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Le 10 cose da non dire mai a un siciliano: le "frasi fatte" che ci fanno storcere il naso

Se pensate di fare un salto in Sicilia sulla coda dell’estate vi suggeriamo di tenere a mente queste “frasi fatte” che i siciliani si sentono dire praticamente sempre

Balarm
La redazione
  • 6 settembre 2021

Si sa i luoghi comuni li usiamo tutti in tutti gli ambiti e soprattutto quando andiamo alla scoperta di un luogo raramente si riesce a giungere senza essere influenzati da voci riportate (spesso anche erroneamente).

Se pensate di fare un salto in Sicilia sulla coda dell’estate (si è sempre in tempo per visitare la più grande isola del Mediterraneo) vi suggeriamo di tenere a mente queste “frasi fatte” che, fatidicamente, i siciliani si sentono dire e che, detto tra noi, gli fanno storcere il naso.

I dialetti del Sud sono tutti uguali

L’identità per un siciliano è sacra, questo bisogna saperlo dal primo momento in cui si tocca terra sicula. Fermo restando che è evidente che ogni luogo del Sud abbia un proprio dialetto, ben distinto dagli altri. Ma se ad un siciliano provate a dire “mi sembravi calabrese dall’accento” vi consigliamo di rettificare presto, un siciliano tiene più al proprio dialetto che non all’italiano quasi.



Sorprendente il mare della Sicilia, quasi come quello della Sardegna…

Senza voler scomodare il “termometro della Bellezza” (qualora esistesse), consapevoli che “è bello ciò che piace” ma giungere in Sicilia e paragonare il mare, tra le risorse più presenti e amate del territorio, a quello di una isola sorella, ma pur sempre in competizione come meta turistica non è proprio la via migliore per fare amicizia con un siciliano.

Come fate a lavorare dopo aver mangiato questi cibi pesanti…

A questa frase, vi avvisiamo, come si suol dire si “rompono i telefoni”, cioè si interrompe qualsiasi altra comunicazione con l’interlocutore, chiunque sia.

Siamo concordi che sia in qualche modo difficile comprendere come si possano ingerire, a qualunque ora del giorno, e dunque anche al mattino presto, cibi molto “impegnativi” per così dire come il panino con la milza, come è da tradizione in alcuni angoli di Palermo, ma manifestare un certo stupore generalizzato per il consumo dei più tradizionali cibi della cultura siciliana è di sicuro da evitare.

Spesso si sente dire, anche, come sia possibile consumare la granita con la brioscina (perché da noi si chiama e si scrive così) al mattina. Vi possiamo assicurare che, con un piccolo periodo di rodaggio, chiunque può abituare il proprio stomaco alle prelibatezze furi orario siciliane.

La granita, alla fine, è solo ghiaccio tritato…

Che non vi passi per la mente di pronunciare questa frase. La granita è non solo un rituale ma, soprattutto, una raffinatezza e una tradizone che, non a caso, in precise zone dell’Isola ha i principali rappresentanti. E, per la precisione, neanche quando assaporerete una “grattatella” (che sì è ghiaccio tritato ma sempre ad arte!) potrete permettervi questo commento.

Finalmente assaggio il fatidico supplì siciliano…

Fermi tutti: in Sicilia non esiste il supplì, bisogna essere al corrente di ciò. Esistono semmai, per volere essere di manica larga senza privilegiare una città rispetto ad un’altra, l’arancina o l’arancino, nel Catanese. Quindi occhio alla definizione della regina dello street food.

Pensavo che la parmigiana non fosse un piatto tipico della Sicilia dal nome…

In questo caso potremo, forse, chiudere un occhio o forse meglio un orecchio, accogliendo il fatto che non tutti sappiamo le origini di questo piatto, tipicamente siciliano, che trae il suo nome non certo dall’uso del formaggio parmigiano (che tra l’altro non è tra gli ingredienti della ricetta tradizionale) ma dalla disposizione delle fette di melanzane, appunto a “parmigiana”. Occhio quindi!

Che bello qui fa sempre caldo…

Di sicuro in Sicilia non si registrano le temperature del nord Italia, né tantomeno del nord Europa ma vi possiamo assicurare che nella nostra Isola si alternano esattamente tutte e quattro le stagioni così come nel resto del mondo.

Buoni i vini siciliani ma non so non certo quelli toscani….

A chi si dovesse trovare a pronunciare questa frase suggeriamo di fare un giro tra le cantine, soprattutto dell’Agrigentino e del Catanese, per citarne alcune, dove ci si potrà velocemente ricredere sul livello di qualità che i vini siciliani, soprattutto negli ultimi anni, hanno raggiunto.

Bella l’Isola, peccato per la mafia…

Vecchio, vecchissimo stereotipo che risulta veramente intollerabile ai giorni nostri. Non perché il fenomeno sia scomparso dalla Sicilia ma solo perché identificare la realtà e l’identità, che ancora ritorna, con questo fenomeno è non solo riduttivo ma anche ben lontano dalla realtà dei fatti.

“Are you from Sicily? Mafioso….”

Questa sarebbe la versione “internazionale” della forma mentis dello straniero che viene in Sicilia per la prima volta. Fa sorridere che, a distanza di decenni, la produzione cinematografica (pensiamo a Il Padrino in prima istanza) possano ancora influenzare l’idea preconcetta dei siciliani.
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