Il ficus di piazza Marina è malato: perché l'albero monumentale preoccupa gli esperti
Questo albero monumentale, tra i più grandi d'Europa, è come un vero e proprio "monumento verde" della città. Ecco cosa succede e che sappiamo sulle sue condizioni
Il ficus monumentale di Piazza Marina
Il grande Ficus macrophylla di piazza Marina, a Palermo, uno degli alberi più famosi della città e tra gli alberi monumentali più grandi d’Europa, è in grave difficoltà, a seguito di una malattia che sta colpendo le sue radici e preoccupando gli esperti. Per quanto, infatti, questo albero venga considerato da molti cittadini un vero e proprio "monumento verde", oggi ha perso buona parte della sua famosa chioma, descritta da generazioni di turisti giunti in Sicilia nel corso degli ultimi 2 secoli e in cui vivevano numerose coppie di pappagallini.
Circa l’80% delle sue foglie sono andate infatti perse e quelle che rimangono sull’albero risultano molto più piccole rispetto alle foglie originarie. Questo Ficus ha circa 162 anni, essendo stato piantato nel 1864, poco dopo la realizzazione del giardino Garibaldi progettato dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile, lo stesso che in seguito avrebbe progettato il Teatro Massimo.
Il giardino davanti allo Steri fu costruito secondo il modello del giardino all’inglese, con spazi più naturali e meno geometrici rispetto ai giardini all’italiana. All’epoca Basile non si immaginava però che quest’albero sarebbe diventato così grande. Nessuno aveva infatti informato l’architetto che questa specie potesse sviluppare radici di oltre 20 metri. A lanciare l’allarme per lo stato di salute di questo albero monumentale sono stati alcuni professori dell’Università di Palermo, in particolare Paolo Inglese, Antonio Motisi e Rosario Schicchi, direttore dell’Orto botanico.
Secondo gli esperti, il problema potrebbe essere una tracheomicosi, cioè un’infezione causata da funghi che attacca le radici e impedisce alla linfa di circolare correttamente nella pianta. Questo indebolisce molto l’albero, tanto che se non ci fossero le sue radici aeree l’albero sarebbe già caduto a terra. Queste radici possono essere viste infatti come delle vere e proprie colonne di sostegno, ma come sanno bene gli abitanti del quartiere Kalsa e della Cala da anni c’è ormai il rischio che alcuni rami pesanti possano cadere. Pericolo che ha portato il comune già da tempo a chiudere temporaneamente villa Garibaldi e a deviare il traffico dei pedoni sul marciapiede antistante il Ficus. Il Comune di Palermo sta ora cercando di capire come intervenire.
L’assessore all’Ambiente Pietro Alongi ha spiegato che prima bisogna fare una diagnosi precisa, proprio come si fa con una persona malata. Per questo motivo sull’albero verrà effettuata una tomografia, un esame che permette di studiarne l’interno. Al controllo parteciperanno anche la Forestale e alcuni professori universitari.
Questo d’altronde non è l’unico Ficus malato o albero di importanza storica sottoposto all’attenzione degli esperti. L’anno scorso, per esempio, si è parlato molto dello stato di salute dell’albero Falcone, in via Notarbartolo, anch’esso sofferente. Nel suo caso, tuttavia, le analisi effettuate hanno dimostrato che l’albero è ancora in grado di resistere alle sollecitazioni climatiche dovute al surriscaldamento globale e alla particolare convivenza con il traffico e i condomini.
Circa l’80% delle sue foglie sono andate infatti perse e quelle che rimangono sull’albero risultano molto più piccole rispetto alle foglie originarie. Questo Ficus ha circa 162 anni, essendo stato piantato nel 1864, poco dopo la realizzazione del giardino Garibaldi progettato dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile, lo stesso che in seguito avrebbe progettato il Teatro Massimo.
Il giardino davanti allo Steri fu costruito secondo il modello del giardino all’inglese, con spazi più naturali e meno geometrici rispetto ai giardini all’italiana. All’epoca Basile non si immaginava però che quest’albero sarebbe diventato così grande. Nessuno aveva infatti informato l’architetto che questa specie potesse sviluppare radici di oltre 20 metri. A lanciare l’allarme per lo stato di salute di questo albero monumentale sono stati alcuni professori dell’Università di Palermo, in particolare Paolo Inglese, Antonio Motisi e Rosario Schicchi, direttore dell’Orto botanico.
Secondo gli esperti, il problema potrebbe essere una tracheomicosi, cioè un’infezione causata da funghi che attacca le radici e impedisce alla linfa di circolare correttamente nella pianta. Questo indebolisce molto l’albero, tanto che se non ci fossero le sue radici aeree l’albero sarebbe già caduto a terra. Queste radici possono essere viste infatti come delle vere e proprie colonne di sostegno, ma come sanno bene gli abitanti del quartiere Kalsa e della Cala da anni c’è ormai il rischio che alcuni rami pesanti possano cadere. Pericolo che ha portato il comune già da tempo a chiudere temporaneamente villa Garibaldi e a deviare il traffico dei pedoni sul marciapiede antistante il Ficus. Il Comune di Palermo sta ora cercando di capire come intervenire.
L’assessore all’Ambiente Pietro Alongi ha spiegato che prima bisogna fare una diagnosi precisa, proprio come si fa con una persona malata. Per questo motivo sull’albero verrà effettuata una tomografia, un esame che permette di studiarne l’interno. Al controllo parteciperanno anche la Forestale e alcuni professori universitari.
Questo d’altronde non è l’unico Ficus malato o albero di importanza storica sottoposto all’attenzione degli esperti. L’anno scorso, per esempio, si è parlato molto dello stato di salute dell’albero Falcone, in via Notarbartolo, anch’esso sofferente. Nel suo caso, tuttavia, le analisi effettuate hanno dimostrato che l’albero è ancora in grado di resistere alle sollecitazioni climatiche dovute al surriscaldamento globale e alla particolare convivenza con il traffico e i condomini.
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