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Lavorano in nave ma non sono marinai: la storia (insolita) di una romana e due siciliani

Una vita fortemente voluta e originale, ma non per questo priva di responsabilità o impegno. È quella di Gianna, Giuseppe e Peppe che hanno scelto di lavorare sulle navi

Jana Cardinale
Giornalista
  • 23 dicembre 2021

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Giuseppe Morana, Gianna Simonte Morana e Peppe Maggio, ovvero il "trio Cosatinta"

La musica nel sangue, come la voglia di viaggiare, scoprire nuovi orizzonti, “fisici e professionali”, e lavorare, seguendo una passione che può donare agli altri la gioia e un po’ di quella leggerezza che la pandemia ha drasticamente tentato di negare.

A raccontarci tutto questo, dipingendo una vita fortemente voluta, intensa, originale, ma non per questo priva di responsabilità o impegno, è Gianna Simonte, carismatica voce romana, che assieme al marito, Giuseppe, e all’amico Peppe, entrambi marsalesi, compone, dal 2013 il trio musicale dei "Cosatinta", che ha scelto di vivere sulle navi da crociera per molti mesi all’anno.

Gianna parla della sua esperienza da Santos, Comune del Brasile, nello Stato di San Paolo, dove è approdata a bordo della Costa Diadema, assieme al gruppo, all’equipaggio e a tutti i passeggeri, il 20 dicembre.

«Un’avventura – dice - che inizia quindici anni fa, quando abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso; lavoravamo tanto a terra, in Sicilia, ma ampliare i nostri orizzonti e confrontarci con altre realtà, nazionali ed internazionali, era un grande desiderio.



Il mondo delle crociere ci aveva sempre affascinati e siamo stati fortunati, perché siamo stati subito convocati. La prima crociera l’abbiamo fatta nel 2007 su Costa Serena, allora un’ammiraglia della Costa, avendo l’opportunità di suonare ogni sera per un pubblico internazionale e visitare i posti più belli del mondo».

«Abbiamo girato davvero il mondo - aggiunge -, dall'isola di Pasqua alla Polinesia, all’Australia alla Nuova Zelanda, alle Seychelles e il Sudamerica, il Sudafrica e tutti gli Oceani dai contesti naturalistici spettacolari, confrontandoci con ospiti stranieri.

Sulla nave si creano rapporti speciali – continua – oltre che con i membri dell’equipaggio, che rappresentano la nostra famiglia quando siamo a bordo, anche con i passeggeri con cui poi si resta in contatto e che magari tornano in crociera perché vogliono rivederci e rivivere la nostra musica. Rapporti forti, che vanno avanti nel corso degli anni».

Gianna, giornalista oltre che musicista, racconta che si tratta di un lavoro scandito da regole rigide e orari precisi: quattro ore ogni sera senza mai un giorno di pausa. Se si è imbarcati per sei mesi si lavora ogni giorni senza stop; la mattina si è liberi e il pomeriggio intorno alle 18.30/19 si comincia per lavorare tutta la serata fino all’una e trenta circa.

«Un tempo – spiega – quando la mattina eravamo liberi, in fase pre Covid, potevamo scendere in ogni porto e andavamo a visitare le città in cu ci trovavamo; al momento non in tutti i posti si può scendere.

Adesso siamo in Brasile ma non abbiamo ancora potuto farlo. Quello che conta è però che siamo tornati a lavorare dopo un anno e nove mesi di inattività, per quanto riguarda il settore delle crociere, anche se nel corso dell’estate abbiamo lavorato sulla terraferma, ma l’inverno scorso è stato il primo di tutta la vita totalmente senza.

Ci sentiamo super protetti dal punto di vista sanitario, perché qui i protocolli sono molto severi. Nel 2021 le vacanze in crociera sono state considerate in assoluto le vacanze più sicure».

Gianna, Giuseppe (Morana, ndr) e Peppe (Maggio) sono a Santos dal 20 dicembre e rientreranno in Italia il 5 maggio 2022. Sono carichi e hanno tanta voglia di lavorare e fare bene. Gianna e Giuseppe Morana hanno dato vita al loro due nel 2000, mentre il trio si è formato nel 2013.

«La scrittura e la musica sono le mie grandi passioni – conclude - che coniugo attualmente nell’elaborazione dei testi delle nostre canzoni».

Nel mesi scorsi è arrivato negli store e sulle piattaforme digitali il loro “Giorni”, il nuovo singolo per l’estate dei ‘Cosatinta’, scritto da Gianna, Giuseppe (piano e voce) e Peppe (chitarra e voce), prodotto e arrangiato in collaborazione con Max Minoia presso il Biscuit Studios di Roma.

A seguire, su tutte le piattaforme digitali e YouTube, è stato divulgato il singolo "Amore Controvento", suonato, prodotto e arrangiato da Phil Palmer, chitarrista, produttore e arrangiatore di fama mondiale, e tradotto poi anche in spagnolo.

I "Cosatinta" nascono in Sicilia nel 2013 dall’unione di differenti ma complementari background personali e professionali e da subito propongono la propria musica nel corso delle numerosissime serate live e in occasione dei lunghi viaggi che effettuano in giro per il mondo, traendo suggestioni e contaminazioni musicali dei luoghi visitati.

Gianna, romana di nascita, sensibile ma al contempo ribelle e trasgressiva, è una poetessa pop, che con il suo gruppo canta in cinque, sei lingue per un pubblico mondiale. «È sempre una bella sfida».

È nata e cresciuta a Roma, e dalla tenera età di sette anni ha iniziato a cantare con quella che è stata una delle insegnanti più brave del panorama italiano: Bruna Liguori Valenti, moglie del giornalista sportivo Paolo Valenti, di Novantesimo Minuto.

Perché il nome ‘Cosatinta’?

«Mi facevano sorridere le anziane siciliane che dicevano ai bambini "sì cosa tinta". Ho chiesto il significato e mi è stato detto che sono i monelli o i birichini.

Mi è piaciuto, perché noi ci presentiamo sempre in maniera fresca e divertente, giochiamo con le persone, le facciamo divertire. Il termine, poi, lavorando all’estero, ha assunto anche un altro significato, perché "tinto" in spagnolo significa colorato, quindi per noi ‘Cosatinta’ è anche il colore della musica».
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