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Lamanna e Montalbano si incontrano a tavola: il pranzo (storico) con il "cuscusu"

Vi raccontiamo del fugace incontro tra lo storico commissario creato dal maestro Andrea Camilleri e il protagonista dei racconti gialli di Gaetano Savatteri

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 29 agosto 2022

Saverio Lamanna e Montalbano

Salvo Montalbano e Saverio Lamanna sono due personaggi letterari che abbiamo imparato a conoscere, anche e soprattutto, grazie alla trasposizione televisiva.

Ci siamo appassionati alle loro indagini investigative tra architetture barocche e scenari naturali mozzafiato, lunghe nuotate nel mare cristallino o cene deliziose in antiche masserie, sullo sfondo di una Sicilia che si potrebbe definire con le stesse parole usate da Camilleri per descrivere la caponata di Adelina: “sciavuròsa, colorita, abbondante”.

Il commisario Montalbano ritorna il 14 Settembre 2022 in versione restaurata e ottimizzata, passando al 4K; andranno in onda le prime 4 puntate del 1999 : "Il ladro di merendine", "La voce del violino", "La forma dell’acqua", "Il cane di terracotta".

Andrea Camilleri il papà di Montalbano, “il siciliano che inventò un'altra Sicilia” (Pietrangelo Buttafuoco) era un amabile affabulatore e il “suo” Montalbano è un personaggio complesso, che riesce a conquistare il pubblico per la sua umanità ma anche per la sua ironia; la serie televisiva rimane una delle migliori produzioni Rai.
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È un'isola dal fascino ammaliante e dalle mille pirandelliane contraddizioni, la Sicilia che la fiction racconta. I libri dello scrittore siciliano (che ha raggiunto la fama solo da "sittantino") hanno iniziato generazioni di lettori a una lingua inventata, dove il dialetto diviene comprensibile solo attraverso il contesto: un linguaggio nuovo, più letterario che parlato, ma straordinariamente evocativo.

Salvo Montalbano, anticonvenzionale commissario di polizia, vive nell'immaginaria cittadina siciliana di Vigata (Porto Empedocle) ed è il protagonista di 28 romanzi e di alcune raccolte di racconti.

In ogni episodio Salvo è alle prese con i più svariati casi (omicidi, rapimenti, crimini di mafia, cold case). Grazie al suo “terzo occhio”, ossia a uno spiccato intuito, Montalbano riesce sempre a fiutare la pista giusta, a trovare il colpevole o a risolvere un enigma.

Numerosi sono i coprotagonisti della saga, che il pubblico ha ormai imparato ad apprezzare ed amare: Livia, storica fidanzata, in una eterna relazione a distanza; quel grande fimminaro del collega Mimì Augello; i poliziotti Fazio (con la fissazione dei dati anagrafici) e Catarella (divertente e surreale macchietta).

A seguito del grande successo di pubblico dei romanzi di Andrea Camilleri, la Rai dal 1999 ha prodotto alcuni riadattamenti televisivi di gran parte dei romanzi e dei racconti del commissario. D'altronde lo stesso Camilleri, per molti anni sceneggiatore televisivo, ha sempre ritenuto che i suoi romanzi funzionassero bene per la trasposizione sul piccolo schermo.

“Il Commissario Montalbano” è stato acclamato dalla critica televisiva e l’ audience della serie ha ottenuto sin dal debutto risultati eccellenti, affermandosi nel corso della sua messa in onda ventennale come la serie più seguita del panorama televisivo italiano.

I 37 episodi realizzati sono stati inoltre visti in tutta Europa da oltre un miliardo di telespettatori.

Quella Sicilia (da cartolina) che abbiamo riconosciuto ed amato grazie al genio di Andrea Camilleri viene riproposta dal giornalista e scrittore Gaetano Savatteri con talento e leggerezza: Màkari, serie televisiva italiana recente (la prima stagione è stata trasmessa nel marzo 2021; la seconda nel febbraio 2022) è liberamente tratta dal libro "Quattro indagini a Màkari" e da altri due racconti "Il lusso della giovinezza" e "Il lato fragile", tutte opere di Gaetano Savatteri.

Savatteri, nel solco di Sciascia, Bufalino e Camilleri, sorride e ci fa sorridere. Protagonisti impegnati nella risoluzione di intricati casi sono l’irresistibile coppia di investigatori dilettanti, il giornalista Saverio Lamanna (interpretato da Claudio Gioè) e lo scanzonato amico Peppe Piccionello.

Saverio, giornalista portavoce di un influente uomo politico al governo, viene licenziato; decide di lasciare Roma e ritornare a Macari, suo paese natale in Sicilia, nel trapanese: qui trascinato dalla curiosità che lo caratterizza, finisce per indagare sui vari casi del luogo.

Lamanna è uno di quei siciliani cerebrali, "che hanno letto molti libri e che vivono in Sicilia con una difficoltà di relazioni", mentre Piccionello è “Giufà”, è l’amico credulone, quello che prende tutto alla lettera; è privo di qualsiasi malizia e furberia.

Nel racconto La calza della befana (uno dei sei racconti del volume "La coscienza di Montalbano", storie scritte in tempi diversi e non incluse nelle antologie fino ad ora pubblicate) Salvo Montalbano e Saverio Lamanna si incontrano: la giocosità narrativa di Camilleri, allusivamente lega una storia a un'altra storia, attraverso alcuni richiami.

“Il cuscusu era digno della so fama ma la cammarera che glielo servì era squasi meglio del cuscus. Gli dissi che s’acchiamava Suleima e che a malgrado il nome sotico viniva dal nord.

A Montalbano vinni n’testa di proponirle di fari ‘na passiata a ripa di mari, alla fini della mangiata. Ma subito appresso dovitti scancillarsi il pinsero dalla testa pirchì trasì nel ristorante un omo chiuttosto picciotto che abbrazzò e vasò Suleima come per fare accapiri a tutti che quella era roba sò.

Po’ l’omo s’addiriggì con la mano tisa verso il tavolo del commissario: “Piacere. Ho saputo che lei oggi sarebbe venuto qui a mangiare e non ho voluto perdere l’occasione di conoscerla. Sono Saverio Lamanna e mi è successo di doverle qualche volta rubare il mestiere".

Saverio Lamanna coinvolgerà il commissario nel caso di uno strano furto: la sparizione di un anello che un imprenditore di Vigata aveva regalato alla sua amante.

Andrea Camilleri ebbe frequenti contatti con Gaetano Savatteri. Nel Febbraio del 2004 il maestro presentò ad esempio a Roma il romanzo del giornalista "La ferita di Vishinskij", affermando che sarebbe stato riduttivo definire il volume soltanto un "giallo".

In "Non c’è più la Sicilia di una volta" pubblicato nel 2017, Gaetano Savatteri cita molte volte Andrea Camilleri. Nel libro vengono elencati diversi stereotipi su Sicilia e siciliani e Camilleri viene presentato nel volume sia come personaggio che come scrittore: Camilleri non è stato sempre amato, anzi il suo successo è stato “tardivo” ed è giunto solo a seguito dello straordinario risultato di vendite dei suoi libri.

Uno dei pregi maggiori di Camilleri è stato per Savatteri quello di aver descritto una Sicilia positiva, solare, bellissima: prima di lui l’isola appariva al mondo invece cupa, pessimista, sempre in lutto.
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