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"Sfiorare il cielo" a mille metri d'altezza: a Gratteri un leggendario sentiero da scoprire

Un posto speciale e poco conosciuto che non è solo bellissimo dal punto di vista naturalistico, ma è anche protagonista ancestrale delle tradizioni del territorio

Junio Tumbarello
Giornalista e guida Aigae
  • 6 gennaio 2020

La meraviglia. È questa l’unica parola che vi verrà in mente se deciderete di percorrere il ripido sentiero sopra Gratteri, delizioso borgo vicino Cefalù in provincia di Palermo, che - ai margini di una folta pineta - vi condurrà alla grotta Grattara di Gratteri. Non è uno scioglilingua, ma la casa della befana locale, della Strina o - per intenderci meglio - della “Vecchia”.

Sì perchè questo posto così speciale e poco conosciuto, se non da appassionati di speleologia e dagli abitanti della zona, non è solo un luogo bellissimo dal punto di vista naturalistico, ma anche protagonista ancestrale delle tradizioni del territorio.

La grotta - che vedete nel video di Riccardo Messina - si trova praticamente poco fuori (meno di cinquecento metri) dal paese di Gratteri, esattamente alle falde del Pizzo Dipilo, a oltre mille metri d’altitudine, immersa nell’imponente Pineta di Grattara, nell’omonimo parco. Inutile dire che il paesaggio che si può mirare da qui è di una bellezza inconsueta e speciale: potrete contare i tetti delle case di Gratteri e rimanere a bocca aperta davanti al panorama che si staglia tutt’attorno a cozzo Capraro e a un
arco naturale formato da stalattiti e stalagmiti.



La grotta - chiamata “Grattara” - deve aver contribuito storicamente a dare il nome alla piccola cittadina che confina con Collesano, Cefalù, Lascari e Isnello. All’interno una scala di pietra costruita nei secoli dall’uomo consente di entrare nei suoi meandri, fino a una sorta di cratere scavato dall’incessante stillicidio dell’acqua. Nei suoi anfratti esterni, poco praticabili, talvolta inaccessibili, si possono notare esemplari di “Pistacia vera” (pistacchio selvatico), piccole elci e tanti di nidi di rondine.

Per giungere alla grotta si percorre un sentiero leggermente scosceso e sinuoso, che si snoda da un breve pianoro, denominato di San Nicola, fino al massiccio “Iazzu ri vuoi” (Giaciglio dei Buoi). Proprio il sentiero che porta fino alla grotta, collega la cittadina di Gratteri a quella di Isnello serpeggiando all’interno della pineta, giungendo alle falde del pizzo Dipilo e poco dopo al limite del "Querceto di Isnello".

Proprio da questa grotta la leggenda racconta che, nelle notti tra l’anno vecchio e quello in arrivo, scenda a Strina. Un personaggio dalle sembianze di anziana signora simile alla Befana che, dopo essere entrata nelle case dai comignoli, riempie le calze dei bambini di Gratteri con doni e dolciumi.

Ancora oggi a Gratteri la notte del 31 dicembre una folla di persone con delle torce accese, accompagna la “vecchia” - impersonata da una donna con il volto coperto da un lenzuolo - dalla grotta al paese, intonando canti e regalando ai più piccoli i “turtiglioni”, dolci típici del posto.

Se anche voi avete voglia di incontrare la Strina e farvi catturare dalla magia della “Grattara”, sappiate che solo una settantina di chilometri dividono il delizioso paese madonita da Palermo: percorrere l’autostrada A19, Pa-Ct, uscire a Buonfornello, proseguire sulla SS113 in direzione Campofelice di Roccella, seguire la SP28 fino a via Pio La Torre a Gratteri e poi indicazioni per la pineta di Grotta Grattara.

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