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Il business dei rifiuti minaccia il turismo: un Comune siciliano lotta per il paesaggio

A Terrasini (in provincia di Palermo) per volontà della Regione dovrebbe sorgere a breve un impianto di stoccaggio e compostaggio privato: "evidenti gli interessi economici"

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 2 aprile 2019

Si torna a parlare di salvaguardia ambientale e di gestione di rifiuti in Sicilia dove a Terrasini (in provincia di Palermo) per volontà della Regione dovrebbe sorgere a breve un impianto di stoccaggio e compostaggio privato in contrada Paterna - Zucco.

Il centro (inserito nel piano rifiuti della Regione) dovrebbe nascere dove attualmente c'è un terreno agricolo, dove dapprima si era parlato della nascita un semplice impianto di raccolta di "sfalci di potatura", poi il progetto si è ingrandito in modo anomalo.

Ma praticcamente tutti i residenti di Terrasini, compreso il sindaco, la giunta e il consiglio comunale sono contrari e c'è stata una vera e propria levata di scudi in difesa del territorio.

Dopo aver appreso la notizia alcuni mesi fa è sorto un comitato per la salvaguardia del Territorio di Paterna - Zucco con presidente Beatrice Gozzo, un luogo ad alta vocazione turistica e paesagistica (a pochi km da lì ci sono due villaggi turistici: Città del Mare e La Perla del Golfo che ha anche dato un contributo economico al comitato) e con tanti campi agricoli coltivati in biologico che esportano in tutta Europa come L'Orto di Nonno Nino che dista appena 500 metri.

A Terrasini, il nuovo impianto disterebbe un chilometro e mezzo dalla borgata agricola di Parrini, pochi metri di distanza lo separerebbero anche dal corso d'acqua e da alcuni siti archeologici.

Così mossi dalla rabbia e dalla paura di vedere distrutto uno dei territori più belli della zona il Comitato ha lanciato una raccolta firme e presentato un ricorso al Tar di Palermo (la decisione il 4 aprile 2019) contro la costruzione di questo nuovo impianto.

Intanto il Comune (prima favorevole all'impianto, previo poi cambiare idea), si è schierato contro il centro e ha presentato un parallelo ricorso al Tar.

«Ritengo la costruzione di questo centro nefasta per tutta Terrasini - dice Angelo Censoplano, 86 anni, uno dei residenti della zona in cui coltiva anche limoni biologici - perché la lavorazione di questi rifiuti è una cosa negativa, sono sicuro che la Regione non ha valutato bene».

«Questo centro di compostaggio e stoccaggio non lo vuole nessuno. Un solo cittadino è favorevole per evidenti interessi economici, lui è il proprietario del terreno su cui dovrebbe sorgere l'impianto ma tutto il resto della comunità locale è contrario - spiega - Noi andremo avanti nella lotta contro la costruzione di questo impianto ci appelleremo all'articolo 123 del codice penale e chiederemo il risarcimento danni».

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