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Innovazione e start up a Catania: il progetto "Nict Nact" contro la fuga dei cervelli

Per riscrivere una storia in cui i giovani siano autori del cambiamento, nasce il progetto per la costruzione di un ecosistema imprenditoriale con fondi ministeriali

  • 4 maggio 2026

Il workshop "Arredo urbano e fabbricazione digitale" a Catania

Quando si parla di trasformazione digitale, l’attenzione è spesso rivolta alle opportunità di mercato che genera e ai processi che innescano competitività tra soggetti privati. In questi termini, la competizione si riduce alla massimizzazione dei ricavi, alla crescita del fatturato e a benefici limitati a pochi attori.

In Sicilia, nonostante un evidente fermento imprenditoriale, questa dinamica ha prodotto un ecosistema poco strutturato e frammentato, con una conseguente dispersione del potenziale giovane e innovativo. Un territorio, insomma, in cui gli “unicorni” finiscono per rinunciare alla magia di volare ad alta quota, quando non scelgono direttamente di farlo altrove.

Per riscrivere una storia in cui i giovani siano autori del cambiamento, nasce a Catania il progetto Nict Nact, finanziato con i fondi ministeriali dell’avviso pubblico "Fermenti in Comune" promosso da ANCI. Il nome del progetto richiama il Lago di Nicito, antico bacino di Catania scomparso dopo una colata lavica. Così come le acque del fiume Amenano scorrono ancora oggi nascoste nel sottosuolo, anche il potenziale innovativo dei giovani rischia spesso di disperdersi. L’obiettivo è quindi quello di farlo “riemergere” in città, creando connessioni, reti e opportunità.

Così racconta la mission del progetto il coordinatore generale Simone Di Stefano, che insieme al Comune di Catania, all’assessore alle Politiche Giovanili Viviana Lombardo e il supporto di numerose associazioni e partners tra cui l’Università di Catania, guarda alla digitalizzazione nell’intreccio con l’innovazione sociale, assumendo una forte valenza inclusiva.

Come sottolinea il professor Davide Arcidiacono presidente del CdLM in Sociologia delle reti, dell’informazione e dell’innovazione dell’Università di Catania «Nonostante il fermento imprenditoriale, Catania manca ancora di digital innovation hub e di spazi di incontro e networking fondamentali per l’imprenditoria digitale. Progetti come Nict Nact favoriscono un’imprenditorialità più inclusiva e radicata nel territorio, grazie alla loro vocazione sociale. Serve costruire una cultura d’impresa valorizzando il nostro solido sistema formativo. Il territorio è un “green field”, ma da coltivare affinché i giovani restino o decidano di tornare, senza dover sottostimare il valore della formazione acquisita».

Il riconoscimento di "Città italiana dei giovani 2025" promosso dal Consiglio Nazionale dei Giovani in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, l'Agenzia Italiana per la Gioventù e la Consulta ANCI Giovani, si inserisce nel percorso avviato con il Living Lab di Nict Nact nel 2024, uno spazio per sperimentazione e formazione digitale, dotato di tecnologie come robotica, AI, stampa 3D, VR e prototipazione. Basato sul modello STEAM, favorisce l’incontro tra competenze tecniche e artistiche, coinvolgendo giovani, scuole, università e imprese in un ecosistema di innovazione.

All’interno di questo percorso si inserisce VolcaniCT, la recente linea operativa per la call for ideas e help desk avviato a gennaio 2025 a supporto delle idee imprenditoriali. La costruzione di un ecosistema integrato per i giovani ha contribuito al riconoscimento del progetto i cui tasselli fondanti sono l’open innovation, la contaminazione, il p2p e l’inclusione attraverso strutture pubbliche.

L’obiettivo a lungo termine è realizzare una “città laboratorio”, rafforzando la sinergia tra gli attori e il valore del territorio, promuovendo la partecipazione civica attiva, mettendo i giovani al centro del cambiamento, a contrasto dell’emigrazione di talenti. «Creare le condizioni giuste significa intercettare le idee e metterle nelle condizioni di trasformarsi in progetti concreti - spiega Simone Di Stefano - .In questa prospettiva, strumenti come tirocini e servizio civile diventano leve strategiche per introdurre i giovani nell’ecosistema dell’innovazione, fino all’integrazione nel sistema produttivo e sociale».

La chiave di volta è dunque supportare i giovani garantendo una sinergia costante tra istituzioni, realtà associative e mondo privato, un dialogo rafforzato negli anni dai tavoli tematici sull’innovazione e la tecnologia fortemente voluti dal sindaco Enrico Trantino con il coinvolgimento diretto degli studenti. Dai tavoli emerge la collaborazione di Giordana Maugeri, perito elettronico e studentessa di Ingegneria Elettronica, che nel progetto peer-to-peer svolgerà il ruolo di supervisor tecnico per le laureande magistrali.

Tra le nuove promettenti esperienze formative, la tirocinante Daria Fagone del corso di laurea in Progettazione del Turismo Sostenibile, sviluppa una tesi sperimentale sull’uso delle tecnologie per migliorare l’interazione tra turisti e territorio, promuovendo un turismo sostenibile, inclusivo e partecipativo, in cui l’intelligenza artificiale diventa uno strumento di supporto all’accoglienza, in linea con i principi di cittadinanza attiva promossi dal progetto Nict Nact. Che i giovani catanesi, siano allora le nuove ginestre di questo green field, dove la lava sommerge, ma solo le menti pioniere possono creare nuovi percorsi di vita e di crescita.
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