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Il "Bier Garten", tra concertoni e serate: un tuffo nel tempio delle notti belle di Palermo

Facciamo un tuffo nel passato, su quel palco che ha ospitato i più grandi artisti italiani e stranieri. Perché al Bier Garten andavano veramente tutti, a prescindere dall’età

Elena Cicardo
Digital strategist
  • 20 maggio 2021

Il Bier Garten a Palermo

Era una vecchia cascina del 1860, uno spazio enorme e affascinante lungo viale della Regione Siciliana Nord Ovest, completamente abbandonato al degrado più totale, quando Francesco Costanzo insieme a Salvo Messina e gli altri due ragazzi del “Molo13” se ne innamorano e decidono di creare lì quello che fino a una decina di anni fa è stato il tempio della vita notturna di Palermo.

Quattromila e cinquecento metri quadrati che, dopo un enorme investimento di ristrutturazione, sono diventati il luogo d’elezione dei concerti più entusiasmanti della città.

Francesco si è sempre occupato di musica e spettacoli, prima di essere una figura di riferimento nel mondo del jazz, tra festival e rassegne, era un tecnico di TGS. Nel 1994 dà vita al “Bier Garten”.

«A Palermo in quel periodo non c’era molto e io avevo l’età giusta per fare questo tipo di pazzie», ci racconta. L’idea iniziale, come rivela già la scelta del nome, era quella di creare una grande birreria.



«Per i primi due anni è stato questo, una birreria all’interno della quale la gente poteva mangiare qualcosa e in cui organizzavamo dei concertini», racconta ancora.

Ma il posto, anche per la sua notevole capienza, si prestava a diventare quello che effettivamente è diventato negli anni: il luogo di elezione dell’intrattenimento e dei concerti, e poi anche delle serate dance, grazie anche a Maurilio Prestia, un’istituzione in ambito musicale e degli eventi, scomparso nel 2016, e a Nuccio La Ferlita dell'agenzia catanese Puntoeacapo.

Dato il via ai grossi concerti con sbigliettamento, il palco del Bier Garten ha ospitato i più grandi artisti italiani e stranieri e gli eventi più popolari, come le partecipatissime serate MTV.

La Bandabardò, gli Africa Unite, i Sud Sound System, i 99 Posse, i Meganoidi, i Punkreas, Fabri Fibra, gli Afterhours, i Negrita, Jarabe de Palo, un’ospitata di Vasco Rossi, gli Apparat, i NOFX e moltissimi altri memorabili live riempivano tutto il parcheggio.

E poi le serate dance, la discoteca. Anche in questo caso il posto si prestava benissimo e l’affluenza pazzesca era garantita con grandi dj internazionali che hanno inventato la musica house nel mondo, come Tony Humphries e Frankie Knuckles, e italiani, come Claudio Coccoluto e Marco Trani.

Le serate al Bier Garten erano così popolari che il locale usciva tra le cinque realtà più importanti d’Europa su Trend Discotec, una nota rivista sulla night life italiana, oltre a finire con un’intervista allo stesso creatore all’interno della trasmissione televisiva “Domenica In”.

«Avevamo numeri altissimi, anche a livello di consumi, abbiamo messo persino i fusti di birra gratis in qualche occasione. C’era un movimento incredibile, era un periodo molto fiorente per la città», ricorda ancora Francesco che si occupava prevalentemente della parte artistica, affiancato alla regia da Simone e Pierluigi Domino e con collaborazioni esterne di Valerio Briulotta di Terza Riva.

Il pubblico era eterogeneo, al Bier Garten andavano veramente tutti, a prescindere dall’età. Lì finivano per esempio anche tutti gli atleti del grosso evento che si svolgeva a Mondello, il “Windsurf World Festival” organizzato da Vincenzo Baglione con la direzione artistica di Maurizio Giglio (in arte Mauriziotto) e l'organizzazione delle serate danzanti a cura di Renato Randazzo.

«Organizzavamo anche delle serate jazz che sono sempre state la mia passione - continua Francesco che negli anni successivi, insieme a Toti Cannistraro, ha aperto nel centro storico di Palermo il Tatum Art, e da qualche anno organizza il festival “Jazz sotto le stelle”.

Con Sergio Algozzino e Anna Zito abbiamo organizzato grandi jam session nel corso della rassegna “In the rock” in cui si alternavano oltre 30 presenze, con serate a tema anni Sessanta o Settanta per esempio».

Ma non solo, il Bier Garten era il posto perfetto per organizzare qualsiasi cosa richiamasse la presenza di tanta gente, motivo per cui è stato il primo in Sicilia a fare provare ai palermitani e non solo l’adrenalina del bungee jumping, chiudendo persino l’autostrada.

E poi si alternavano per suonare le band locali, con ospiti d’eccezione come Poggipollini, il chitarrista di Ligabue, Andrea Braido, il chitarrista di Vasco Rossi, Lele Melotti e tantissimi altri, le scuole di musica si spostavano lì per i concerti dopo le masterclass con gli artisti, si organizzavano persino spaghettate, tanto che a Francesco i clienti dicevano «tu non apri locali, apri case in cui ci sentiamo a nostro agio».
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