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L'amore non ha età, leggi né distanze: dopo anni Giusi oggi è la mamma (single) di Otta

In Italia una donna single non avrebbe potuto adottare Otta per le leggi vigenti: Giusi allora è andata direttamente in Africa, dove per fortuna questo cavillo non c'è

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 11 ottobre 2018

Giusi e la piccola Otta

Otta è una bambina africana, orfana sin dalla più tenera età, alla quale la vita ha voluto fare un regalo enorme: una mamma italiana che la ama moltissimo e che per lei si è fatta in quattro per non dire in otto (scusate il gioco di parole).

Adesso ha 13 anni, frequenta la seconda media e parlabenissimo l'italiano. È arrivata in Italia due anni fa e si è integrata perfettamente, frequenta un corso di teatro e uno di inglese e a gennaio conta anche di riprendere ad andare in piscina: «Nuotare le piace molto, l'acqua è il suo elemento», racconta orgogliosa Giusi D'Agostino, la sua mamma, single.

In Italia Giusi non avrebbe potuto adottare Otta perché per le leggi vigenti per adottare è necessario avere un coniuge.

In Africa per fortuna questo cavillo non c'è: così la mamma palermitana, dopo alcuni anni, è riuscita a concludere il disbrigo di tutte le pratiche e adesso Otta è una cittadina italiana.

«Sono stata in Tanzania per la prima volta come volontaria dell'associazione Asantesana (che in lingua Swahili vuol dire "grazie tante") nel 2003 - racconta Giusy - nel 2006 l'associaizone ha creato una casa famiglia per bambini orfani nel sud della Tanzania».

«A marzo dell'anno dopo ho conosciuto Otta - continua - era la più piccola del gruppo, aveva soltanto 20 mesi ed era orfana siia di padre che di madre: rispetto agli altri bambini aveva una situazione più disagiata».

Tra loro è stato un colpo di fulmine, Giusi racconta che lei e la bambina si sono scelte.

Ma solo diversi anni dopo e molti viaggi giù e sù per l'Africa scopre che le leggi di quel Paese consentono di poter adottare anche a genitori singoli, quando gli assistenti sociali che seguivano Otta le propongono di adottarla.

Ed è così che dopo anni di "amore a distanza" finalmente a settembre del 2016 Otta arriva a Palermo.

«La prima cosa che ho fatto è stata andare al tribunale dei minori a chiedere la ratifica e la convalida dell'adozione - racconta la mamma - è diventata cittadina italiana dopo che mi sono appellata all'articolo 44 della legge sulle adozioni».

A supportare Giusi ci sono stati tantissimi amici che per anni hanno seguito la storia a distanza delle due e commossi ed emozionati hanno accolto la bambina fin dall'arrivo in aeroporto.

In particolare ad aiutare Giusi dal punto di vista legale a Palermo c'è stata la sua amica d'infanzia e avvocato Sandra Bonomo.

Da quel settembre del 2016 è nata una nuova mamma: «Sono sempre appresso ai suoi mille impegni - racconta felice Giusi - è una bambina serena, vive bene perché non le ho mai nascosto niente, ha seguito tutto il percorso dell'adozione al mio fianco, dagli incontri con gli assistenti sociali in Africa, a quello con il giudice qui a Palermo».

L'estate scorsa Otta è tornata in Africa con la sua mamma, nel Paese in cui è nata: lì ha rivisto dopo anni tutti i suoi amici.

«Quello che le dico sempre è che deve studiare, prima per costruirsi un futuro, poi per aiutare la sua terra - conclude Giusi - perché un domani possa fare quello che ho fatto io con lei se non di meglio. Le ho anche detto che quando vuole può sempre tornare a trovare le persone con cui è cresciuta e so che questa possibilità la rende molto serena».

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