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I misteri del cielo (siciliano): chi è l'archeo astronomo che ci porta tra le rocce per scoprirli

Se volete conoscere il cielo brillante in Sicilia, capire cosa avete sulla testa camminando tra le stelle pur restando a terra e scoprire come queste hanno ispirato l’uomo fin dalla preistoria, allora dovete cercare lui...

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 8 giugno 2022

Se volete conoscere il cielo brillante in Sicilia, capire cosa avete sulla testa camminando tra le stelle pur restando a terra e scoprire come queste hanno ispirato l’uomo fin dalla preistoria, allora dovete cercare Andrea Orlando, archeo astronomo siciliano che dall’Astrofisica ha scelto di transitare all’Archeo astronomia puntando allo studio dei fenomeni più con il cuore da scienziato che con il solo occhio.

Un cuore da sognatore romantico – qualità imprescindibile dalla ricerca che rende ad ogni scienza la sua giusta dimensione umana - che si è staccato dal calcolo matematico dei satelliti e ha iniziato ad orbitare appassionatamente dentro le radici celesti della sua terra.

Pur restando con i piedi per terra vi porterà dove non avreste mai immaginato di arrivare: certo ci vuole una buona dose di fantasia nell’ascoltarlo per spostarsi indietro nel tempo e in alto verso le costellazioni, ma per tutto il resto si rimane dove si è, in luoghi ancora esistenti e autentici molto meno lontani di quanto pensiamo e a casa nostra.
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Immaginatevi da qualche parte in Sicilia – dove esattamente lo scoprirete più avanti - in una sera senza luna al buio, il cielo sopra di voi è picchiettato da quella miriade di punti luminosi che chiamiamo genericamente stelle, in silenzio e lontano dalla città dove la luce dei mille fari accesi ingombra ogni cosa.

È lui stesso a farci notare che “il cielo bellissimo e il lontanissimo infinito che sovrasta le nostre teste e che guardiamo con gli occhi all’insù è un paesaggio a tutti gli effetti di cui raramente ci accorgiamo o interpretiamo in questo ambito, pur restandone incantati ci limitiamo solo allo sguardo senza sapere cosa stiamo effettivamente guardando e che parte della meravigliosa storia del mondo scritta dall’uomo proviene dall’osservazione di questo scintillio”.

Un ambito assolutamente affascinante se consideriamo che tutti più o meno alzando gli occhi al cielo ci siamo fatti qualche domanda e in questo si incardina la brillante intuizione di Andrea, che guida appassionati e curiosi alla scoperta del cielo come parte integrante del territorio siciliano, un’escursione tra astri e terra, tra pietre e cielo, tra racconti e leggende che trovano una profonda radice di verità e nell’Archeo astronomia vedono la giusta applicazione, collegando l’ambito etno antropologico con quello astrofisico, insieme allo studio della storia e dei luoghi dove questa si manifesta.

Chiediamo a lui cosa di cosa tratta l’Archeo astronomia: «L’Archeoastronomia - spiega - è la scienza multidisciplinare che studia gli orientamenti astronomici di antichi monumenti in funzione di fenomeni celesti come il sorgere ed il tramontare del Sole e della Luna, gli equinozi, i solstizi e le eclissi.

In breve: osserva e scopre come l’interpretazione dell’orientamento delle stelle rappresentate sulla terra descriva una mappa di paesaggio disegnata dall’uomo quando questo guardando il cielo, lo interpretava per organizzare tutta la sua vita: i riti e le celebrazioni, edificazione di luoghi di vita, di culto e funerari, le semine e i raccolti, i sodalizzi e le guerre come leggere i funesti presagi o fausti eventi.

Quello che noi interpretiamo come semplice antropizzazione di un luogo, spesso ha anche una origine fondata sull’osservazione dei movimenti stellari, sui cicli, ai quali scientemente le popolazioni guardavano per orientare le costruzioni, la pianificazione di molti insediamenti avvenne tenendo conto dell’orientamento astronomico come nello scandire del quotidiano durante le stagioni».

L’archeo astronomia esce dall’occhio lungo del telescopio osservando come le stelle abbiano influenzato la vita di popoli e su questa osservazione abbiano fondato intere civiltà.

Continuando Andrea ci spiega che “l'archeoastronomia unisce insieme i beni culturali, la storia, l’archeologia, l’astronomia e ricrea in questo tutt’uno un visione molto più ampia e profonda del territorio e del suo paesaggio, l’osservazione diventa più profonda e chiara, rimette in sesto il rapporto tra l’uomo e la sua natura, riannoda i fili di un lungo racconto che è proprio il caso di dirlo si svolge “a cielo aperto”, fornisce una chiave di lettura spesso nuova e inaspettata di molti e importanti luoghi e beni architettonici antichissimi.

Il contesto crea una forte impressione e ha una notevole presa sui visitatori che vengono proprio attratti da questa dimensione ancestrale, rivelando quanto sia sopito ma ancora presente il legame tra uomo e cielo.

Tornando al principio quali sono i luoghi che in Sicilia rimandano a questa dimensione? «il sito preistorico della Muculufa è tra questi luoghi o ancora il sito naturalistico dell’Argimusco, l’altipiano rupestre che sorge nei pressi di Montalbano Elicona, ma anche l'insediamento rupestre di Rocca Pizzicata, il tempio ciclopico sulla Rocca di Cefalù, il dolmen di Mura Pregne, il kothon ed i templi di Mozia, le necropoli con tombe a pozzetto di Thapsos, le tombe a grotticella ed i palmenti rupestri della Valle dell'Alcantara».

Proprio a proposito di questi ultimi Andrea ce ne racconta l’importanza «in Sicilia il rapporto tra la vite e l’uomo è davvero atavico, l’abbondanza di palmenti rupestri – vasche di pietra scavate nella roccia che servivano per la pigiatura delle uve e racconta del mosto – la cui presenza è in più parti dell’isola, evidenzia come questa coltura rappresenti una vera e propria cultura, che abbraccia un contesto denso di significati.

In Sicilia si utilizzava la vita selvatica fino a prima dell’arrivo dei Greci che introdussero la coltivazione della vite e di alcuni vitigni importati che generarono un incremento della produzione del vino».

Da qui nasce il suo wine trekking tra visite guidate e degustazione di vini “Il vino nella roccia” la cui idea non è l’ennesimo evento dedicato al mondo del vino ma una vera esperienza alla scoperta delle origini dei luoghi che sul territorio hanno scritto la storia di saperi arrivati fino ad oggi.
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