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I segreti di Palazzo d'Orleans: la stanza nascosta che smista le comunicazioni

Come una stanza segreta, i cui ospiti sono pronti a entrare in azione quando c’è un’emergenza: È la “batteria” di Palazzo d’Orleans, un luogo semi sconosciuto

Dario La Rosa
Giornalista
  • 13 settembre 2018

Una delle stanze di Palazzo d'Orleans a Palermo

Come una stanza segreta, i cui ospiti sono pronti ad entrare in azione quando c’è un’emergenza o, più semplicemente, c’è da mettere in connessione i potenti di mezzo mondo.

È la “batteria” di Palazzo d’Orleans, un luogo semi sconosciuto ma di grandissima utilità.


Questa stanza del palazzo sede della presidenza della Regione Siciliana è in realtà un centralino molto particolare che resta attivo giorno e notte per consentire, non solo i contatti quotidiani fra gli organi istituzionali, ma soprattutto per poter gestire eventuali emergenze.

Chiamata così perché le prime stazioni di comunicazione fra gli apparati dello Stato erano alimentate a batteria, la struttura di Palazzo d’Orleans conta quattordici dipendenti che, a turno, possono riuscire a mettersi in contatto con mezzo mondo.

Qualche numero? In rubrica ce ne sono ben oltre cinquantamila, roba da far andare in palla anche Gmail.

«C’è una emergenza meteo? - raccontano in un tranquillo pomeriggio - in facciamo in modo di contattare il sindaco a costo di rintracciare lo zio, il nonno o anche i carabinieri come è capitato in qualche occasione».

Già, perché in un posto come questo, in cui assessori e presidenti delle varie regioni possono mettersi in contatto tra loro, ne succedono di cotte e di crude.

«Capita che qui ci scambino per un elenco telefonico vivente - scherzano - Una volta ad esempio, i professori di una scuola non riuscivano a rintracciare il preside e hanno chiesto il nostro aiuto».

Paradossi e non che vanno a braccetto anche col gossip: «Non basta l’infinita rubrica che abbiamo, serve conoscere le connessioni, le amicizie, mogli, parenti e via dicendo».

«Se serve - continuano - qui dobbiamo essere in grado di mettere le persone che detengono ruoli istituzionali in comunicazione».

Una realtà poco nota ai non addetti ai lavori, inserita in un contesto dal grande fascino come può essere questo palazzo eretto nel Settecento, oggi fra i simboli della politica siciliana.

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