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Il centro di via La Loggia, camper a Ballarò e Vucciria: il piano anti-crack a Palermo

Una piaga sociale che miete (troppe) vittime, soprattutto giovani. Tra unità mobili e un centro attivo h24: come funziona la rete per la cura della dipendenza da crack

Anna Follari
Giornalista
  • 9 gennaio 2026

“La cura crea indipendenza”, scriveva su uno striscione il comitato Sos Ballarò. Una piaga sociale che attraversa i vicoli della città e continua a mietere vittime ha un nome, con un nome ben preciso che Palermo conosce bene: il crack. Un primo passo avanti era già stato fatto il 25 settembre 2024, quando l’Assemblea regionale siciliana aveva approvato all’unanimità il disegno di legge 551 sulla prevenzione e cura delle dipendenze patologiche: oggi si passa al piano operativo.

La legge regionale ha portato all’attivazione di nove strutture residenziali ad “alta soglia” per ciascuna provincia, destinate ai casi più complessi di dipendenza. I centri garantiscono assistenza continuativa 24 ore su 24 e offrono percorsi strutturati di supporto sanitario, psicologico, sociale ed educativo. Parallelamente l’Asp di Palermo, sul fronte dei servizi di bassa soglia, ha messo a disposizione delle unità mobili per un primo aggancio e supporto dell’utente direttamente sul territorio.

«A Palermo il centro ad alta soglia si trova in via La Loggia ed è attivo dal 26 gennaio 2024 – spiegano dalla Regione – è operativo tutti i giorni h24, presenta 12 posti letto e un’equipe specializzata composta da professionisti di vari settori: medici, psicologi, psichiatri, assistenti sociali, educatori sanitari, infermieri e Oss (operatore socio sanitari ndr). Opera in continuità assistenziale con i Serd (servizi per le Dipendenze patologiche) e le comunità terapeutiche presenti sul territorio. Sono stati effettuati 261 inserimenti con un indice di occupazione posti letto del 90%».

Una risposta concreta che solleva centinaia di famiglie che quotidianamente combattono con un demone che necessita di un intervento strutturato, altamente qualificato, ma soprattutto immediato.

«Non ci limitiamo alla cura, ma accompagniamo le persone in un vero e proprio percorsi di rinascita che passa anche dal reinserimento lavorativo – afferma il presidente della Regione, Renato Schifani – Continueremo a monitorare attentamente l’operatività della rete e a intervenire se emergeranno criticità».

Un altro servizio sul territorio è rappresentato dalle unità mobili, strategia che permette di incontrare le persone nei luoghi di consumo, prendendo un primo contatto con loro ed eventualmente avviare un percorso di guarigione: «L’unità mobile lavora dal lunedì al sabato, sei ore al giorno – afferma Giampaolo Spinnato, direttore dell’Unità operativa complessa Dipendenze e Patologie dell’Asp di Palermo – il servizio è attivo prevalentemente in prima circoscrizione, con particolare attenzione a Ballarò, area dove l’incidente del fenomeno è più alta, ma anche alla Vucciria e all’interno del perimetro della circoscrizione».

L’unità mobile dispone al proprio interno di siringhe sterili e materiali per medicare ferite, utilizzati sia per ridurre i rischi immediati per la salute sia come strumento di primo contatto e aggancio: «Non aspettiamo che vengano da noi – sottolinea Spinnato – siamo noi ad andare direttamente sul territorio. Doniamo acqua e bevande che diventano anche occasione di relazione, fondamentali per avviare un primo dialogo con loro».

Quando si crea un rapporto di fiducia, l’intervento si fa più strutturato. «Nel momento in cui conosciamo le persone, iniziamo a lavorare sulla cura di sé. Le accompagniamo per esami di salute e screening delle patologie infettive e, se si apre lo spazio, costruiamo un percorso di accompagnamento».

I pazienti vengono così inseriti in programmi che coinvolgono psicologi, educatori, infermieri dell’Asp, mediatori culturali e “peer specialist”, operatori che hanno vissuto in prima persona l’esperienza della dipendenza e hanno completato un percorso terapeutico.

Il sistema è destinato a rafforzarsi ulteriormente.«Siamo in una fase di transizione – annuncia Spinnato – e sono previste nuove progettualità che amplieranno l’offerta».

Entro i primi sei mesi dell’anno partiranno due ulteriori unità mobili, oltre a un servizio notturno nei fine settimana, per intercettare una popolazione ancora più ampia nelle fasce serali.

Sono inoltre previste strutture fisse, tra cui un dormitorio dedicato alle persone che vivono in strada e un drop-in (struttura di accoglienza per persone fragili) diurno che offrirà pasti, spazi per riposarsi e attività ricreative. Il tutto in sinergia con il Comune di Palermo, con l’obiettivo di rafforzare soprattutto gli interventi diurni e mattutini nei luoghi di aggregazione.

La legge regionale prevede un percorso completo che accompagna le persone prese in carico anche nel reinserimento nel mondo del lavoro. Entro gennaio, infatti, sarà pubblicato un bando del valore di 4 milioni di euro, grazie a risorse del Fondo sociale europeo, che consentirà a circa 550 giovani di beneficiare dei progetti finanziati dalle Agenzie per il lavoro, completando così il processo di recupero e inclusione sociale.

«Ho seguito personalmente l'attuazione di questa legge che abbiamo fortemente voluto e che oggi dà risposte concrete a tante famiglie siciliane - dice il presidente della Regione, Renato Schifani - Si tratta di un sistema complesso che ha richiesto il coordinamento di diversi enti, ma oggi possiamo dire di avere raggiunto il risultato. Con questa rete presente in tutte le province siciliane non ci limitiamo alla cura, ma intendiamo accompagnare le persone in un vero percorso di rinascita che passa anche attraverso il reinserimento lavorativo.

È questa la strada che vogliamo seguire, quella di una politica sociale concreta che non lasci indietro nessuno. Ma il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a seguire attentamente l'operatività della rete e siamo pronti a intervenire tempestivamente qualora dovessero emergere criticità».
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