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Il sogno di don Puglisi diventa realtà: iniziano i lavori per l'asilo nido a Brancaccio

L'asilo nido nel cuore di Brancaccio desiderato dal sacerdote rivoluzionario che voleva strappare i bambini dalla strada diventa finalmente realtà: quando partono i lavori

Balarm
La redazione
  • 25 febbraio 2026

Il rendering dell'asilo nido di Brancaccio "I Piccoli di Padre Pino Puglisi"

L'asilo nido nel cuore di Brancaccio era pensato e desiderato dal 3P, quel sacerdote rivoluzionario che voleva strappare i bambini dalla strada e soprattutto dalle grinfie della criminalità organizzata. Adesso quel progetto sta diventando realtà e giovedì 26 febbraio alle 11.30 si svolge la cerimonia di consegna dell'inizio dei lavori de "I Piccoli di Padre Puglisi" in via Brancaccio, all'altezza del civico 333.

Una realtà fortenemente voluta dal quartiere la cui mancanza è diventata una vera e propria urgenza sociale. L'asilo rappresenta un ambiente sicuro, in cui socializzare e trascorrere momenti di crescita educativa.

La scuola porta il nome di 3P, il parroco ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, perché quel piccolo grande rivoluzionario con l'abito sacro per anni ha chiesto la costruzione di un asilo. Quella richiesta, rimasta inascoltata per circa 30 anni, stavolta potrebbe essere a una svolta (almeno così si spera).

La Fondazione Giovanni Paolo II è impegnata in progetti di cooperazione internazionale e accoglienza e ha raccolto negli ultimi anni, a partire dal 2018, insieme al Centro di Accoglienza Padre Nostro e al giornale Avvenire, i fondi necessari per sostenere il progetto di costruzione del nuovo asilo.

La struttura potrà accogliere 60 bambini circa, dando un aiuto concreto a famiglie spesso giovani, monoparentali, che hanno bisogno di un supporto concreto. Ora il progetto sostenuto dai donatori della Fondazione diventa concreto el'obiettivo è inaugurarlo nel giugno 2027.

Un passo importantissimo, ma anche un modo per continuare l’opera del Beato Giuseppe Puglisi con un aiuto concreto e di impatto al territorio, sia per far crescere una società più giusta e inclusiva, ma anche per combattere l’esclusione sociale e la mafia.

Il cantiere sarà ufficialmente consegnato alla ditta che ha vinto l’appalto il 26 febbraio alle 11.30 alla presenza del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e del presidente del centro di accoglienza Padre Nostro Maurizio Artale e delle personalità civili, militari e religiose. Sarà presente, per la Fondazione Giovanni Paolo II, l’ingegnere Alessandro Bartolini che ha elaborato il progetto.

Pochi giorni fa il presidente della Fondazione Damiano Bettoni ha fatto un sopralluogo nell’area dove nascerà il nuovo asilo insieme a Maurizio Artale. Realizzare l'asilo oggi sarebbe un importante simbolo antimafia nel quartiere. Il segnale che la legalità vince sulla criminalità e che la violenza si contrasta anche costruendo scuole e luoghi di aggregazione per le nuove generazioni.

Correva l'anno 2018 quando è venuto persino papa Francesco a "benedire" il progetto, in occasione dei 25 anni dall'omicidio di don Pino. Quello stesso anno il Centro Padre Nostro, associazione fondata dallo stesso sacerdote e che porta avanti la sua opera, ha donato il progetto della scuola al Comune che si era impegnato ad avviare i lavori.

I fondi, tre milioni e mezzo di euro stanziati dallo Stato, attraverso il Fondo di sviluppo e coesione. Da lì in poi per una serie di intoppi burocratici, i soldi sono stati persi.

La situazione si sblocca a marzo 2024, quando il progetto, aggiornato anche per l'aumento dei prezzi, viene approvato dal Consiglio comunale e inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche, al costo di circa 3 milioni e 900 mila euro, finanziato attraverso i fondi POC delle annualità 2024-26.

L'opera però non era stata inserita tra quelle dell'annualità 2024: è stata una lotta contro il tempo che fortunatamente adesso vedrà una fine e un inizio di una nuova vita per Brancaccio.
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