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Incursioni a raffica in un asilo a Palermo, 5 in una settimana: chieste le telecamere

Da lunedì 26 gennaio non c'è pace per questa struttura e ogni notte viene depredata e distrutta, facendo vivere nel terrore bimbi, le loro famiglie e inevitabilmente chi lavora lì

Alice Marchese
Giornalista
  • 30 gennaio 2026

Asilo nido Girasole

L'ennesimo raid vandalico all'asilo nido Girasole di Palermo: da lunedì 26 gennaio non c'è pace per questa struttura che ogni notte viene depredata e distrutta, facendo vivere nel terrore bimbi, le loro famiglie e inevitabilmente chi lavora lì. La scuola resta chiusa e lo conferma il presidente VI commissione consiliare Ottavio Zacco che da una settimana denuncia quanto accade, chiedendo al sindaco di Palermo l'urgente installazione sistemi di videosorveglianza che possano tutelare l'asilo nido.

«Non ci crederete, indegni sono entrati di nuovo all’interno dell’asilo nido Girasole - scrive Ottavio Zacco -. Chi ha interesse a fare chiudere questo asilo? Chi ha interesse in questo periodo di iscrizioni a creare disagi per non fare scrivere nessun bambino in questo asilo?

Sto inviando un esposto alla Procura della Repubblica e ho formalmente richiesto al sindaco l’installazione immediata di un sistema di videosorveglianza. Non è più tollerabile che un servizio pubblico essenziale venga mortificato dall’azione di delinquenti.

Le istituzioni hanno il dovere di garantire continuità e sicurezza a un servizio fondamentale per i bambini e per le loro famiglie, genitori che, per l’ennesima volta, rischiano di non poter andare al lavoro e persino il licenziamento».

Quello che si sta verificando non sembrerebbe un semplice furto, ma sono azioni ripetute in un luogo destinato ai bambini che sono costretti a restare a casa e i genitori lavoratori vivono un estremo disagio perché non gli viene garantito un servizio a dir poco essenziale: «I genitori rischiano conseguenze lavorative gravissime - ha dichiarato Zacco -.

Tra queste: permessi forzati, assenze, turni saltati, precarietà aggravata. In molte famiglie ciò significa una cosa sola: rischio di richiamo, di sanzioni e persino di licenziamento. È inaccettabile che una comunità paghi due volte: prima con la paura e poi con la perdita di reddito».

Secondo quanto scrive Ottavio Zacco nella richiesta ufficiale per l'installazione sistemi di videosorveglianza, la situazione è decisamente preoccupante e necessita della dovuta attenzione: «Nella notte appena trascorsa ignoti si sono introdotti nuovamente nella struttura, causando ulteriori danni e alimentando un clima di forte preoccupazione tra il personale e le famiglie.

Si tratta di una situazione ormai insostenibile, che espone quotidianamente la scuola a rischi per la sicurezza e compromette la serenità di un servizio educativo fondamentale per la comunità. Si richiede con la massima urgenza l’installazione di un sistema di videosorveglianza, quale misura indispensabile di prevenzione e tutela del bene pubblico, nonché di deterrenza contro il ripetersi di simili episodi».

In 5 giorni i furti non si contano e sono stati rubati indumenti, beni ed elettrodomestici, persino cibo: un attacco a un presidio educativo essenziale e un colpo alle famiglie e ai bambini: «Nel 2026 non è accettabile immaginare un asilo nido privo di adeguati sistemi minimi di protezione - ha raccontato Ottavio Zacco-. C'è assenza di telecamere esterne e videosorveglianza, assenza di allarme, porte facilmente apribili. È una vulnerabilità che espone la comunità educativa a rischi continui e produce un clima di paura e sfiducia.

È necessario un intervento immediato e coordinato, con azioni puntuali e verificabili con l’Installazione urgente di videosorveglianza esterna e predisposizione di sistemi di controllo accessi e la messa in sicurezza degli infissi e delle porte, con interventi anti-intrusione e verifiche strutturali.

La priorità è duplice: garantire continuità educativa e proteggere bambini e personale. Un asilo nido non può diventare un bersaglio facile, né può essere lasciato in condizioni che espongono a rischi e danni ripetuti. La sicurezza dei nostri bambini non è negoziabile».
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