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Il Coronavirus resiste su alcune superfici: ecco gli oggetti a cui prestare attenzione

Sia fuori che in casa con le mani tocchiamo continuamente oggetti e superfici che sono raccoglitori "naturali" di germi e batteri, potenziali veicoli di trasmissione del contagio

Nicoletta Fersini
Giornalista e fotografa
  • 24 marzo 2020

Con le mani facciamo praticamente tutto, le nostre vite sono scandite da una miriade di gesti talmente automatici da diventare banali. Il Coronavirus, però, ci sta insegnando a riconsiderare tutto, a cominciare dalla nostra "normalità".

Stiamo "toccando con mano" come durante una pandemia nulla resta immutato, ci vien detto di essere previdenti e di fare ognuno la propria parte ad esempio con tutte quelle piccole e semplici pratiche igieniche che dovrebbero far parte della vita di ognuno (Coronavirus a parte): lavare bene le mani, utilizzare detergenti a base di alcol, stare alla giusta distanza gli uni dagli altri per citare soltanto quelle basilari.

Pensiamo a una giornata "tipo". Anche con tutte le restrizioni del caso non mancano le occasioni di usare le mani: ci dobbiamo occupare della spesa o di acquistare i giornali in edicola, apriamo e chiudiamo porte e stipetti in casa, stiamo ore intere a smanettare con lo smartphone o magari lavoriamo al pc.



Già in una brevissima carrellata immaginaria di azioni quotidiane vediamo quanti sono gli oggetti comuni con cui entriamo a contatto e a cui dobbiamo fare molta attenzione perché si tratta di raccoglitori "naturali" di germi e batteri, dunque potenzialmente anche di microrganismi proprio come il Coronavirus che è stato dimostrato possa sopravvivere alcune ore sulle superfici.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, ovvero i centri americani per la prevenzione e il controllo delle malattie che hanno il compito di sorvegliare, prevenire e suggerire gli interventi più appropriati in caso di contagio diffuso ed epidemie, una delle principali fonti di potenziale contagio sono le monete e le banconote.

Non è di certo una novità che i soldi siano portatori di microrganismi di ogni genere, anche perché si tratta forse degli oggetti che più di tutti gli altri passano continuamente di mano in mano, da persona a persona.

In Cina il governo ha deciso non a caso di ricorrere a misure che all'apparenza sembravano esagerate. Dal 17 gennaio, infatti, le banche hanno ricevuto l’ordine di sterilizzare il denaro contante prima di diffonderlo tra i clienti tramite la disinfezione a raggi ultravioletti e ad alte temperature e addirittura quando si è avuto il picco dei contagi da Coronavirus ha pensato perfino di bruciare o distruggerne in quantità.

È dimostrato che i virus resistono in modo particolare su superfici e oggetti in plastica o acciaio, perciò facciamo attenzione alle maniglie e ai tubi d'appoggio dei mezzi pubblici, ma anche ai carrelli del supermercato, per cui è consigliato munirsi di guanti usa e getta per entrarvi a contatto.

Quanto tempo trascorriamo con i cellulari in mano, specialmente adesso che si sono ridotte le nostre occasioni di svago. Bene, anche i dispositivi dotati di touchscreen sono un potente veicolo di microrganismi e gli smartphone prima di tutto ma anche i pc e i tablet vanno puliti e disinfettati spesso (sempre utilizzando prodotti a base di alcol come indicato dall'Istituto Superiore di Sanità.

Anche in casa dobbiamo prestare più attenzione ai semplici gesti quotidiani, pulendo e disinfettando tutte le superfici ma senza tralasciare ad esempio le maniglie delle porte o i pomelli di mobili, stipetti e lavandini, che tocchiamo regolarmente. Quando possibile cerchiamo di abbassare le maniglie con il gomito o di spingere le porte con le braccia evitando il contatto diretto con le mani.

Stesso discorso vale per i dispenser di sapone o di prodotti igienici, ovviamente carichi di germi se consideriamo che li tocchiamo sempre prima di lavare le mani. Anche in questo caso cerchiamo per quanto possibile di evitare di toccarli con le mani, preferendo il braccio.

Uno studio, inoltre, ha rilevato fino a 326 diverse specie di batteri che vivono sulle spugne da cucina usate, perciò è buona norma assicurarsi di cambiarle spesso buttando via quelle vecchie senza aspettare necessariamente che si logorino del tutto, lavandoci sempre le mani dopo averle utilizzate.

E dulcis in fundo, cattive notizie anche per chi utilizza abitualmente penne e matite, per lavoro o per diletto: anche questi oggetti sono ricettacolo di germi e batteri e soprattutto chi lavora in ufficio deve assolutamente evitare di utilizzare quelli altrui. Secondo un recente studio ci sono in media 46mila germi in più su una penna che sul sedile di un water.

Come si dice la prudenza non è mai troppa e prevenire è meglio che curare. Facciamo la nostra parte indossando i guanti, lavandoci spesso (e bene) le mani, disinfettando oggetti e superfici e mantenendo le giuste distanze.

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