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La Palermo monumentale è nascosta sotto i nostri occhi: i resti della chiesa dei pescatori

Nessuna guerra e nessun terremoto sono riusciti a cancellare totalmente questo piccolo capolavoro: siamo sotto l'attuale Mercato Ittico tra cripte, decorazioni e leggende

Giusi Lombardo
Cercatrice di monumenti
  • 18 febbraio 2019

La cripta della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta al Mercato Ittico

Palermo è una città dalla storia millenaria controversa e tormentata. Eppure invasioni, guerre, terremoti e distruzioni a volte non hanno cancellato completamente i ricordi dei tempi passati.

Una testimonianza ancora viva è la cripta della chiesa di Santa Maria di Piedigrotta al Mercato Ittico che ho potuto ammirare durante una suggestiva visita notturna. La chiesa fu costruita nel 1564 su una grotta prima destinata all'uso di magazzino per i pescatori. Essi qui conservavano un dipinto su ardesia di Maria Vergine che tiene in grembo Gesù piagato, avuto in dono da Alfonso Ruiz, all'epoca protonotaro del regno.

Il giovedì santo del 30 marzo del 1564 alcuni fanciulli, mentre giocavano nella grotta, si accorsero che l'immagine della Madonna trasudava e lacrimava abbondantemente dal volto.

Con somma sorpresa, divulgarono subito a tutti quel prodigio e una donna del vicinato, che soffriva di dolori al fianco, unse la parte malata con quegli umori ed immediatamente guarì. Dopo questo prodigio seguirono altri miracoli e rapidamente questo luogo divenne meta di devoti, dando vita alla Confraternita della gente di mare (i pescatori) che edificò su di esso la chiesa di Nostra Signora di Piè di Grotta.

La devozione era talmente sentita che, per agevolare i fedeli nel percorso verso la chiesa, nei pressi fu aperta una nuova porta, che venne chiamata "Porta di Piè di Grotta".

Inoltre la Confraternita diede incarico all'architetto Baldassare Massa di realizzare la creazione di un magnifico arco marmoreo decorato da putti e delfini da collocare all'ingresso della grotta. La chiesa era dotata di un campanile ed era a navata unica, con il prospetto rivolto ad occidente e ricca di stucchi, decori e opere d'arte.

Una delle cappelle era realizzata sulla grotta che conteneva la miracolosa immagine su ardesia (altre fonti narrano che fosse dipinta direttamente sulla roccia) della Madonna della Pietà tanto venerata.

Mentre un'altra cappella fu fatta costruire dal Senato di Palermo, dedicandola all'Immacolata Concezione. Il Senato volle questa cappella per ricordare un drammatico incidente occorso il 15 dicembre 1590 e che costò la vita a 218 persone.

Avvenne che una banchina in legno crollò, per via del sovrappeso causato dai numerosissimi intervenuti per assistere al ritorno da Messina del vicerè Diego Enriquez de Gusman. Il vicerè si salvò e, come ex voto, incaricò Giuseppe Alvino denominato il Sozzo, pittore palermitano, di dipingere un quadro che ricordasse il tragico evento, nel quale risaltava l'effige dell'Immacolata sul disastro del crollo.

Purtroppo la chiesa andò quasi completamente distrutta nei bombardamenti del 22 marzo 1943 e del quadro del miracolo della salvezza (custodito nella cappella dell'Immacolata) non si trovò più traccia.

Ne rimane soltanto un'incisione del 1879 ad opera di G. Tambuscio. Si salvò solo la parte che fungeva da cripta e che è ancora possibile visitare durante qualche apertura straordinaria. Durante la mia affascinante visita ho notato, su quel che resta delle piastrelle, il disegno di una rete su ognuna di esse. Probabilmente il simbolo della Confraternita dei pescatori.

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