da raccontare o una speranza da affidare. Dietro quella porta, per oltre settant’anni, c’era sempre lui. Ugo Forti non era solo un medico, era un’abitudine rassicurante, una presenza che attraversava le vite come un filo sottile e resistente.

Generazioni intere sono passate da quella sedia, portando con sé malanni, paure, ma anche fiducia, e uscivano quasi sempre più leggere. Classe 1930, nato lontano ma profondamente radicato qui, a Marsala, ha vissuto abbastanza a lungo da diventare parte del paesaggio umano della città, come una piazza, come un nome che non ha bisogno di spiegazioni.

Apriva presto, sempre. Come se il tempo non gli appartenesse davvero, come se fermarsi non fosse mai stato previsto. Anche quando gli anni avanzavano, anche quando la stanchezza avrebbe potuto chiedere spazio, lui restava, fedele a un gesto antico: curare. Si dice abbia visitato centinaia di migliaia di persone, ma i numeri, in fondo, non bastano. Non raccontano le mani strette, gli sguardi incrociati, le parole dette piano per non spaventare. Non raccontano chi non poteva pagare e veniva comunque accolto, non raccontano la fiducia. Perché la sua medicina era fatta anche di questo: presenza, ascolto, umanità.

E poi la voce. Non solo quella dei pazienti, ma anche quella della lirica, che amava e studiava, accompagnando artisti e proteggendo quel fragile strumento che è il canto. Come se, in qualche modo, curare significasse anche custodire la bellezza. Si è fermato solo nel 2024. Costretto, più che convinto. Gli occhi che per una vita avevano osservato, diagnosticato, rassicurato, avevano chiesto tregua, e lui, con la semplicità che lo ha sempre contraddistinto, aveva scritto: «Ritengo di aver svolto la mia missione». Missione: una parola che oggi suona esatta. Perché ci sono mestieri che si esercitano, e altri che si incarnano.

Ugo Forti è stato uno di quelli che diventano ciò che fanno, e oggi che quella luce si è spenta, e la porta è chiusa, il silenzio che ha preso il posto delle attese, delle voci, dei passi, pesa moltissimo, ma nelle case di Marsala, nei ricordi sparsi tra le generazioni, qualcosa resta acceso. Un gesto, un consiglio, una visita mai negata. E forse è proprio questo che lascia: non solo la memoria di un medico, ma l’eco di un modo di esserci: discreto, instancabile, umano.

Marsala è in lutto per la sua scomparsa e vive il suo nome, in città, come sinonimo di cura, fiducia e presenza costante. Otorinolaringoiatra, era nato a Rabat il 26 marzo 1930 da padre marsalese e madre francese. Laureatosi giovanissimo, a soli 23 anni, aveva iniziato subito a esercitare, dando avvio a una carriera destinata a intrecciarsi profondamente con la vita di generazioni intere di marsalesi. A rendere unica la figura di Ugo Forti non è stata soltanto la straordinaria longevità professionale. Per molti, è stato prima di tutto un punto di riferimento umano: non ha mai smesso di credere nel valore del rapporto diretto con il paziente, mettendo sempre la persona al centro, prima ancora della patologia. Le sue diagnosi erano certezze, punti fermi in cui i pazienti trovavano fiducia prima ancora che cura.

Non era solo precisione clinica: era attenzione, era memoria, era la capacità di leggere nelle persone oltre i sintomi. E lo è stato fino alla fine, anche nei momenti più difficili per tutti. Durante la pandemia, quando la paura sembrava prendere il sopravvento, non ha mai esitato a esporsi, a difendere con chiarezza e responsabilità il valore dei vaccini, invitando i suoi pazienti a proteggersi, a fidarsi della scienza, a non cedere all’incertezza.

Era il suo modo di continuare a fare ciò che aveva sempre fatto: prendersi cura. Nel 2023 il Comune di Marsala gli aveva conferito il riconoscimento di “cittadino meritevole”, un omaggio simbolico a una figura che era già patrimonio collettivo della città. Con la sua scomparsa, Marsala perde non solo un professionista stimato, ma un pezzo della propria identità, perché se ne va un uomo che ha incarnato un’idea di medicina come missione, prima ancora che come mestiere.

E mentre il suo studio di via Curatolo rimarrà chiuso, resta assolutamente viva la memoria di un medico che, per decenni, è stato per tanti un approdo sicuro. Tra i messaggi di cordoglio, quello più diffuso è anche il più semplice: grazie. Un esempio che resta, oltre il tempo, per la sua umanità e per ciò che ha rappresentato. Marsala non lo dimenticherà. I funerali saranno celebrati martedì 5 maggio alle ore 16.00 nella Chiesa Madre a Marsala, in Piazza della Repubblica.
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