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Intrigante e antica: la storia della baronessa di Carini come non l'avete mai ascoltata

Fra le stanze di uno dei luoghi più affascinanti di Sicilia per scoprirne i segreti. A raccontare aneddoti e curiosità in una affascinante video puntata è Sicilia Svelata

Balarm
La redazione
  • 17 settembre 2020

Il Castello La Grua Talamanca di Carini, oltre ad essere un luogo incantevole e bellissimo da visitare, è custode di un antico e affascinante mistero che riguarda appunto la Baronessa di Carini.

Questa storia, oltre agli elementi che caratterizzano questo luogo, è oggetto di una affascinante puntata pubblicata su Youtube da Sicilia Svelata. Un video che ci fa entrare nelle stanze del castello e che ne racconta i misteri.

Il castello, lo ricordiamo, fu eretto da Rodolfo Bonello, guerriero al seguito del conte Ruggero I di Sicilia. Nel 1283 divenne di proprietà della famiglia Abate che iniziò a trasformare la struttura difensiva destinandola ad uso residenziale. Si arriverà nei secoli al casato La Grua Talamanca che rimarrà in possesso della baronia di Carini fino al 1812.

Il maniero divenne però famoso per una tragica vicenda: il 4 dicembre 1563 donna Laura Lanza di Trabia baronessa di Carini, moglie di don Vincenzo La Grua-Talamanca, venne uccisa dal padre per motivi di onore insieme al presunto amante Ludovico Vernagallo. Gli atti di morte dei due si trovano trascritti presso l'archivio storico della chiesa madre di Carini.



L'amaro caso della signora di Carini non fu subito di dominio pubblico, la potenza delle famiglie coinvolte mise subito a tacere i diaristi del tempo, che si limitarono a riportare solo la data e la notizia della morte della signora di Carini.

Don Cesare Lanza di Trabia sarà assolto in virtù della legge vigente e l'anno successivo insignito del titolo di conte di Mussomeli. Della vicenda si occupò nella metà dell'Ottocento lo studioso Salvatore Salomone Marino che riuscì a ricostruire, grazie a quanto appreso dal popolo attraverso vari "cunti" tramandati nei secoli dai cantastorie, la storia di Laura e del suo amato Ludovico.

Una leggenda narra che in occasione dell'anniversario del delitto comparirebbe, su un muro della stanza dove venne uccisa Laura, l'impronta della mano insanguinata lasciata dalla baronessa uccisa.

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